arrivati al traguardo con un doppio risultato

12 May 2011

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La legge di iniziativa popolare per la ricostruzione dell’Aquila e la messa in sicurezza dei territori ha già raggiunto uno storico traguardo: il suo testo sarà discusso in Parlamento, e non era mai accaduto prima. 

A pochi giorni dalla scadenza dei sei mesi di campagna di raccolta firme a L’Aquila e in Italia il Comitato Promotore ha raggiunto la cifra di oltre 40.000 firme regolarmente certificate. Altre migliaia stanno continuando ad arrivare e, in questa settimana, si cercherà di certificarle tutte. 

Intanto, il testo integrale, così come sottoscritto da decine di migliaia di cittadine e cittadini, è già all’esame della Commissione Ambiente e Territorio della Camera dei Deputati ed è stato già sottoscritto da 220 deputati di diversi partiti politici. 

Questo risultato storico è stato raggiunto grazie alla straordinaria mobilitazione di tanti singoli cittadini, associazioni, comitati, forze sociali e culturali dell’Aquila, del cratere e dell’Italia intera che in questi mesi hanno lavorato con mille difficoltà senza sosta, senza il decisivo apporto delle grandi organizzazioni partitiche e sindacali nazionali. 

Sappiamo che questa legge è una necessità fondamentale e non più rimandabile per immaginare un futuro nel nostro territorio, ma siamo anche consapevoli dell’importanza per tutto il territorio nazionale

Se abbiamo raggiunto questo storico traguardo lo dobbiamo a tutte e tutti coloro i quali ci hanno fortemente creduto da subito; anche contro un fortissimo scetticismo, anche a L’Aquila. Molti non si sono neanche avvicinati ai banchetti della raccolta firma perché pensavano fosse una legge “di parte” beh, avevano ragione, era, è e sarà di parte: dalla parte dell’Aquila e dei comuni colpiti dal territorio, dalla parte di tutti i territori colpiti da catastrofi naturali, a partire da quelli della costa teramana e marchigiana, ed i comuni alluvionati del Veneto.

 

In Commissione Ambiente e Territorio della Camera sono attualemente in esame tre testi di legge: quello integrale della proposta di legge di iniziativa popolare ed altri due presentati, rispettivamente dall’Udc e dai Radicali Italiani che comunque si ricollegano al nostro testo-base. 

Da metà marzo in avanti sono stati ascoltati nelle audizioni alla Camera i rappresentanti degli Enti locali (Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell’Aquila e comuni del cratere), i rappresentanti della regione Umbria e della regione Marche, la Protezione Civile, il Comitato promotore, gli ordini professionali dei tecnici impegnati nella ricostruzione, associazioni di categoria e tutti hanno concordato sulla necessità di una legge organica per la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni colpiti dal terremoto che dia una linea guida per tutte le catastrofi naturali che dovessero verificarsi sul territori. 

Tra i punti chiave del testo, si ricordano norme certe al posto di quelle fissate con le ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri o della Struttura Commisariale, fondi certi attraverso un flusso costante nel tempo anche con l’istituzione di una tassa di scopo, poteri reali agli enti locali anziché a commissari, misure per il rilancio economico e sociale del territorio. Tra le misure di interesse nazionale, l’istituzione del “Fondo permanente catastrofi”, cui attingere in caso di spese per fronteggiare emergenze ambientali, e misure di prevenzione ed educazione ambientale.

Ora il testo dovrà affrontare l’esame del Parlamento e la nostra battaglia si sposterà nella sede deputata a farla questa legge, che chiediamo a gran voce da oltre un anno. I deputati che già ne hanno sottoscritto il testo rappresentano quasi diciotto milioni di elettori, in tutta Italia. Questo è un dato, oggettivo, di assoluta rilevanza.



Oggi chiediamo un incontro urgente  con il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini per consegnare le decine di migliaia di firme che rappresentano la volontà di tanti cittadini italiani e di un intero territorio.

Domenica 15 maggio saremo di nuovo in Piazza Duomo per leggere e discutere del nostro testo di legge e per iniziare insieme un percorso nuovo, non meno importante di quello appena concluso. Perché, ad esempio, dal prossimo novembre inizierà il pagamento dei sospesi 2011 in un’unica soluzione, ultimo rimasuglio di piccole microscopiche facilitazioni concesse ai terremotati dell’aquila, che stanno già pagando tutto. La soluzione è già inserita organicamente nella nostra proposta di legge. 

Anche per questo deve diventare legge più velocemente possibile.



Un ringraziamento particolare va ai tanti volontari che a L’Aquila come in ogni parte d’Italia hanno dato vita in questi mesi a questa straordinaria esperienza di partecipazione civica. 
Comitato Promotore 
Legge di solidarietà nazionale per i territori colpiti da disastri naturali
 

 
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Spazi Aperti per una Agenda Aquilana

donna, imprenditore e madre : no, niente commissario

9 March 2011

 Siamo sicuri che L’Aquila si possa permettere le dimissioni del Sindaco? Siamo sicuri che il nostro futuro si possa basare su un nuovo Commissario?

Caro Sindaco, non te ne devi andare.

Semmai devi cominciare a pretendere, pretendere aiuto, attenzione, sostegno.

Pretendere di poter governare questa nostra martoriata città, senza dover mediare qualsiasi decisione con i gruppi di pressione.

Pretendere che se ne vadano, che si dimettano, quei consiglieri che remano contro, che hanno sempre remato contro.

Tutti i poteri minuscoli, le faccendine sporche, le lobbyne, le risibili conventicole di una città pettegola, che non ha la dignità di dire basta: basta a chi continua a creare problemi, basta ai funzionari incapaci e inspiegabilmente inamovibili, basta ai costruttori padroni della città, basta ai giochi sporchi di chi non sa o non vuole giocare onestamente.

Le donne, in questa giornata di lotta per i diritti, di lotta per il futuro, scendono in piazza a L’Aquila per chiederti di non confermare le tue dimissionie per dire definitivamente BASTA!!!

Basta alle cene "elettorali" che già si stanno facendo da un po’.

Basta alla inspiegabile impossibilità di chiudere un solo progetto, una sola azione.

Basta a chi manovra nell’ombra contro la decisione di unificare le municipalizzate, di qualunque partito sia.

Basta a chi appoggia e ha sempre appoggiato i maghi delle O.P.C.M. che passo dopo passo hanno delegittimato i poteri locali, che non ascoltano le nostre richeste, che non risolvono i nostri problemi.

E basta con l’abitudine degli aquilani di stare a guardare solo per criticare.

La città ha bisogno di pulizia, di onestà, di chiarezza.

La città ha bisogno della stabilità per risollevarsi, ha bisogno che vengano disvelate le manovre politiche, partitiche o anche lobbystiche.

La città deve riprendere ad andare verso il domani.

E tutto questo non saarà possibile con quello che ci riserva il regime commissariale.

Tutto questo non sarà possibile se te ne vai.

A L’Aquila, come dicono in molti, è iniziato un percorso importante. Molti cittadini si sono resi finalmente partecipi della vita pubblica, hanno manifestato la ferma volontà di non arrendersi, di non andarsene dalla città.

In molti si sono riavvicinati alla politica, alla ponderata attenzione per la vita sociale e politica della città.

Ma sono ancora pochi.

Il percorso appena iniziato rischia di morire.

La seconda fase del percorso oggi, più silenziosa, più riservata, si svolge nei gruppi, è fatta di riunioni e considerazioni, analisi e anche elaboraizoni di programmi politici.

Questa porterà alla nuova clase politica. Ma non domani. 

Domani vincerebbero "quegli altri", semplicemente quelli che non governavano, che non hanno colpa di niente.

 

 

a me piacerebbe

1 February 2011

a me piacerebbe, il 13 febbraio, fare anche a l’aquila una bella manifestazione di donne.

le donne del terremoto.
le donne del dopo terremoto
le donne della partecipazione
le donne dei nuclei familiari "accorpati" 
le donne dei traslochi e dei recuperi
le donne dei lutti e della speranza
le donne che lavorano e si fanno in quattro
le donne dei figli sbandati senza una città
le donne dei genitori anziani stanchi e storditi
le donne che non lavorano più
le donne "scoppiate" dei matrimoni rovinati
le donne artigiane che hanno chiuso le botteghe
le donne massaie in 30 metri quadri
le donne dei banchetti delle firme per la legge per l’Aquila
le donne delle riunioni in piazza
le donne sfollate ed esiliate, o peggio con la famiglia smembrata
le donne che hanno dovuto "difendere" i propri posti di lavoro
le donne che hanno difeso le ricchezze della nostra città: le scuole, l’Università, gli Uffici Pubblici Territoriali
le donne della solidarietà e dell’ascolto
le donne che hanno dovuto imparare a spiare negli occhi dei nostri ragazzi le conseguenze del terremoto
le donne che hanno pianto per la fatica nelle tende, negli alberghi, nelle C.A.S.E.
le donne che piangono ricordando quella notte
le donne che piangono la "fortuna di essere vive"
le donne che sanno che non si può restare isolati a parlare sempre solo di sè stessi: le donne che sanno che è una lotta comune, la nostra, una lotta Italiana.
 
Una manifestazione che, nella ricorrenza delle carriole, dia un segnale di lotta comune, non solo locale.
 
Una manifestazione che ribadisca che i nostri problemi sono gli stessi di tutti gli italiani, veramente, solo amplificati dalla situazione di disagio e di perdita di punti di riferimento.
 
Una manifestazione che "superi" le mura crollate della nostra città, e ci consenta di dare la mano alle donne di tutta l’Italia.
 
Se non ora, quando?
 
Francesca

DECRETO MILLEBALLE

30 December 2010

 

 

2. Il termine del  20  dicembre  2010,  previsto  dal  decreto  del

Ministro dell’economia e delle finanze  in  data  1°  dicembre  2010,

pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  293

del 16 dicembre 2010, relativo al versamento dei tributi, nonche’ dei

contributi  previdenziali  ed   assistenziali   e   dei   premi   per

l’assicurazione obbligatoria  contro  gli  infortuni  e  le  malattie

professionali,  sospesi  in   relazione   agli   eccezionali   eventi

alluvionali verificatisi nel Veneto, e’ differito alla  data  del  30

giugno 2011. Alle minori entrate derivanti  dal  periodo  precedente,

pari a 93 milioni di euro per  l’anno  2010,  si  provvede  ai  sensi

dell’articolo 3.

 

3. E’ sospesa la riscossione delle rate, in scadenza tra il mese di

gennaio 2011 ed il mese di giugno 2011,  previste  dall’articolo  39,

commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.

78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n.

122. La ripresa della riscossione delle rate non versate ai sensi del

presente  comma  e’  disciplinata  con  decreto  del  Presidente  del

Consiglio  dei  ministri  in  modo   da   non   determinare   effetti

peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.

 

Ho stralciato il testo dei commi 2 e 3 dell’articolo 2 del Decreto Legge 29 dicembre 2010 n. 225 (Decreto “Milleproroghe”) per evidenziare quanto sia falso e puerile il gioco dei nostri rappresentanti politici, in primis il Governatore Chiodi ed il suo fido scudiero De Matteis.

Davvero credono che gli aquilani abbiano l’anello al naso?

Invece di offendere la dignità delle istituzioni, Consiglio Comunale e Consiglio Regionale, affermando che

”con la risoluzione (approvata all’unanimità sia dall’uno che dall’altro) che impegna il presidente Chiodi a spingere con il Governo per una soluzione strutturale alla questione della restituzione delle tasse sospese … possono costruirci una barchetta di carta”  (De Matteis, Abruzzoweb 29.12.2010), per cui sia Benedetti che Pagano dovrebbero richiedere le pubbliche scuse, perché non giustificano agli occhi degli aquilani la diversità di trattamento tra il terremoto dell’Aquila e l’alluvione del Veneto?

Infatti, anche uno sprovveduto leggendo gli articoli nota immediatamente la differenza: ai Veneti è stata data copertura finanziaria con l’articolo 3, mentre per il terremoto dell’Aquila è previsto che, salvo “conigli dal cilindro” o salvo variazioni di peso politico tra Tremonti e Letta, quello che non pagheremo nei primi sei mesi LO DOVREMO PAGARE NEI SECONDI SEI MESI.

Perché il nostro rinvio non deve “determinare effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica”.

Allora: quanto peso ha il Governatore Commissario Chiodi (e Sancho Panza) nella trattativa con il Governo? ZERO.

Poi si assiste allo spettacolo non proprio edificante dell’approvazione del Bilancio Regionale (se tu dai un assessorato a me, anche a giugno, io ti approvo un bilancio pre-fallimentare), poi si cerca di mettere a credere ai cittadini che l’unica strada è quella dell’aumento dei carburanti, dei ticket sanitari, dei tagli degli ospedali, etc.

No, mi dispiace.

L’unica soluzione sono le immediate dimissioni del Governatore Chiodi e dell’intera giunta regionale, tra cui il vice presidente De Matteis perché per di più aquilano. 

Dov’è quel De Matteis che, non più tardi di agosto/settembre 2009, tuonava in difesa dell’Aquila in un comizio alla Villa Comunale? 

Succube, supino, prono. Praticamente stampella di un Governatore “Fantasma” neanche capace di ribellarsi ai suoi superiori per la brutta figura che gli stanno facendo fare nel confronto con Zaia.

Ecco, gli aquilani sono stati presi in giro un’altra volta ed una parte di essi è già con il cappello in mano a ringraziare dell’elemosina concessa dal sovrano.

Questo comportamento asservito al potere è quello che mi fa indignare: barattare per piccoli giochi di poltrone un diritto con l’elemosina, tradire le aspettative di un popolo per restare in sella qualche giorno in più.

Tra sei mesi dovremo fare un’altra manifestazione, un’altra battaglia e un Chiodi o un De Matteis di turno verranno a dirci che non serve, che siamo “ingrati” (che termine offensivo e umiliante!). 

Io non ci sto.

 

Luigi Fabiani

 

da Roma l’VIII Municipio

21 October 2010

 

 

                              IL PD dell’VIII Municipio del Comune di Roma visita L’aquila

 

 

 

 

Lo scorso 24 settembre in occasione della prima Festa Democratica dell’VIII Municipio del  Comune di Roma - in un’ottica di vicinanza e solidarietà tipica del Pd - venne realizzato uno stand sul terremoto dell’Aquila. Esso consisteva  in una mostra fotografica realizzata dal Fotografo aquilano Danilo Balducci, l’esposizione di alcune poesie e degli articoli di Abruzzo Cultura di Nando Giammarini  sul terremoto e dei pezzi più toccanti  del Capo della redazione aquilana de Il  Centro dott. Giustino Parisse. Intervenne l’On Stefania Pezzopane che nella sua dialettica semplice e chiara  -  parlando delle tante difficoltà e sofferenze in cui ancora versa il popolo abruzzese a distanza di diciotto mesi dal terremoto - arrivò a coinvolgere fino all’emozione la platea attenta e partecipe. Vennero affrontati diversi temi: la difficilissima situazione dell’occupazione, la questione delle elezioni all’Aquila in cui il Presidente del Consiglio dopo aver fatto passerella ed aver condotto in prima persona la campagna elettorale  è sparito definitivamente dal giorno successivo alla vittoria, l’assurda ed ingiusta carica della polizia ai terremotati giunti a Roma lo scorso luglio per rivendicare i loro sacro santi diritti e parità di trattamento con le regioni limitrofe nei casi di calamità precedenti, la gente ancora ospitata negli alberghi che se non venivano pagati avrebbero mandato via i loro ospiti, l’autonoma sistemazione, il tessuto sociale disgregato, il progetto C.A.S.E. ed il problema delle macerie su cui sono state dette tante cose e fatte promesse mai mantenute. Davvero una splendida serata all’insegna della condivisione della terribile esperienza del popolo aquilano, nonostante la pioggia a tratti, conclusasi con la promessa di andare a visitare i luoghi della  sofferenza e del  dolore per sentirci realmente vicini, almeno per un giorno, ai nostri fratelli abruzzesi.  A  questo fine sabato 23 ottobre organizzata dal PD VIII, con la collaborazione dei fratelli Giammarini originari di Cabbia di Montereael ( AQ  ),  sarà all’Aquila per visitare la città e la sua zona rossa. Si tratta di mantenere una promessa e di rendersi personalmente conto come stanno realmente le cose, al di fuori di tante chiacchiere e relative smentite che a nulla servono se non a confondere tanta gente in buona fede, a diciotto mesi dal sisma.  Recentemente il Capo del Governo in una rivista rilasciata ad uno dei massimi giornali francesi, Le Figaro, ha dichiarato che all’Aquila tutto è a posto e la città è ripartita. Niente di più falso. Saremo in tanti con spirito di vicinanza e solidarietà toccheremo con mano le sofferenze del popolo aquilano e negli incontri e nelle iniziative successive, parlando con la nostra gente, rappresenteremo al meglio la realtà Aquilana. Non da meno è la situazione negli altri paesi del cratere sismico, come S. Pio delle Camere dove, come riferiva nei giorni scorsi il Corriere della Sera, nulla è stato fatto dal 6 aprile 2009. La visita sarà guidata dal segretario Municipale, Andrea Sgrulletti e dal consigliere Comunale al Comune di Roma, Dario Nanni, di origini Abruzzesi. Il nostro pullman sarà denominato :” 3.32 io non ridevo” per ricordare a tutti che solo gli sciacalli si rallegravano, fiutando facili guadagni,quando la gente moriva sotto le macerie dei paesi del cratere sismico distrutto.  Saranno con noi Maria Grazia Antonini Capo redattrice di Prima Stampa - un quindicinale che esce nel Lazio ed in Abruzzo con una tiratura di 25.000  copie in cui c’è sempre un articolo sull’Aquila redatto dal sottoscritto - ed il fotoreporter Alex Mazzenga, stimato fotografo professionista, con alcuni suoi allievi. Ci sarà di supporto e ci accompagnerà nella visita alla città  l’On. Stefania Pezzopane attuale assessore alle politiche sociali ed abitative del Comune dell’Aquila che ringraziamo sin d’ora per la sua gentile disponibilità. Questa iniziativa, di alto valore solidale ed umano, è stata voluta dal segretario Municipale e dal gruppo del Pd dell’VIII Municipio  con la collaborazione di tutti i circoli di zona. Un grazie di cuore a Pina Cocci valida ed instancabile militante del Circolo PD Tor Bella Monaca - Torre Angela per l’impegno profuso nell’organizzazione della vista. Lo stesso giorno saranno  presenti all’Aquila -  guidati dal consigliere dell’VIII Municipio in quota PD , Fabrizio Cremonesi e dal Sindaco di Palestrina, Rodolfo Lena - i motociclisti  del Motoclub “ LE SOPRAVVISSUTE” che, come già fatto precedentemente  in uno slancio di generosità, porteranno doni ad una scuola elementare di Coppito. Prima che sia troppo tardi bisogna agire per impedire che quel flebile filo di speranza che ancora anima i popoli dei Paesi del cratere terremotato si spenga definitivamente. Allora saranno problemi e grandi. Per tutti.


 
Nando Giammarini

Per prima cosa l’intolleranza.

30 September 2010

Per prima cosa l’intolleranza.

Poi la violenza (verbale).

Poi il maschilismo (soprattutto quello delle donne).

Poi la banalità, la stupidità, il luogo comune.

Poi la politica da bar.

Poi le magliette, le squadre.

Poi la pigrizia, l’incapacità a mettersi sotto, a studiare, a fare sacrifici, senza doverli per forza rivendicare.

Poi l’autoreferenzialità.

Poi la presunzione.

Poi l’individualismo, l’incapacità di fare squadra, la negazione del pensiero plurale.

Poi la logica del "io lo so fare" (!!!!!) acritico.

Poi la miopia dell’IO, l’incapacità alla strategia, alla tattica, per mancanza totale di fiducia negli altri (o per eccesso di fiducia solo in se stessi).

Poi il parlare a vanvera, il vomitare parole, la necessità di esternazione a tutti i costi.

Secondo me questi sono alcuni dei nostri nemici.

Non solo dei nostri, se pensiamo a come è ridotto il nostro Paese, ma sicuramente anche dei nostri.

Superare tutto questo tappeto di handicapp (di becera presunzione) è SOLO una questione culturale.

Vincere o no dipenderà da quanto sapremo cambiare, crescere, studiare e praticare la tolleranza, l’intelligenza, la cultura.

Dipenderà da quanto NOI (è plurale, ricordate) lo vorremo veramente fare.

 

 

VIGILARE E CONTROLLARE - SIT-IN AL CONSIGLIO REGIONALE

20 September 2010

 Secondo me.

secondo me bisogna esserci, in tanti.

secondo me bisogna andare a dire che CICCHETTI non lo vogliamo.

che non vogliamo LUI.

per ragioni sostanziali e politiche, per ragioni tattiche e strategiche.

Ragioni sostanziali e politiche:

la funzione di controllo sociale dei cittadini è inalienabile, è essenziale, è irrinunciabile. Non possiamo far passare tutto, non possiamo accettare tutto e tutti. Ci sono politiche sbagliate, ci sono errori di valutazione, ci sono incapacità colpevoli, ci sono anche volontà consapevolmente sbagliate o peggio. Ma questo non è un errore, non è una politica sbagliata. Nel caso del nuovo Vice commissario, che ha interessi personali in una ampia zona di territorio cittadino, si configura un vero e proprio conflitto di interessi: non si possono affidare funzioni di controllo a chi ha interessi da difendere.

E la logica del conflitto di interessi che si sta riproducendo sul nostro territorio non è casuale, nè accettabile. E questo è legato al nome e cognome del nuovo Vice Commissario.

E c’è un solo modo per svolgere il compito di controllo: raccogliere informazioni e diffonderle il più possibile a tutti. Puntare con precisione l’obiettivo che si vuole raggiungere, attivando il controllo sociale.

E oggi l’obiettivo è duplice: far capire che i cittadini stanno all’erta; non accettare la nomina di un Vice commissario discutibile per il suo noto passato e con interessi personali sul territorio.

Continuare a presentarsi con generiche lamentazioni che mettono nel calderone diverse istanze, dirette contro tutti e contro tutto, lanciare messaggi che scadono nel qualunquismo (tutti sono colpevoli, pro quota: si, certo. La stessa logica che ha portato il Paese a legittimare i furti e le truffe dei nostri governanti) selve solo ad assolvere tutti (tanto non ce la possiamo fare).

Noi sappiamo che una lotta ha possibilità di riuscita se affronta i problemi uno la volta e li persegue fino in fondo, fino alla vittoria (hasta la ………….).

Sappiamo che chiunque ci venga a proporre una generica forca per tutti fa il gioco dei malfattori, fa il gioco della politica che non ha mai un responsabile per niente.

Non c’entra niente Cialente, con il Vice Commissario Cicchetti.

Non facciamo confusione e disinformazione: non ci giova.

Diciamo noi per primi le cose come stanno, la verità.

Ragioni tattiche e strategiche:

Se oggi noi riusciamo in qualsiasi modo a far tornare indietro il Governo rispetto al nome di Antonio Cicchetti, possiamo dire che siamo partecipi del nostro futuro. (ricordate la scorsa estate gli sms contro la nomina di Pierluigi Tancredi? A proposito: i maligni dicono che si sia dimesso dal comune per prestare la propria preziosa opera alla corte del nuovo Vice Commissario …….. mah!).

E’ il Governo che ha nominato Cicchetti, è Chiodi che lo ha proposto: è loro la responsabilità di questa nomina ed è contro di loro che dobbiamo manifestare.

Vorrei ricordare che l’Assemblea ha più volte tentato di portare la lotta contro il Commissario Chiodi.

Vorrei ricordare che ogni volta che abbiamo provato ad organizzare una manifestazione in Regione, qualcuno ha voluto riportare il discorso anche contro il Sindaco. E lì si è fermato tutto. Perchè i cittadini non sono del tutto d’accordo a mettere sullo stesso piano il Commissario e il Vice Commissario. 

Secondo me il Commissario Chiodi va preso di petto con le nostre rimostranze: ci deve spiegazioni che non ha mai voluto darci, ci deve incontri, informazioni che ci nega, partecipazione, cose che invece in qualche modo il Comune, il Sindaco ci ha dato.

E se non siamo stati capaci di andare avanti con le nostre proposte, con le nostre richieste, è perchè per fare bene il nostro lavoro dovremmo (dovremo) passare ore, giorni ad informarci sulle cose, dovremmo (dovremo) smetterla con i dice che, con l’accontentarci di informazioni parziali, quando addirittura non sono sbagliate. Dovremmo (dovremo) come più volte detto da tutti in assemblea essere più autorevoli e precisi con le nostre informazioni ed essere propositivi.

I cittadini martedi vadano a gridare forte al Governo e al Commissario Chiodi che Cicchetti non lo mandano giù. E che non mandano giù i saggi ed esperti e non so cos’altro che vengono ancora nominati per risolvere quello che basterebbe un testo di legge a risolvere.

Andiamo a farci sentire: è importante vincere questa battaglia. Ed è facile: basta farlo in tanti.

 

 

aggiungi un posto a tavola!!!!! (speriamo uno solo!)

25 August 2010

 

 

Che strana città! I suoi figli, specialmente quelli migliori, in genere li azzanna ferocemente, fino a stroncarne ogni velleità di resistenza e a divorarli senza pietà. A chi vi si insedia, da qualunque altro luogo provenga, invece, schiude appassionatamente le braccia, offrendo ogni sorta di onori e privilegi e ogni opportunità di lasciarsi spolpare impunemente. Parrebbe una generosa e commendevole disponibilità all’accoglienza, ma non è altro che il frutto avvelenato di un inveterato provincialismo da sottoproletariato incolto e servile, senza ideali, senza attitudini alla progettualità. La casistica, d’antiquariato e d’attualità, è inquietantemente folta e ben lungi dall’essersi esaurita dopo il lacerante trauma sismico del 6 Aprile dell’anno passato. Anzi, la casistica s’infittisce a spron battuto. Da manuale, l’esempio che viene offerto dalla cronaca di queste afose giornate di fine Agosto.

 

Anni fa, un tale, alto e facoltoso dignitario vaticano quanto egregio sconosciuto per l’anagrafe e la fiscalità dell’Aquila, viene cooptato alla presidenza di una tra le più prestigiose istituzioni musicali locali. Passano gli anni e quell’istituzione, mentre capitombola dall’eccellenza nazionale all’anonimato della routine di provincia, vede scricchiolare sinistramente equilibrio e trasparenza dei propri bilanci e rimane invischiata nei torbidi maneggi affaristico-finanziari che nel frattempo hanno ridotto a sagra paesana il più antico e più illustre evento della comunità. Tuttavia, non v’è controllore e non v’è censore che abbia qualcosa da eccepire.

 

L’alto e facoltoso dignitario, nel frattempo, s’è ben radicato, ha esteso contatti e influenza ben al di là degli ambienti musicali e ha potuto agevolmente asservire una considerevole porzione del territorio comunale a sede di un’elitaria attività imprenditoriale, imperniata su un impianto sportivo del genere più snob e esclusivo. Le strutture che accolgono la nuova attività sono immediatamente assurte al rango di luogo d’elezione per l’intreccio e la coltivazione di amicizie e relazioni importanti e poi, puntualmente, hanno fatto da volano alle lottizzazioni immobiliari di prestigio.

 

Ora, vien da considerare come l’antica saggezza contadina veramente non sbaglia un colpo. Si prenda, per esempio, il detto “l’appetito vien mangiando”. In effetti, come si potrebbe immaginare che vi sia, tra coloro che possono, chi voglia mantenersi fuori dal mega-business del dopo-terremoto? Sarà vero oppure no, sarà vaniloquio di maldicenti oppure no, sta di fatto che da qualche giorno il chiacchiericcio da bar e qualche indiscrezione giornalistica vaticinano la nomina di un ulteriore vice commissario alla ricostruzione dell’Aquila. Chiacchiere e indiscrezioni fanno pure nome e cognome del candidato. Un aquilano? Un tecnico di comprovata esperienza specifica? Un manager dal solido curriculum di persona efficiente e perbene? Una personalità carismatica? Sicuramente, uno che aquilano non è: il nome e il cognome che circolano sono quelli dell’alto e facoltoso dignitario di cui sopra.

 

Ancora lui? A quanto pare, ancora lui. D’altra parte, l’eventualità è del tutto ragionevole: uno che aquilano non è, all’Aquila ha porte, carriera e fortuna spalancate. Se la cosa va in porto, c’è poi da immaginare il resto. Un vice commissario è solo la ciliegina sulla torta. Per far la parte di panna, crema, cioccolata, canditi e pan-di-spagna ci vuole un bel po’ d’altra gente. Magari, qualcuno, già aduso a interagire con l’alto e facoltoso dignitario, ha già da qualche tempo previdentemente rinunciato a altri incarichi. Se son rose, fioriranno. Del resto, una canzone di De André dice che è dal letame che nascono i fiori.

 

 

LETTERA APERTA

22 August 2010

 Parlamentari eletti in Abruzzo, Presidente Chiodi, Consiglieri Regionali, Presidente Del Corvo, Consiglieri Provinciali, Sindaco Cialente, Consiglieri Comunali, Sindaci dei Comuni del “cratere”, consiglieri comunali.

Vi chiedo una risposta sincera, trasparente e non politica:

perché i cittadini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, elettori delle assise che componete, Vostri concittadini devono subire queste umiliazioni continue? Perché non si può riconoscere e difendere la loro dignità?

I cittadini dei comuni colpiti dal tremendo evento sismico del 6 aprile stanno subendo un’ingiustizia quotidiana solo perché nessuno di Voi ha la forza e la determinazione di dire a chi ci governa che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini colpiti da eventi calamitosi in precedenza.

Spiegatemi perché l’INPS si può permettere di far uscire una circolare che sospende la riscossione dei contributi, con due mesi di ritardo, mettendo in difficoltà le aziende che hanno dovuto versare i contributi, a luglio ed agosto, pur in mancanza di disponibilità finanziaria.

Spiegatemi perché l’Agenzia delle Entrate non accoglie l’istanza più volte proposta di rivedere le scadenze fiscali in modo da consentire alle famiglie, alle imprese ed ai professionisti di poter tornare alla normalità in maniera lineare.

Spiegatemi perché non ci è stato concesso un maggior differimento dei termini per la restituzione delle tasse sospese a seguito del sisma ed una loro riduzione, come è stato fatto in qualsiasi posto d’Italia in conseguenza di altri eventi calamitosi.

Spiegatemi perché il sistema bancario ed Equitalia possono azzerare quel poco di economia esistente, che con tanti sacrifici si sta rimettendo in piedi.

Spiegatemi perché noi dobbiamo seguitare a chiedere, quasi fosse un’elemosina, quello che per gli altri è stato da subito un diritto.

Spiegatemi quante altre manifestazioni devono essere organizzate, con o senza l’intervento della polizia, per veder riconosciuti i nostri diritti.

Domandatevi se state adempiendo al vostro mandato elettorale: voi siete i nostri rappresentanti, non i rappresentanti dello Stato. Voi dovete difendere i vostri elettori, non il Governo. Noi stiamo chiedendo cose normali e legali, non cose eccezionali e illegali.

Perché non volete schierarvi dalla parte della giustizia, del diritto, dei cittadini?

Perché non vi battete a difesa dei vostri cittadini – elettori per garantire un futuro a persone, comunità territori che hanno l’unica colpa di essere nati in una zona sismica ad alto rischio, che peraltro le stesse Istituzioni che rappresentate non hanno saputo, o voluto, tutelare quando si trattava di costruire in maniera intelligente?

Io credo che dobbiate farvi un’analisi di coscienza: siete sicuri che quello che state facendo sia sufficiente? Siete sicuri che sia quello che i cittadini si aspettino da voi? Siete sicuri che non si possa fare qualcosa di più e di più utile e sentito dai cittadini? State risolvendo i problemi quotidiani di chi cerca di rialzare la testa?

Oppure siete talmente pieni di voi, da pensare che i cittadini si sbagliano nelle loro richieste?

Perché se così fosse, vuol dire che la “politica” che voi rappresentate è autoreferenziale e non ha nessun punto di contatto con la realtà quotidiana di chi vive, lavora, studia, dei pensionati, delle aziende, di quelli a cui domani andrete a chiedere ancora una volta il consenso.

E questa volta, che faccia vi metterete per incontrare quelli a cui avete voltato le spalle, a cui avete levato la dignità, non foss’altro che per la vostra incapacità a difendere i loro diritti?

Resto in attesa di risposte, oneste, sincere, trasparenti e non politiche.

Luigi Fabiani

 

 

facciamo un gioco: mi piace/non mi piace

18 July 2010

 Inizio con il dire che ci sono alcune cose che non mi piacciono.

Non mi piace che l’editorialista di una testata locale ci dica cosa dovremmo fare (perchè sempre i comitati? i comitati sono una parte dell’Assemblea Cittadina, non ne sono il 100%, ma neanche il 50%), ripetendo quello che è stato già detto in assemblea un mese fa, e quindi elaborato come autonomo pensiero dai cittadini.

Non mi piace che lo stesso trucco venga usato da Stefania Pezzopane, che in televisione va a riportare come fossero parole sue e idee sue tutte le analisi fatte "ad alta voce e in pubblico" da mesi dai cittadini sotto il tendone (mesi durante i quali lei avrebbe avuto tempo e potere per fare qualcosa per la città).

Non mi piace che si faccia il giornalismo sui nostri comunicati stampa, o sulle dichiarazioni "riservate" (su fb) di un singolo.

Non mi piace che tutti i politici cittadini continuino ad ignorare l’Assemblea Cittadina, salvo poi ancora non aver fatto niente di quello che compete loro, ma che i giornali locali siano pieni di dichiarazioni false e strumentali, giocando sulla disattenzione dei più e credo anche sulla stanchezza di tutti, rese sempre nel consenso di una stampa che non fa nessuna  domanda, che non incalza la verità.

Non mi piace chi fa politica su facebook: io parlo con i miei amici, tu  parli con i tuoi …….. e il confronto, lo scambio di idee, l’interazione, le alleanze, la tolleranza, l’ascolto di chi non la pensa come me come mezzo indispensabile per capire se io sbaglio o sono nel giusto?

Non mi piace chi fa il grillo parlante, stando fuori dalla mischia (oooops!!!!!!!! dimenticavo il carattere degli aquilani, veri campioni nella specialità!)

Non mi piace che la classe politica locale non abbia un suo progetto, ma venga a rubare il nostro, curiosare in assemblea, incapace perfino di capire quello che diciamo.

Non mi piacciono le assemblee dalle quali si vuole a tutti i costi tenere fuori la politica, evitando così l’analisi e l’approfondimento dei problemi: restiamo in superficie, li sfioriamo, non riusciamo a compiere analisi approfondite (che tra l’altro richiedono tempo!!). Ci neghiamo il dibattito e ci limitiamo a delle esternazioni.

Non mi piace chi viene solo in assemblea e non partecipa al lavoro dei tavoli, di nessun tavolo, dove invece i dibattiti c’è tempo per farli, le analisi, gli approfondimenti. I tavoli sono nati come strumento di studio e di analisi dei problemi e di crescita della consapevolezza (dato che per ragioni diverse in assemblea si parla di cento cose: Sembriamo tutti d’accordo, in realtà ognuno porta la sua istanza e sommariamente si consente o no). 

Ci sono cose che mi piacciono.

Mi piace darmi da fare per risolvere i nostri problemi, cercando di chiarire all’interno dell’Assemblea, nel confronto democratico di chi parla guardandosi negli occhi e si scontra anche da posizioni differenti.

Mi piace aver incontrato alcune persone che non restano arroccate sui loro punti, nutrendosi di narcisistica autoreferenzialità, che sono disposte a confrontarsi sui problemi e a rinunciare ai propri pregiudizi nel dialogo. Persone laiche che non hanno paura degli altri, non temono di doversi sempre difendere.

Mi piace incontrare la gente dell’Aquila negli sperduti luoghi del day after, affrontarne la diffidenza, a volte anche il velato disprezzo iniziale, e poi scoprire che è la solitudine in cui siamo stati costretti a renderci diffidenti.

Mi piace ascoltare il punto di vista delle associazioni di categoria datoriale e scoprire che non sanno come affrontare i nostri stessi problemi, gestori di un potere che non hanno più nell’era del primato dei partiti.

Mi piace capire che il cammino è molto più lungo di quanto pensiamo, e quindi il viaggio che faremo insieme sarà lunghissimo.

Mi piace camminare al fianco di cittadini generosi, che regalano il proprio tempo e soldi e lavoro per investire in obiettivi che condividono (quale partito o partito-travestito-da-finta-associazione avrà mai supporters così!!). Mi riconosco.