I Mutui del dopo terremoto all’Aquila

2 July 2010

Il Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, sbandiera la sospensione del pagamento delle rate di mutuo e dei finanziamenti alle imprese inserite nei comuni del cratere, ovvero, un accordo con l’Ufficio del Commissario e l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), che di fatto proroga, con alcune importanti novità (a detta del commissario), la sospensione già fissata dal comitato esecutivo dell’associazione alla fine del 2009 e in scadenza il 30 giugno 2010.
La tabella di seguito mette a confronto l’attuale provvedimento del Commissario alla ricostruzione, con quello adottato dal Ministro Tremonti nel 2009 e con le recenti misure adottate dal Monte dei Paschi di Siena:

PROVVEDIMENTO CHIODI E ABI A FAVORE DEI TERREMOTATI

Termina la logica dell’ dell’automatismo: le facilitazioni non si applicavano più ex lege ai finanziamenti in essere, ma su richiesta dei contraenti e, quindi, su approvazione dell’istituto.

PER LE FAMIGLIE

  • Sospensione del pagamento delle rate di mutuo per almeno sei mesi e per una volta sola, al verificarsi di specifici eventi, salvo il caso in cui la banca aderisca offrendo la sola sospensione della quota capitale.
  • La sospensione è operativa entro 45 giorni lavorativi dall’accoglimento della richiesta del cliente. Non sono ricomprese nella sospensione eventuali rate scadute e pagate al momento del verificarsi dell’evento al momento della sospensione.
  • La sospensione non determina l’applicazione di interessi di mora (se il debitore prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile non può essere soggetto all’applicazione della mora, come recitato dal c.c.); la sospensione non comporta l’applicazione di alcuna commissione o spesa istruttoria e avviene senza richieste di garanzie aggiuntive.
  • La presentazione della richiesta di sospensione va sottoscritta da tutti i cointestatari del mutuo ovvero gli eredi.
  • Gli eventi che determinano l’avvio della sospensione e che si verificano con riferimento almeno ad uno dei cointestatari: cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale; cessazione del rapporto di lavoro di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata; morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza; sospensione del lavoro o riduzione dell’orario di lavoro. Queste requisiti di ammissibilità devono verificarsi dal primo gennaio 2009 al 31 dicembre 2010. La sospensione si applicherà ai mutui di importo non superiore a 150 mila euro, il cui intestatario abbia un reddito imponibile inferiore a 40 mila euro annui.

PER LE IMPRESE
Sospensione dei debiti per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo; sospensione per 12 mesi dei canoni di operazione leasing immobiliare e mobiliare; allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigenze di cassa.

PROVVEDIMENTO TREMONTI E ABI 2009
A FAVORE DI TUTTI GLI ITALIANI

  • Sospensione del pagamento delle rate di mutuo per 12 mesi per le famiglie maggiormente colpite dalla brutta crisi.

Il beneficiario del provvedimento era il “sottoscrittore del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, o un componente del nucleo familiare convivente, che avesse usufruito dalla data del provvedimento e fino alla fine del 2011 di interventi per il sostegno al reddito per la sospensione del lavoro ovvero avesse subito la perdita della prima occupazione da lavoro dipendente”.
Tra i beneficiari, oltre a chi fosse rimasto senza lavoro, erano inclusi anche i collaboratori coordinati e continuativi a favore dei quali il Decreto anti-crisi all’articolo 19 aveva previsto l’assegnazione di una somma una tantum. Mentre per i lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione, riorganizzazione o chiusura delle aziende per i quali era previsto l’utilizzo della Cassa Integrazione Straordinaria o in deroga, le banche si impegnavano a favorire accordi che avrebbero permesso alla clientela di accedere all’anticipo delle quote di cassa integrazione straordinaria.
La sospensione, comunque, poteva essere richiesta per tutti i mutui ipotecari stipulati da privati. Inoltre per poter beneficiare dell’intervento era necessario che il mutuo fosse in corso di ammortamento, con un massimo di tre rate scadute non pagate e che fosse già superato un periodo di 24 mesi di regolare ammortamento”.

MISURE ADOTTATE DALLA BANCA MPS A FAVORE DEI TERREMOTATI

PER LE FAMIGLIE E PER LE IMPRESE SENZA DISTINZIONE DI REDDITO

  • Mutui ipotecari (immobili categoria E - o in zona Rossa)
  • senza rate insolute: su richiesta del cliente dietro la sola presentazione del documento che attesti la classificazione sospensione di tutte le rate del mutuo fino al 30/04/2014 (5 anni esattamente dalla data del sisma) senza aggravio di interessi;
  • Con rate insolute, prima del sisma, rinegoziazione del mutuo con nascita di un nuovo mutuo con un periodo di preammortamento fino al 30/04/2014;
  • Mutui su immobili non categoria E e non zona rossa a richiesta del cliente: senza rate insolute, sospensiva fino a mesi 24; con rate insolute,sospensiva fino ad un massimo di n. 12 rate retroattive.

Per coloro che non inoltreranno richiesta di sospensiva i mutui ripartiranno mantenendo inalterato l’importo della rata e della durata, secondo un ammortamento particolare che permetterà di smaltire l’arretrato in cinque anni, senza aggravi di interessi.

Il recente accordo è assolutamente inadeguato ed offensivo.
Complimenti al Monte dei Paschi di Siena per la lodevole iniziativa.
Gli abitanti del cratere auspicano nel buon senso degli istituti bancari che hanno già autonomamente ricercato soluzioni adeguate, prima di questo offensivo e ridicolo provvedimento ottenuto grazie all’intervento politico.

PROVVEDIMENTI ECONOMICI

25 August 2009

 

Ritengo opportuno riprendere un discorso già avviato nei giorni scorsi relativo ad alcuni interventi urgenti per l’economia. Mi viene lo spunto dalla considerazione che nulla è stato fatto per avviare un vero rilancio dell’economia dei paesi del cratere.

Credo ci si debba muovere in queste direzioni:

1) ZONA FRANCA

Per ottenere i benefici derivanti dall’applicazione della Zona Franca, bisogna concentrarsi su due concetti fondamentali: cosa chiedere e per chi chiedere.

Partirei nell’analisi dal secondo punto: non si può insistere nell’allargamento della Zona Franca a tutta la provincia dell’Aquila perché è un territorio troppo vasto e, soprattutto, perché i danni subiti dall’economia “aquilana” non sono uguali a quelli subiti nelle altre zone della provincia. Gli operatori esterni al cratere hanno avuto ritardi nei pagamenti da parte dei clienti colpiti dal sisma; gli operatori interni al cratere non hanno, per lo più, neanche il posto dove operare: quanti negozi, studi professionali, botteghe artigiane hanno chiuso ed a fatica provano a riaprire. I politici non facciano le solite battaglie inutili tese solo a difendere il proprio bacino elettorale: il problema è molto più grande. L’economia dell’Aquila è ad un bivio: se venisse applicata la Zona Franca per il comune dell’Aquila, ci sarà un futuro, anche migliore al passato ante sisma; se ciò non accadesse L’Aquila è una città morta senza possibilità alcuna di ripartire.

Allora è importante essere determinati su quali agevolazioni chiedere per la Zona Franca: innanzitutto la totale detassazione per un periodo di cinque o dieci anni del reddito prodotto dalle imprese (artigiane, grandi, piccole, etc.), dai professionisti, dai commercianti ed in genere da tutti gli operatori economici del territorio comunale dell’Aquila. Questa richiesta non comporta un esborso diretto da parte dello Stato in quanto si tratterebbe di un minor incasso quantificabile, sulla base di quanto dichiarato dal ministro Tremonti, in circa un miliardo di Euro spalmato in un periodo di cinque anni, posto che il gettito erariale annuale del territorio interessato ammonta in un periodo normale a circa 256 milioni di Euro, e che per gli anni 2009 e 2010, tale gettito potrà si e no arrivare ad un terzo di quello “normale”.

La seconda richiesta dovrebbe essere l’azzeramento degli interessi e delle sanzioni maturate sui debiti iscritti a ruolo (siano essi erariali, contributivi o di imposte comunali, contravvenzioni etc.) e rateizzo della sorte capitale fino a 120 mesi direttamente con Equitalia Gerit S.p.A.; anche qui, nessun esborso, ma un minor incasso per lo Stato peraltro solo in apparenza, in quanto in questo modo le aziende non possono non pagare. Tale intervento peraltro consente alle aziende di poter richiedere il certificato DURC (documento unico di regolarità contributiva) richiesto per partecipare alle gare ed agli appalti pubblici e non solo.

2) FONDI DESTINATI ALLE AZIENDE

In questo caso, l’intervento congiunto di Provincia e Regione dovrebbe favorire tutto il territorio provinciale, aumentando la percentuale dei fondi da destinare alla provincia dell’Aquila e aumentando la percentuale dell’intervento agevolato, ad esempio con finanziamenti in conto capitale fino alla concorrenza dell’80% delle spese ammesse a contribuzione.

Riteniamo inoltre urgente l’attivazione dei PIT sospesi ad aprile: le Aziende beneficerebbero così di una immediata liquidità sui progetti presentati.

 

3) AUMENTO INDISCRIMINATO DEI PREZZI

Se il Sindaco, utilizzando i dati dell’osservatorio sui prezzi al consumo della Camera di Commercio, emettesse un’ordinanza in cui vengono fissati i prezzi massimi di alcuni beni di consumo e delle locazioni, ci sarebbe il presupposto per poi intervenire su chi compie azioni di “sciacallaggio” nei confronti della popolazione, altrimenti, senza questa ordinanza, si è nel campo della libera contrattazione. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe immediatamente effettuare controlli sulla regolarità dei contratti, sulla congruità del contratto sottoscritto con i redditi dichiarati, sia per il locatore che per il locatario (perché non si può sottoscrivere un contratto da 25/30 euro al metro quadrato e poi non dichiarare redditi congrui), sull’emissione di scontrini per la vendita di generi alimentari di prima necessità, arrivati ormai alle stelle.
 

Questi interventi assumono un’importanza fondamentale in considerazione che a gennaio la sospensione del pagamento degli assegni e dei titoli di credito finisce e le aziende si troverebbero, senza aver prodotto alcun reddito, a dover fronteggiare i fornitori, la fine della cassa integrazione per i loro dipendenti, il pagamento di mutui e finanziamenti e le pretese di Equitalia Gerit S.p.A.

L’applicazione, insieme e non alternativamente, di quanto esposto consentirebbe alle aziende di risollevarsi senza dover far ricorso a nuovi debiti per rilanciare la propria attività e agli Enti Pubblici locali (comuni e provincia) di recuperare i dissesti di bilancio applicando eventuali imposte locali di scopo finalizzate, ad esempio, alla copertura dei servizi attualmente offerti (trasporti, smaltimento rifiuti, etc.) che non hanno copertura nel decreto “Abruzzo”.

 

Luigi Fabiani