L’Aquila, Manifestazione del 16 Giugno 2010

18 June 2010

Conferenza stampa indetta dalla Assemblea Cittadina dopo la manifestazione del 16 giugno.

I nostri ringraziamenti agli intervenuti, e a quanti hanno contribuito, seguendo con attenzione e costanza il nostro percorso, nei momenti migliori e nei momenti di stanchezza del movimento, a costruire una attenzione della città e delle istituzioni sulle nostre azioni, e in definitiva a convogliare tutte le forze sociali nella più grande manifestazione che la nostra città ricordi.

Il mio compito è di lanciare 2 messaggi: uno ai cittadini, uno alle istituzioni e ai vertici delle associazioni sindacali e datoriali e di tutti i soggetti economici del territorio.

La manifestazione del 16 giugno è stata ideata e organizzata dall’assemblea cittadina e dai comitati che, come tutti sapete, nell’ambito di un percorso lungo e difficile, di crescita democratica dei cittadini e di rivendicazione della partecipazione alle scelte che vengono effettuate sul nostro territorio, continuamente si sono riuniti e hanno strutturato e qualificato questa partecipazione con i tavoli di lavoro, nei quali le competenze  di ognuno vengono indirizzate sui temi di spettanza, ottimizzando le intelligenze e costruendo proposte democratiche si, ma anche competenti e qualificate.

Ed è stata proprio la nostra proposta, la piattaforma che abbiamo formulato il 1 giugno e sottoposto alle istituzioni, il motore che ha portato alla manifestazione.

Con essa abbiamo dimostrato che la città, unita, ce la può fare.

Abbiamo dimostrato che i cittadini sanno e possono contare, elaborare proposte risolutive, abbiamo dimostrato che a L’Aquila la città è pronta per una azione comune fra cittadini ed istituzioni, ma di più:  abbiamo potuto finalmente dimostrare che senza i cittadini, le istituzioni hanno le armi spuntate.

Senza i cittadini, senza la loro elaborazione e consapevolezza, senza la discussione dei problemi e la condivisione degli stessi, non si va da nessuna parte.

E da nessuna parte infatti siamo andati per 14 mesi.

Le adesioni alla manifestazione hanno stupito persino noi, che pure abbiamo  lavorato molto per la massima unitarietà.

Certo il tema era abbastanza coinvolgente, e per di più urgente.

Certo pensare che la controparte è il governo, lontano da noi, ha reso più facile la coesione.

Ma i cittadini, convinti e decisi, hanno portato uno dopo l’altro gli amministratori, i sindacati, le associazioni di categoria, a scendere  in Piazza, ad avere il coraggi di contarsi.

I due messaggi: uno alla città, ai cittadini, agli imprenditori, ai professionisti, ai lavoratori, a quanti hanno avuto il coraggio di scendere in campo,di mettersi in gioco: abbiamo fatto la cosa più bella e più grande che potevamo fare, siamo stati bravi, ci siamo contati davvero.

Ma questo è stato solo un inizio. Adesso sappiamo che possiamo e dobbiamo andare avanti. Venite in piazza, partecipate alle assemblee, come abbiamo fatto negli ultimi 10 giorni. Costruiamo insieme altre azioni che ancor più spingano, stimolino, costringano chi deve ad affrontare, finalmente, e risolvere uno dopo l’altro tutti i nostri problemi, tutti i problemi di una città terremotata.

L’altro alle Istituzioni, ai vertici di tutte le forze economiche e sociali, civile e religiose del territorio: 20.000 cittadini sono la vostra sola forza, l’assemblea cittadina e i comitati e tutti devono essere resi partecipi, attraverso gli strumenti della informazione, della trasparenza e della sussidiarietà, previsti dalla legge italiana e presenti anche nello statuto comunali, partecipi delle discussioni, dei progetti, delle proposte e delle scelte che siete chiamati a fare. I cittadini sono coinvolti e quindi devono partecipare.

I tavoli delle attività produttive della CCIAA, dei comuni, della provincia devono continuamente relazionarsi e confrontarsi qui, in piazza duomo, con la gente dell’Aquila, con i professionisti, i lavoratori, i professori e gli studiosi che generosamente rinunciano al proprio tempo e investono anche i propri soldi per “dare una mano”, sapendo che solo tutti insieme ce la possiamo fare.

E’ un laboratorio politico, quello che oggi stiamo vivendo: è una svolta storica nella vita di una città prima assonnata e poi terremotata.

I cittadini dentro le stanza del comando, gli amministratori fuori dai palazzi.

Solo sostenendo questo progetto, potremo dire di aver fatto tutto quello che dovevamo per noi e per i nostri figli.
La politica dei partiti, delle risse, dei tifosi con le magliette, dei contrasti obbligatori è una politica che mortifica il territorio e mette in serio pericolo la sopravvivenza stessa della città.

Noi stiamo proponendo un modo diverso di lavorare, che porterà inevitabilmente ad un modo diverso di votare:  il cittadino che sul campo, consapevolmente, confronta gli impegni  e i fatti, sulla base dei quali giudicare i nostri politici.

Un modo che parta dai problemi e dalla soluzione degli stessi, e che non si basi invece sull’appartenenza  a questo o quel partito, a questa o quell’Associazione datoriale,  di chi ha l’onere e il privilegio di compiere scelte che decidono i destini delle persone.

Questa è l’assemblea cittadina, nella quale i comitati, le associazioni, e anche i singoli cittadini e imprenditori non organizzati, si confrontano parlando dei problemi, mantenendo ognuno i propri ideali, le proprie ideologie, ma disposti a verificare e condividere le soluzioni.

Un percorso comune di soggetti differenti.

L’Assemblea cittadina conferma l’impegno e la continuità dell’attenzione ai problemi della città dell’Aquila, riavviando le iniziative di sostegno ai cittadini come lo sportello di assistenza ai cittadini, l’assistenza per le problematiche fiscali, tributarie e contributive, laddove necessario ed applicabile provvederemo ad avviare class-action a tutela dei diritti.

Ma non ci fermiamo qui perché abbiamo intenzione di perseguire anche gli obiettivi grandi per la città:

La legge regionale di “L’Aquila capoluogo”

La ricognizione delle risorse in modo tale che non vengano dispersi in rivoli insufficientemente utili, ma gestiti secondo una progettualità economico – finanziaria che soggiaccia alla progettualità vocazionale della città

La pressione forte dell’intera città per raggiungere l’obiettivo della Tassa di Scopo o la rimodulazione dell’utilizzo dell’accisa sui carburanti finalizzandola alla ricostruzione fisica ed economica della città, unico flusso costante di entrate per la ricostruzione

Il sostegno al sistema delle cooperative per garantire occupazione ai disoccupati aquilani, che sicuramente possono trovare un ruolo nella ricostruzione soprattutto sociale della città

Non ci fermeremo davanti alle promesse o ai comunicati come non ci siamo fermati mercoledì 16 giugno.

Il peso di migliaia di email inviate ai siti della RAI1 e RAI2, bloccandone l’operatività, è più forte della volontà di censura, peraltro inutile perché denota la loro debolezza di motivazioni.

A chi ci chiede quali saranno i prossimi passi rispondiamo che saranno i cittadini in assemblea a decidere fino a che punto portare la difesa dei nostri diritti: se serve andremo a Roma, sia presso la RAI che in Parlamento, se serve pagheremo le nostre tasse in mano al Sindaco per dargli gli strumenti per la ricostruzione, se serve, con la forza di decine di migliaia di persone oggi, e domani anche di più, si può fare tutto.

VEDIAMOCI TUTTI INSIEME DOMENICA 20 GIUGNO ALLE 11.00 IN PIAZZA DUOMO