da Roma l’VIII Municipio

21 October 2010

 

 

                              IL PD dell’VIII Municipio del Comune di Roma visita L’aquila

 

 

 

 

Lo scorso 24 settembre in occasione della prima Festa Democratica dell’VIII Municipio del  Comune di Roma - in un’ottica di vicinanza e solidarietà tipica del Pd - venne realizzato uno stand sul terremoto dell’Aquila. Esso consisteva  in una mostra fotografica realizzata dal Fotografo aquilano Danilo Balducci, l’esposizione di alcune poesie e degli articoli di Abruzzo Cultura di Nando Giammarini  sul terremoto e dei pezzi più toccanti  del Capo della redazione aquilana de Il  Centro dott. Giustino Parisse. Intervenne l’On Stefania Pezzopane che nella sua dialettica semplice e chiara  -  parlando delle tante difficoltà e sofferenze in cui ancora versa il popolo abruzzese a distanza di diciotto mesi dal terremoto - arrivò a coinvolgere fino all’emozione la platea attenta e partecipe. Vennero affrontati diversi temi: la difficilissima situazione dell’occupazione, la questione delle elezioni all’Aquila in cui il Presidente del Consiglio dopo aver fatto passerella ed aver condotto in prima persona la campagna elettorale  è sparito definitivamente dal giorno successivo alla vittoria, l’assurda ed ingiusta carica della polizia ai terremotati giunti a Roma lo scorso luglio per rivendicare i loro sacro santi diritti e parità di trattamento con le regioni limitrofe nei casi di calamità precedenti, la gente ancora ospitata negli alberghi che se non venivano pagati avrebbero mandato via i loro ospiti, l’autonoma sistemazione, il tessuto sociale disgregato, il progetto C.A.S.E. ed il problema delle macerie su cui sono state dette tante cose e fatte promesse mai mantenute. Davvero una splendida serata all’insegna della condivisione della terribile esperienza del popolo aquilano, nonostante la pioggia a tratti, conclusasi con la promessa di andare a visitare i luoghi della  sofferenza e del  dolore per sentirci realmente vicini, almeno per un giorno, ai nostri fratelli abruzzesi.  A  questo fine sabato 23 ottobre organizzata dal PD VIII, con la collaborazione dei fratelli Giammarini originari di Cabbia di Montereael ( AQ  ),  sarà all’Aquila per visitare la città e la sua zona rossa. Si tratta di mantenere una promessa e di rendersi personalmente conto come stanno realmente le cose, al di fuori di tante chiacchiere e relative smentite che a nulla servono se non a confondere tanta gente in buona fede, a diciotto mesi dal sisma.  Recentemente il Capo del Governo in una rivista rilasciata ad uno dei massimi giornali francesi, Le Figaro, ha dichiarato che all’Aquila tutto è a posto e la città è ripartita. Niente di più falso. Saremo in tanti con spirito di vicinanza e solidarietà toccheremo con mano le sofferenze del popolo aquilano e negli incontri e nelle iniziative successive, parlando con la nostra gente, rappresenteremo al meglio la realtà Aquilana. Non da meno è la situazione negli altri paesi del cratere sismico, come S. Pio delle Camere dove, come riferiva nei giorni scorsi il Corriere della Sera, nulla è stato fatto dal 6 aprile 2009. La visita sarà guidata dal segretario Municipale, Andrea Sgrulletti e dal consigliere Comunale al Comune di Roma, Dario Nanni, di origini Abruzzesi. Il nostro pullman sarà denominato :” 3.32 io non ridevo” per ricordare a tutti che solo gli sciacalli si rallegravano, fiutando facili guadagni,quando la gente moriva sotto le macerie dei paesi del cratere sismico distrutto.  Saranno con noi Maria Grazia Antonini Capo redattrice di Prima Stampa - un quindicinale che esce nel Lazio ed in Abruzzo con una tiratura di 25.000  copie in cui c’è sempre un articolo sull’Aquila redatto dal sottoscritto - ed il fotoreporter Alex Mazzenga, stimato fotografo professionista, con alcuni suoi allievi. Ci sarà di supporto e ci accompagnerà nella visita alla città  l’On. Stefania Pezzopane attuale assessore alle politiche sociali ed abitative del Comune dell’Aquila che ringraziamo sin d’ora per la sua gentile disponibilità. Questa iniziativa, di alto valore solidale ed umano, è stata voluta dal segretario Municipale e dal gruppo del Pd dell’VIII Municipio  con la collaborazione di tutti i circoli di zona. Un grazie di cuore a Pina Cocci valida ed instancabile militante del Circolo PD Tor Bella Monaca - Torre Angela per l’impegno profuso nell’organizzazione della vista. Lo stesso giorno saranno  presenti all’Aquila -  guidati dal consigliere dell’VIII Municipio in quota PD , Fabrizio Cremonesi e dal Sindaco di Palestrina, Rodolfo Lena - i motociclisti  del Motoclub “ LE SOPRAVVISSUTE” che, come già fatto precedentemente  in uno slancio di generosità, porteranno doni ad una scuola elementare di Coppito. Prima che sia troppo tardi bisogna agire per impedire che quel flebile filo di speranza che ancora anima i popoli dei Paesi del cratere terremotato si spenga definitivamente. Allora saranno problemi e grandi. Per tutti.


 
Nando Giammarini

prima festa del Pd dell’VIII Municipio del Comune di Roma: insieme per parlare dei tanti problemi post sisma

30 September 2010

 

di Nando Giammarini

 

 

     Arrivata venerdì 24  alle 19.00 in punto, nel Parco dell’Acqua e del Vino a Borghesiana in via Giardinello, ed accolta dal popolo del PD come un vero leader, Stefania Pezzopane è si è intrattenuta tra i vari stand a visitare la bella mostra del noto fotografo aquilano, Danilo Balducci, le poesie di Nando Giammarini e gli articoli del Il Centro scritti dal capo della redazione dell’Aquila Giustino Parisse. Un clima davvero famigliare: tutti la salutavano chi le rivolgeva parole di stima ed incoraggiamento chi le donava un sorriso e un semplice “Ciao Stefania” e lei a complimentarsi per la bellezza del luogo e l’organizzazione della festa curata nei minimi particolari dai tanti volontari. Un giro di ricognizione nell’area allestita tenendo conto delle esigenze di grandi e bambini con stand, gonfiabili,una pesca a premi, l‘immancabile cucina completa di tutte le vettovaglie utilizzata alla festa dell’Unità di Roma, il palco dove si esibivano i vari oratori. L’assessore Pezzopane , lo ricordiamo, è stata invitata quale autorevole rappresentante del popolo aquilano nel contesto della prima festa democratica del PD in VIII Municipio per esprimere la nostra vicinanza e solidarietà alla gente abruzzese in questo terribile momento in cui, al di là di tante chiacchiere ed annunci anche all’estero al popolare giornale Le Figaro, purtroppo ancora versa la nostra amata terra. Parliamo di una situazione difficilissima, a distanza di quasi diciotto mesi dal sisma, sotto il profilo socio economico ed occupazionale. L’ incontro con la delegata del Pd per la ricostruzione è iniziata con un caloroso saluto del segretario municipale, Andrea Sgrulletti  che in apertura del suo intervento ha rivolto un pensiero alle vittime innocenti del terremoto, ai Caduti del lavoro al Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo,  barbaramente ucciso dalla mafia. E’ poi intervenuto il Coordinatore  del Pd di Roma Marco Miccoli che invitando il Partito all’unità ha annunciato le prossime iniziative a Roma in primis quella contro il pagamento del pedaggio autostradale che si terrà davanti a Monte Citorio il 28 c.m. in occasione della discussione in aula del provvedimento. Egli ha avuto parole di stima e di gratitudine per Stefania Pezzopane arrivando a commuoversi quando ha detto che per lui era e rimane il Presidente della Provincia dell’Aquila nonostante le ultime consultazioni elettorali abbiano decretato un’altra cosa. E’ intervenuto il consigliere Fabrizio Cremonesi con parole di considerazione e solidarietà ricordando una serie di iniziative e di essere stato all’Aquila lo scorso agosto con un gruppo di motociclisti,  la sua impressione è stata di un’immane tragedia che ha sconvolto una città a lui cara in quanto ci capitava spesso avendo una casa a Lucoli. Successivamente ha preso la parola l’attivissimo  Dario Nanni consigliere al Comune di Roma, di origini abruzzesi, che oltre ad aver espresso vicinanza e solidarietà alla gente abruzzese ha messo in bella evidenza una serie di iniziative da intraprendere congiuntamente per tenere alto il problema terremoto.  Si è poi giunti ad un’intervista a tutto campo da parte della responsabile ufficio stampa, la bravissima  Pamela Memè, a Stefania Pezzopane ed ai fratelli Nando e Nello Giammarini. Nella sua dialettica articolata e precisa ha rivolto tante domande che, susseguitesi per circa tre ore, hanno toccato tanti temi dalla gestione dell’emergenza  alla solidarietà, dall’impegno alle iniziative  di tutti i Circoli del Pd nell’VIII Municipio,  alle ultime vicende giudiziarie, alle dimissioni del sindaco Cialente quale vicecommissario della ricostruzione. Alle dimissioni dell’Assessore alla ricostruzione della Provincia dell’Aquila. Altrettanto chiare argomentate e precise le risposte di Stefania Pezzopane che, negli argomenti più tristi incutevano paura, è stata di un realismo che si toccava con mano. Lei ha parlato del terremoto dell’Aquila come di una questione nazionale, ha chiesto parità di trattamento con le regioni limitrofe,  che nella stessa disperata circostanza hanno ottenuto la restituzione delle tasse dopo dodici anni e con uno sconto del 60%. Ha chiesto normative chiare e risorse certe non il balzello delle cifre che esistono solo sulla carta ed il  Comune dell’Aquila, per far fronte alla difficoltà della gente, ha dovuto pagare l’autonoma sistemazione con fondi recuperati da una variazione di un capitolo di bilancio. Si è dilungata sul progetto CASE un’espressa volontà del Presidente del Consiglio che essendo state realizzate in fretta e furia ora sono già regno indiscusso di problemi dovuti ad infiltrazioni, umidità, suppellettili che si staccano dalle pareti.  E’ intervenuta nelle elezioni dove la campagna elettorale è stata fatta da Berlusconi che dal giorno prima delle elezioni non si è più visto all’Aquila ricordando che in città lei ha stravinto con un margine di gran lunga superiore del suo avversario. La  Marsica, un territorio importante nel contesto della Provincia, ha ribaltato il risultato essendo il candidato locale e gli alti vertici del PDL di quelle zone. Per quel che concerne le ultime vicende giudiziarie relative all’arresto della Stati e dell’assessore alla sanità Venturoni, ha confermato la sua linea garantista secondo cui ogni cittadino è innocente fino alla condanna. Gli arrestati dovrebbero quanto meno farsi da parte  rassegnando le dimissioni, cosa che il Venturoni non ha ancora fatto, per essere sostituiti e permettere alla giunta regionale di andare avanti. I gemelli Giammarini hanno ricordato le varie iniziative di solidarietà intraprese immediatamente a ridosso del drammatico evento cui avevano partecipato con altruismo e generosità tutti i circoli Municipali. Si è parlato della presentazione del libro di poesie di  Nando -“ Pochi versi…una speranza”- presentato all’Accademia delle belle Arti dell’Aquila lo scorso 15 gennaio. Il libro è  dedicato”alle vittime innocenti del terremoto che ha sconvolto la mia terra  ed a Giustino Parisse  capo della redazione aquilana del Centro perché la sua penna mai smetta di scrivere” per l’immane tragedia che ha colpito la sua famiglia ed il suo ricavato è stato devoluto in beneficenza, all’Unicef. 

Si è, inoltre, ricordata la bella iniziativa coordinata dal dirigente scolastico  Nello Giammarini tra le scuole del VII Municipio  e la Planet Onlus, culminata con la consegna, alla dirigente scolastica del plesso di Paganica, Dott.ssa Maria Corridore, di un assegno da ventimila euro con una bella iniziativa nella sala rossa del Campidoglio lo scorso febbraio. In ultima analisi si è parlato dell’ingiusta carica ai terremotati abruzzesi lo scorso sette luglio a Roma da parte delle forze dell’ordine che ci hanno accolto, senza alcun motivo, in tenuta antisommossa. La bella iniziativa si è conclusa con il saluto alla memoria del Sindaco pescatore, Angelo Vassallo, ucciso dalla mafia essendo intervenuto, alla prima festa Democratica dell’VIII Municipio del Comune di Roma, il fratello Dario che, con commozione, ne  ha ricordato la nobile  figura . 

VIGILARE E CONTROLLARE - SIT-IN AL CONSIGLIO REGIONALE

20 September 2010

 Secondo me.

secondo me bisogna esserci, in tanti.

secondo me bisogna andare a dire che CICCHETTI non lo vogliamo.

che non vogliamo LUI.

per ragioni sostanziali e politiche, per ragioni tattiche e strategiche.

Ragioni sostanziali e politiche:

la funzione di controllo sociale dei cittadini è inalienabile, è essenziale, è irrinunciabile. Non possiamo far passare tutto, non possiamo accettare tutto e tutti. Ci sono politiche sbagliate, ci sono errori di valutazione, ci sono incapacità colpevoli, ci sono anche volontà consapevolmente sbagliate o peggio. Ma questo non è un errore, non è una politica sbagliata. Nel caso del nuovo Vice commissario, che ha interessi personali in una ampia zona di territorio cittadino, si configura un vero e proprio conflitto di interessi: non si possono affidare funzioni di controllo a chi ha interessi da difendere.

E la logica del conflitto di interessi che si sta riproducendo sul nostro territorio non è casuale, nè accettabile. E questo è legato al nome e cognome del nuovo Vice Commissario.

E c’è un solo modo per svolgere il compito di controllo: raccogliere informazioni e diffonderle il più possibile a tutti. Puntare con precisione l’obiettivo che si vuole raggiungere, attivando il controllo sociale.

E oggi l’obiettivo è duplice: far capire che i cittadini stanno all’erta; non accettare la nomina di un Vice commissario discutibile per il suo noto passato e con interessi personali sul territorio.

Continuare a presentarsi con generiche lamentazioni che mettono nel calderone diverse istanze, dirette contro tutti e contro tutto, lanciare messaggi che scadono nel qualunquismo (tutti sono colpevoli, pro quota: si, certo. La stessa logica che ha portato il Paese a legittimare i furti e le truffe dei nostri governanti) selve solo ad assolvere tutti (tanto non ce la possiamo fare).

Noi sappiamo che una lotta ha possibilità di riuscita se affronta i problemi uno la volta e li persegue fino in fondo, fino alla vittoria (hasta la ………….).

Sappiamo che chiunque ci venga a proporre una generica forca per tutti fa il gioco dei malfattori, fa il gioco della politica che non ha mai un responsabile per niente.

Non c’entra niente Cialente, con il Vice Commissario Cicchetti.

Non facciamo confusione e disinformazione: non ci giova.

Diciamo noi per primi le cose come stanno, la verità.

Ragioni tattiche e strategiche:

Se oggi noi riusciamo in qualsiasi modo a far tornare indietro il Governo rispetto al nome di Antonio Cicchetti, possiamo dire che siamo partecipi del nostro futuro. (ricordate la scorsa estate gli sms contro la nomina di Pierluigi Tancredi? A proposito: i maligni dicono che si sia dimesso dal comune per prestare la propria preziosa opera alla corte del nuovo Vice Commissario …….. mah!).

E’ il Governo che ha nominato Cicchetti, è Chiodi che lo ha proposto: è loro la responsabilità di questa nomina ed è contro di loro che dobbiamo manifestare.

Vorrei ricordare che l’Assemblea ha più volte tentato di portare la lotta contro il Commissario Chiodi.

Vorrei ricordare che ogni volta che abbiamo provato ad organizzare una manifestazione in Regione, qualcuno ha voluto riportare il discorso anche contro il Sindaco. E lì si è fermato tutto. Perchè i cittadini non sono del tutto d’accordo a mettere sullo stesso piano il Commissario e il Vice Commissario. 

Secondo me il Commissario Chiodi va preso di petto con le nostre rimostranze: ci deve spiegazioni che non ha mai voluto darci, ci deve incontri, informazioni che ci nega, partecipazione, cose che invece in qualche modo il Comune, il Sindaco ci ha dato.

E se non siamo stati capaci di andare avanti con le nostre proposte, con le nostre richieste, è perchè per fare bene il nostro lavoro dovremmo (dovremo) passare ore, giorni ad informarci sulle cose, dovremmo (dovremo) smetterla con i dice che, con l’accontentarci di informazioni parziali, quando addirittura non sono sbagliate. Dovremmo (dovremo) come più volte detto da tutti in assemblea essere più autorevoli e precisi con le nostre informazioni ed essere propositivi.

I cittadini martedi vadano a gridare forte al Governo e al Commissario Chiodi che Cicchetti non lo mandano giù. E che non mandano giù i saggi ed esperti e non so cos’altro che vengono ancora nominati per risolvere quello che basterebbe un testo di legge a risolvere.

Andiamo a farci sentire: è importante vincere questa battaglia. Ed è facile: basta farlo in tanti.

 

 

aggiungi un posto a tavola!!!!! (speriamo uno solo!)

25 August 2010

 

 

Che strana città! I suoi figli, specialmente quelli migliori, in genere li azzanna ferocemente, fino a stroncarne ogni velleità di resistenza e a divorarli senza pietà. A chi vi si insedia, da qualunque altro luogo provenga, invece, schiude appassionatamente le braccia, offrendo ogni sorta di onori e privilegi e ogni opportunità di lasciarsi spolpare impunemente. Parrebbe una generosa e commendevole disponibilità all’accoglienza, ma non è altro che il frutto avvelenato di un inveterato provincialismo da sottoproletariato incolto e servile, senza ideali, senza attitudini alla progettualità. La casistica, d’antiquariato e d’attualità, è inquietantemente folta e ben lungi dall’essersi esaurita dopo il lacerante trauma sismico del 6 Aprile dell’anno passato. Anzi, la casistica s’infittisce a spron battuto. Da manuale, l’esempio che viene offerto dalla cronaca di queste afose giornate di fine Agosto.

 

Anni fa, un tale, alto e facoltoso dignitario vaticano quanto egregio sconosciuto per l’anagrafe e la fiscalità dell’Aquila, viene cooptato alla presidenza di una tra le più prestigiose istituzioni musicali locali. Passano gli anni e quell’istituzione, mentre capitombola dall’eccellenza nazionale all’anonimato della routine di provincia, vede scricchiolare sinistramente equilibrio e trasparenza dei propri bilanci e rimane invischiata nei torbidi maneggi affaristico-finanziari che nel frattempo hanno ridotto a sagra paesana il più antico e più illustre evento della comunità. Tuttavia, non v’è controllore e non v’è censore che abbia qualcosa da eccepire.

 

L’alto e facoltoso dignitario, nel frattempo, s’è ben radicato, ha esteso contatti e influenza ben al di là degli ambienti musicali e ha potuto agevolmente asservire una considerevole porzione del territorio comunale a sede di un’elitaria attività imprenditoriale, imperniata su un impianto sportivo del genere più snob e esclusivo. Le strutture che accolgono la nuova attività sono immediatamente assurte al rango di luogo d’elezione per l’intreccio e la coltivazione di amicizie e relazioni importanti e poi, puntualmente, hanno fatto da volano alle lottizzazioni immobiliari di prestigio.

 

Ora, vien da considerare come l’antica saggezza contadina veramente non sbaglia un colpo. Si prenda, per esempio, il detto “l’appetito vien mangiando”. In effetti, come si potrebbe immaginare che vi sia, tra coloro che possono, chi voglia mantenersi fuori dal mega-business del dopo-terremoto? Sarà vero oppure no, sarà vaniloquio di maldicenti oppure no, sta di fatto che da qualche giorno il chiacchiericcio da bar e qualche indiscrezione giornalistica vaticinano la nomina di un ulteriore vice commissario alla ricostruzione dell’Aquila. Chiacchiere e indiscrezioni fanno pure nome e cognome del candidato. Un aquilano? Un tecnico di comprovata esperienza specifica? Un manager dal solido curriculum di persona efficiente e perbene? Una personalità carismatica? Sicuramente, uno che aquilano non è: il nome e il cognome che circolano sono quelli dell’alto e facoltoso dignitario di cui sopra.

 

Ancora lui? A quanto pare, ancora lui. D’altra parte, l’eventualità è del tutto ragionevole: uno che aquilano non è, all’Aquila ha porte, carriera e fortuna spalancate. Se la cosa va in porto, c’è poi da immaginare il resto. Un vice commissario è solo la ciliegina sulla torta. Per far la parte di panna, crema, cioccolata, canditi e pan-di-spagna ci vuole un bel po’ d’altra gente. Magari, qualcuno, già aduso a interagire con l’alto e facoltoso dignitario, ha già da qualche tempo previdentemente rinunciato a altri incarichi. Se son rose, fioriranno. Del resto, una canzone di De André dice che è dal letame che nascono i fiori.

 

 

LETTERA APERTA

22 August 2010

 Parlamentari eletti in Abruzzo, Presidente Chiodi, Consiglieri Regionali, Presidente Del Corvo, Consiglieri Provinciali, Sindaco Cialente, Consiglieri Comunali, Sindaci dei Comuni del “cratere”, consiglieri comunali.

Vi chiedo una risposta sincera, trasparente e non politica:

perché i cittadini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, elettori delle assise che componete, Vostri concittadini devono subire queste umiliazioni continue? Perché non si può riconoscere e difendere la loro dignità?

I cittadini dei comuni colpiti dal tremendo evento sismico del 6 aprile stanno subendo un’ingiustizia quotidiana solo perché nessuno di Voi ha la forza e la determinazione di dire a chi ci governa che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini colpiti da eventi calamitosi in precedenza.

Spiegatemi perché l’INPS si può permettere di far uscire una circolare che sospende la riscossione dei contributi, con due mesi di ritardo, mettendo in difficoltà le aziende che hanno dovuto versare i contributi, a luglio ed agosto, pur in mancanza di disponibilità finanziaria.

Spiegatemi perché l’Agenzia delle Entrate non accoglie l’istanza più volte proposta di rivedere le scadenze fiscali in modo da consentire alle famiglie, alle imprese ed ai professionisti di poter tornare alla normalità in maniera lineare.

Spiegatemi perché non ci è stato concesso un maggior differimento dei termini per la restituzione delle tasse sospese a seguito del sisma ed una loro riduzione, come è stato fatto in qualsiasi posto d’Italia in conseguenza di altri eventi calamitosi.

Spiegatemi perché il sistema bancario ed Equitalia possono azzerare quel poco di economia esistente, che con tanti sacrifici si sta rimettendo in piedi.

Spiegatemi perché noi dobbiamo seguitare a chiedere, quasi fosse un’elemosina, quello che per gli altri è stato da subito un diritto.

Spiegatemi quante altre manifestazioni devono essere organizzate, con o senza l’intervento della polizia, per veder riconosciuti i nostri diritti.

Domandatevi se state adempiendo al vostro mandato elettorale: voi siete i nostri rappresentanti, non i rappresentanti dello Stato. Voi dovete difendere i vostri elettori, non il Governo. Noi stiamo chiedendo cose normali e legali, non cose eccezionali e illegali.

Perché non volete schierarvi dalla parte della giustizia, del diritto, dei cittadini?

Perché non vi battete a difesa dei vostri cittadini – elettori per garantire un futuro a persone, comunità territori che hanno l’unica colpa di essere nati in una zona sismica ad alto rischio, che peraltro le stesse Istituzioni che rappresentate non hanno saputo, o voluto, tutelare quando si trattava di costruire in maniera intelligente?

Io credo che dobbiate farvi un’analisi di coscienza: siete sicuri che quello che state facendo sia sufficiente? Siete sicuri che sia quello che i cittadini si aspettino da voi? Siete sicuri che non si possa fare qualcosa di più e di più utile e sentito dai cittadini? State risolvendo i problemi quotidiani di chi cerca di rialzare la testa?

Oppure siete talmente pieni di voi, da pensare che i cittadini si sbagliano nelle loro richieste?

Perché se così fosse, vuol dire che la “politica” che voi rappresentate è autoreferenziale e non ha nessun punto di contatto con la realtà quotidiana di chi vive, lavora, studia, dei pensionati, delle aziende, di quelli a cui domani andrete a chiedere ancora una volta il consenso.

E questa volta, che faccia vi metterete per incontrare quelli a cui avete voltato le spalle, a cui avete levato la dignità, non foss’altro che per la vostra incapacità a difendere i loro diritti?

Resto in attesa di risposte, oneste, sincere, trasparenti e non politiche.

Luigi Fabiani

 

 

Vabbè ….. è la democrazia

24 June 2010

Vabbè, non è facile. Vabbè si può fare meglio. Vabbè non si approfondiscono i discorsi. Vabbè ma il problema è un altro ……… 

Si, vabbè, è tutto vero. Avete/abbiamo ragione tutti.

Ha ragione chi si fa le assemblee, ha ragione chi non se le fa, ha ragione chi non se le fa più, ha ragione chi non se le è mai fatte, ha ragione chi va in assemblea a fare lezioni, ha ragione chi va in assemblea a lamentarsi, ha ragione chi sospetta e ha paura di tutti e per questo aggredisce tutti.

Ognuno ha una sua piccola ragione, ognuno ha una piccola parte di verità in tasca.

Ed è proprio vero, non è che voglio farmi tutti amici: è proprio così.

Benvenuti nel mondo reale, a scuola di democrazia.

Si perchè tutto questo e tanto altro se viene fuori, se viene "comunicato", condiviso, "partecipato" rappresenta nè più nè meno che il cammino comune verso una "nuova" democrazia.

L’importante, il trucco, è mettersi in gioco.

E quindi, non ha ragione chi ha un secondo fine, non ha ragione chi si maschera, non ha ragione chi non condivide, non partecipa.

L’unico problema è che bisogna andare avanti, veloci, e avere il coraggio di approfondire sempre di più, analizzare le differenze, discuterle, e cominciare a dare a queste differenze onestamente e consapevolmente dignità di esistenza. 

Anche secondo me le differenze dei punti di partenza, delle appartenenze ma anche delle provenienze, vanno esplicitate, proprio per poter arricchire i discorsi, proprio per fidarci conoscendoci.

Solo se non abbiamo paura delle differenze, siamo veramente tutti uguali, e quindi non ci sono strumentalizzazioni o imposizioni.

Se non abbiamo paura delle differenze possiamo insieme costruire il laboratorio l’aquila, nel quale la parola politica ha il suo originario significato, e nel quale persone diverse per cultura e tradizione, per scelta ed appartenenza insieme costruiscono un percorso per raggiungere obiettivi condivisi per il bene della intera comunità.

Se abbiamo il coraggio di parlare seriamente di tutti i problemi, condividendo l’onestà dei punti di partenza e il rispetto delle competenze, cominciando anche a condividere il linguaggio, la democrazia può decollare.

Il linguaggio comune deve essere un obiettivo: un linguaggio che ci consenta di superare le sordità dei pensieri preconcetti, le sordità dei sospetti, le sordità della sfiducia, le sordità delle manipolazioni, le sordità della mancanza di abitudine al dialogo costruttivo.

Così com’è organizzata oggi l’asseblea è ogni volta una bomba innescata: troppi argomenti sempre e troppo poco tempo, la fretta di concludere, la necessità di decidere, il linguaggio non comune, la rivendicazione di alcune "supremazie", il rischio di presenze sempre diverse "a rotazione", va a finire che si fanno 4 passi indietro ogni 2 che si fanno in avanti.

Questo discorso risponde alla fatidica domanda sulla quale ci arrovellavamo, senza saper dare risposta, un mese fa: gli approfondimenti devono essere fatti, veloci, snelli, concordando linguaggi e contenuti, ai tavoli di lavoro (tasse, macerie, comunicazione, ricostruzione, pettino, ecc. ecc.).

Il lavoro dei tavoli deve essere condiviso, riportato in assemblea, discusso più ampiamente, mantenendo la fiducia in chi ha lavorato, analizzato, prodotto e "studiato" il problema.

Chiunque abbia sentore di non essere d’accordo, o di avere altri elementi da produrre, deve partecipare alle riunioni dei tavoli.

Chiunque voglia essere informato sui discorsi, le proposte, e farne a sua volta, o approfondire o contestarne qualcuna deve partecipare alle riunioni dei tavoli.

E’ troppo facile, oltre che inutile, presentarsi solo in assemblea, e dire no (o anche dire si).

E’ troppo scorretto nei confronti di chi quei discorsi li ha approfonditi, costruiti, anche spendendo di professionalità e competenza.

E’ troppo scorretto nei confronti di tutti, perchè si continua a bloccare un movimento che sarebbe già molto più avanti.

E lo si fa con il criterio di una facile tuttologia, che nega il percorso della democrazia che abbiamo comunemente deciso: studiare i problemi, assumere competenze, proporre soluzioni possibili, giuste e democratiche, coinvolgendo nel cammino quanta più gente possibile.

Il modo per venirne fuori c’è. Alcuni piccoli passi:

1) lavoriamo per il linguaggio comune, anche con workshop, come aveva già indicato 2 mesi fa il tavolo comunicazione (comunicazione interna);

2) aumentiamo l’attività dei tavoli, e in assemblea riportiamo le elaborazioni dei tavoli: almeno un tavolo ogni assemblea;

3) incrementiamo la presenza ai tavoli, e l’attività degli stessi;

4) rendiamo un po’ più solida la struttura dell’assemblea/tavoli con i referenti, la comunicazione delle riunioni, una organizzazione di una parte almeno degli odg delle assemblee (lasciando sempre una parte disponibile per la discussione delle vicende calde), la produzione di materiali informativi che vengano distribuiti o messi a disposizione dai gruppi di lavoro ai partecipanti alle assemblee, per non dover sempre cominciare da zero tutti i discorsi tutte le volte, preparando periodicamente dei report che diventino strumenti di lavoro per le fasi successive.

5) sollecitiamo la presenza di persone competenti ad ognuna delle riunioni che facciamo, per cercare di evitare di scambiare le opinioni soggettive per realtà e i "dice che" per oro colato.

Ricordo che buona parte di questo discorso è stato già fatto nel tavolo comunicazione, ma non si è mai riusciti a riportarlo nelle assemblee e a discuterlo, a causa di altre urgenze. Io lo riprenderei, altrimenti dopo la manifestazione del 6 luglio si rischia di dover ricominciare da capo (soprattutto perchè ho sentito parlare di pausa estiva (!!!!))

E per quello che riguarda la partecipazione, che comunque di fatto è già praticata, almeno nell’ultimo mese, con gli amministratori comunali, e che va perfezionata al più presto con il documento che ancora dovremo discutere, ricordiamoci che un po’ di tempo speso per ognuno di noi ci vuole, altrimenti i principi restano vuote chiacchiere.

conferenza stampa

17 June 2010

 

 

 

 

Dopo la manifestazione del 16 giugno che ha visto scendere in piazza a L’Aquila ventimila aquilani per chiedere al governo la sospensione del pagamento delle tasse e lo sblocco dei fondi per la ricostruzione, l’Assemblea Cittadina, il presidio permanente e i Comitati Promotori invitano la S.V. alla

 

CONFERENZA STAMPA

 

Indetta alle ore 10.30 del 18 giugno 2010 presso il tendone del Presidio di Piazza Duomo per illustrare il documento programmatico cittadino relativo ai temi portati in piazza.

 

L’AQUILA DOPO IL 16 GIUGNO 2010”

 

 

 

Dalla nostra parte

11 April 2010

Carissimo Sindaco, (caro Massimo , come dicono alcuni; Chals babbo, per gli amici di tuo figlio)

come tutti, hai la piena consapevolezza che ci è capitato proprio un guaio. Più dei problemi, sono le ossa rotte che ci dolgono, la meraviglia, il non farcene ancora capaci. Come tutti hai apprezzato la valenza psicologica dello spettacolo Animammersa, che ci tira fuori il dolore, lo stupore, in un pianto liberatorio.

Fra tutti, tu però sei il Sindaco.

Come tutti, il giorno stesso del dolore, contemporaneamente al dolore, hai avuto immediata la reazione della vita: che fare. La spinta a fare, il bisogno di fare. Per noi, per gli altri, per i nostri figli, per i nostri genitori, per i più deboli. La nostra è la generazione che DEVE affrontare il problema. E come tutti, immagino, hai avuto forte la spinta dell’ottimismo: possiamo fare, ricostruire com’era, dov’era ma migliore, più grande. Mettere in campo le forze migliori della nostra collettività.

Fra tutti, tu però sei il Sindaco.

Sono passati 12 mesi. Hai provato la fatica del governare in una città disgregata, hai conosciuto il milione di piccoli e grandi problemi che questo nostro terremoto ha creato, inimmaginabili finchè non si incontrano, hai dovuto decidere e risolvere questioni anche di poco conto, hai dovuto lottare quotidianamente, come tutti, nel privato per “sopravvivere” e nel tuo lavoro per “difendere” i diritti negati alla tua comunità. Come tutti hai dovuto assistere impotente a quanto ci hanno fatto.

Sappiamo che è così: la gestione delle emergenze l’abbiamo conosciuta e l’abbiamo dovuta imparare in fretta. A tutti è venuto spontaneo il paragone con la guerra, con il dopoguerra.

Fra tutti, tu però sei il Sindaco.

E’ la nostra generazione, Sindaco, che porta sulle spalle il peso del futuro, per i nostri figli, attoniti e confusi, e per i nostri genitori, quelli che hanno costruitole case che ci sono state tolte, quelli che hanno pagato il prezzo più alto alla distruzione del sisma. A proposito, Sindaco, sarà bene aggiungere nelle prossime commemorazioni del 6 aprile, fra i nomi delle vittime (quasi) tutte giovani dei crolli, i nomi dei tanti (quanti sono, ce lo volete dire?) anziani morti di crepacuore lontani dalle loro case, vittime del sisma prima e della deportazione poi.

E questa nostra generazione, ci è sembrato, ha risposto immediatamente “presente”.

Se scorriamo le tante pagine dei blog, dei periodici , dei giornali, scritte dopo il 6 aprile, vediamo sempre presenti i professionisti, gli imprenditori, i lavoratori, i genitori, i professori, i medici.

Tutti attenti agli avvenimenti, tutti alla ricerca di uno spazio per poter dare il proprio contributo fattivo e progettuale alla ripresa, alla ricostruzione. E al loro fianco i giovani. Tanti. Quelli che, “grazie” al terremoto forse non saranno dei “bamboccioni”.

Tutti noi, tutti i cittadini, finora siamo stati tenuti lontano da tutto, come pure voi. Siamo stati nutriti, parcheggiati, divisi negli affetti, spostati, ci hanno dato una casa (non a tutti, chi sa se qualcuno riesce a capirlo: le case alloggiano 17.000 cittadini su oltre 60.000), ma nessuno ci ha ascoltati, nessuno ha soddisfatto i nostri bisogni, nessuno ha lavorato per il futuro della nostra comunità: il lavoro, il progetto sociale, le attese di chi aveva scelto di restare a L’Aquila (o di venirci) anche per la ricchezza sociale e per il livello di sostenibilità della vita.

Ci hai rimproverato, perchè solo adesso, che la Protezione Civile se ne è andata, solo adesso scendiamo in piazza a protestare.

Ma invece la lettura giusta del nostro essere presenti è positiva.

Noi Sindaco rivendichiamo il diritto di essere cittadini partecipi: partecipi delle scelte (ora che finalmente la protezione civile se ne è andata), partecipi delle decisioni, partecipi della ricostruzione della nostra Città.

Perchè solo con la nostra partecipazione tu potrai lavorare per la Città libero dalle pastoie della “politica” dei partiti, quella che finora ti ha impedito di fare scelte veloci, coraggiose e giuste. E libero dalle imposizionidei comitati d’affari.

Lo sappiamo, sai, cosa succede nel palazzo: lo sappiamo quante trattative estenuanti ti tocca fare per estorcere dalla tua maggioranza e dall’opposizione un qualsiasi atto che ci faccia fare un passo avanti.

Lo sappiamo quanta difficoltà per mandare avanti una macchina che non ne vuole sapere di camminare, pastoie burocratiche, lungaggini procedurali, impreparazione dei preposti alle funzioni, personale decimato anche dalle deportazioni. E su tutto questo la novità della situazione, che nessuno sa affrontare.

Noi però siamo dalla tua parte: cioè dalla nostra parte. Abbiamo dei progetti, delle soluzioni e le vogliamo confrontare. Abbiamo delle competenze e le vogliamo spendere. Abbiamo la voglia di investire anche in proprio, per la comune rinascita.

Stiamo portando avanti, a l’Aquila, grazie alla eccezionalità della situazione, un laboratorio politico di partecipazione.

Tutti noi dobbiamo contare su quello che si chiama “capitale sociale” , la partecipazione dei cittadini, la “condivisione della lealtà civile” (che non è obbligatoriamente condivisione delle scelte). E’ l’unico strumento a nostra disposizione per ricostruire la nostra città senza imbrogli, senza ruberie, senza truffe, inganni, sgambetti, corruzioni, senza imposizioni dall’alto. E’ l’unico strumento per ricostruire la nostra città e con essa la comunità civile che la componeva, e per ricostruirla migliore e più pulita, rimuovendo insieme alle macerie tutte le brutture della “politica” ladrona che per anni ci hanno oppresso e immobilizzato, che ci hanno portato anche ai colpevoli crolli delle case col trucco (bell’esempio, uno per tutti, le case acquistate recentemente dall’Ater!!!).

Noi puntiamo su di te perchè noi crediamo nelle istituzioni democratiche, le vogliamo difendere dalle picconate del malcostume, delle riforme inutili, delle bugie di chi ha ridotto alla fame l’economia e ci vuole ancora  imbonire con frottole e menzogne. Ma soprattutto vogliamo vigilare affinchè la nostra città resti nostra, bella, vivibile. Abbiamo investito tutta la nostra vita su di essa: qui abbiamo costruito le nostre famiglie, le nostre occupazioni, i nostri sogni.

Non abbiamo altro da perdere: possiamo solo ripartire.

Abbiamo avuto 12 mesi per ritrovare l’orientamento, per elaborare il lutto collettivo e personale, per digerire l’indigeribile, per capire che cosa ci era successo, per sistemare le nostre famiglie e per ricominciare ad organizzare la nostra vita “politica” (da polis, ovviamente). Non abbiamo mai smesso di tenere alto il livello di attenzione su quello che facevate, chi aveva il potere di fare, chi aveva il potere di impedire. Abbiamo ragionato, scritto, elaborato, prodotto.

Abbiamo delle “piattaforme” da cui partire. E abbiamo tutte le competenze necessarie a portarle avanti.

Siamo decisi a controllare da vicino chi si occupa dei nostri affari, vogliamo sapere come se ne occupa, vogliamo partecipare alle scelte e alle decisioni.

Noi siamo pronti, Sindaco. E vogliamo percorrere il tragitto con i nostri rappresentanti. Sei tu che devi scegliere i tuoi compagni di viaggio.

non solo case . . . .

3 March 2010

 Nelle pagine internet si leggono interessanti, accorati, partecipati appelli alla mobilitazione dei cittadini.

Soprattutto al fine di una ricostruzione della città scomparsa. Leggendo attentamente si capisce che per tutti ricostruzione è una parola che non indica soltanto il materiale rifacimento di case e palazzi (che a tutti sta a cuore), ma piuttosto intende la possibilità di ricostruire le basi sociali della comunità dispersa, frantumata e deportata.

E a tutti sta a cuore in modo particolare non solo il fare in se’, ma come è giusto fare.

Cioè nella richiesta dei cittadini non c’è solo la necessità che si faccia presto, ma emerge con forza la necessità che le cose vengano fatte su un progetto globale, rispettando le regole, risparmiando i denari, evitando le tangenti, nel rispetto non solo della legge, ma della opportunità politica, applicando non solo il criterio dell’etica dei principi, ma anche il criterio dell’etica della responsabilità, quella che tiene conto delle conseguenze di quello che l’Amministratore fa.

Una per tutte: c’è un coordinamento di Consorzi (costituiti e costituendi) che si è riunito al fine di richiedere le linee guida per la ricostruzione, ma con  le idee ben chiare su come debbano essere strutturate queste linee guida, ci hanno studiato e hanno coinvolto consulenti e professionisti di vaglia, che ha convocato l’Architetto Fontana, che ha chiaramente dichiarato anche al Comune che saranno controllate la giustezza, la fattibilità, la opportunità delle linee guida per la ricostruzione, che saranno attenti e pronti ad agire a tutela degli interessi comuni.

Le macerie: sì, vogliamo che vengano rapidamente rimosse, ma vogliamo sapere dove, come e quando. Vogliamo sapere a che prezzi, chi ci guadagnerà e quanto. I rifiuti sono una materia delicata, non ci possiamo accontentare di un decreto qualsiasi  che in nome  dell’emergenza vanifichi anni di costruzione di una coscienza civile, di educazione civica e di leggi a tutela della salute e della natura. E soprattutto non siamo disposti a far fare affari d’oro a "qualcuno" del ramo: siamo pronti a discutere l’argomento con i nostri commissari, ma loro devono sentirci prima di decidere, devono confrontarsi, sottoporci le ipotesi, con chiarezza e trasparenza. C’è sempre la possibilità, come qualcuno ha già detto, che gli aquilani si sdraino sopra le loro macerie per non farle portare via.

Insomma, la politica a L’Aquila sta cambiando, i cittadini sono più attenti, più partecipi e più consapevoli. Ci sono le basi per un grande laboratorio che sperimenti nuove forme di co-gestione della città, con un controllo serrato dei cittadini sugli amministratori, con uno scambio di idee e soluzioni, con un coinvolgimento del cives nella gestione della res publica.

La nostra proposta al dibattito a questo punto è una proposta pratica e pragmatica.

Ci sono delle emergenze di vita sociale che bisogna a tutti i costi prendere in considerazione. Vorremmo sottoporre ad un rapido giro di opinioni la nostra Piattaforma di urgenze, con il criterio di segnalare il problema, individuare il referente politico cui compete risolverlo, e create immediata mobilitazione sul tema coinvolgendo gli Amministratori, al fine di ottenere risultati e non chiacchiere, e i soldi necessari a risolvere.

1) la mobilità: tutti conosciamo la situazione resa urgente dalla diaspora dal centro (intendendo per centro anche tutti i popolosi quartieri aquilani a tutt’oggi abbandonati) e dai nuovi insediamenti : ragazzi che devono essere accompagnati e ripresi da scuola, dalle palestre, dal centro commerciale,  file interminabili in macchina, anziani segregati in casa, adulti obbligati a prendere la macchina, mamme - tassiste full time h 24. E’ inconcepibile, inaccetabile. Noi abitavamo qui anche perchè la macchina era spesso inutile (del tutto per chi abitava nel centro storico): vogliamo che siano istituite le corse per i nuovi insediamenti c.a.s.e. e map, corse fruibili, ogni 15-20 minuti massimo dalle 7 alle 22 . Vogliamo che i percorsi non obblighino a passare per il terminal per andare da paganica a coppito, da roio a sassa. Sono 11 mesi che sopportiamo i costi di un servizio di autobus che va ogni ora a roio a ingegneria quando l’università lì non c’è più dal 6 aprile 2009,  mentrre a Paganica 2 (25 piattaforme!!) non c’è neanche una fermata nell’insediamento. E vogliamo che i lproblema venga preso di petto, senza più girare la palla da AMA a Comune, a Consiglio comunale, a ARPA: sono stati stanziati dei soldi per la mobilità, li dobbiamo utilizzare al meglio, subito, con l’AMA e i consiglieri comunali se ne facciano una ragione (o sennò se ne possono sempre andare). Il Sindaco DEVE risolvere il problema in 10 giorni, credeteci lo può fare. E se i soldi non ci sono, ce li deve dare la Regione.

2) i giovani dai 14 anni: non ci sono più i portici, ve ne siete accorti? Nelle scuole non si può tornare il pomeriggio, anche perchè non sono più vicine alle nostre case. I giovani hanno bisogno di luoghi di incontro, anche per studiare insieme (l’amico, il vicino di casa, di quartiere sono lontani chilometri ormai). Vogliamo che la Provincia immediatamente stili un progetto per mettere a disposizione le aree del Complesso di Collemaggio e del Parco del Castello e reperisca i fondi necessari a realizzare costruzioni sicure in bio edilizia atte all’uso di ragazzi, e a studiare forme di utilizzo (anche parzialmente autogestito) per far sì che i nostri ragazzi, il futuro dell’Aquila, abbiano un luogo d’incontro e di vita comune vicino alla  città da ricostruire. E se i soldi non ci sono, ce li deve dare la Regione.

3) le new town : nei nuovi insediamenti a tutt’oggi oltre alle abitazioni non c’è niente. farmacia, tabacchi, edicola, market . E non ci sono spazi, anche qui luoghi d’incontro per i tanti anziani reclusi nei pollai. Anche in questi casi il tempo non c’è, è urgente che la loro qualità della vita sia riportata il più possibile vicina al livello di prima del sisma. Hanno sopportato disagi e deportazioni. Tanti sono morti (e speriamo che qualcuno abbia l’idea geniale di aggiungerli nelle commemorazioni alle 300 vittime dei mattoni. A questo proposito mi sento di fare una richiesta: quanti sono, Sindaco, i nostri genitori e nonni morti di crepacuore lontani dai luoghi di origine, in parte anche in conseguenza della deportazione?), tutti sono sradicati dai quartieri, strade e piazze che hanno conosciuto ed abitato per tutta una vita. Chiediamo anche per loro una immediata azione e la costruzione di luoghi di incontro, per parlarsi, ballare, fare ginnastica, pregare e di servizi nelle new town. Il settore è di competenza della Provincia: la Presidente deve il più presto possibile fare e fare bene. E se i soldi non ci sono, ce li deve dare la Regione.

Aggiungo come 4 punto di emergenza le attività produttive: il tessuto economico aquilano è fatto di imprese con 5 / 10 dipendenti. Qualcuna 2 o 3, commessi e commesse, artigiani, impiegati nelle Piccole Imprese.

Dopo l’ordinanza truffa per le attività produttive, rischiamo il bis con il bando regionale in scadenza al 15 di questo mese. I soldi vanno a chi ce l’ha, gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani fanno con le loro forze, forze esigue se si considera che prima del terremoto le risorse erano già al lumicino, grazie alla crisi e alle banche locali.

Le banche oggi non supportano le imprese esattamente come prima del sisma. La politica oggi non si cura delle imprese, esattamente come prima del sisma.

Le risorse del bando regionale rischiano di finire tutte in mano a una decina di aziende.

Chiediamo immediatamente ragione di ciò al Presidente Chiodi. Inchiodiamolo alle sue responsabilità e lottiamo affinchè a L’Aquila l’economia abbia delle chanche e perchè nessuna azienda aquilana sia costretta a chiudere a causa dell’ignavia dela politica e dell’incapacità dei nostri amministratori.

Rimando per gli altri problemi economici alle note scritte da Luigi Fabiani su Facebook, che vi invitiamo a leggere.

 

contro chi 2

1 March 2010

“Contro chi?” si riferiva alla manifestazione del 14 febbraio.

Poi c’è stata quella del 21 febbraio “delle chiavi” e ho riflettuto su posizioni diverse:

l’integralista dice “chi non ha impedito questo scempio * o non lo ha almeno denunciato è complice” il realista dice “chi ha negoziato (soprattutto se ha negoziato per sé o per i suoi) mi fa gioco perché, se sono fortunato o ho abbastanza potere contrattuale, negozia anche per me”. Il cittadino dice “Ci sono tali e tante pressioni verso il malaffare e l’interesse privato che qualsiasi amministratore pubblico, se non controllato, sorretto, aiutato si sente un fesso a difendere il bene comune”

Quindi esserci era la risposta giusta, tutto sommato.

 

Oggi ero alla manifestazione “delle carriole”, bellissima, ma verso dove andiamo? Riusciamo in questo modo a far sentire la nostra presenza, anche grazie ai media, ma soprattutto ai nostri rappresentanti locali che, infatti, ci sono e “ci mettono la faccia” … ma sono loro a decidere?

Sembrerebbe che nelle linee guida per la ricostruzione dei centri storici, che in molti stiamo aspettando e che credo interessino tutti perché finalmente avviano un futuro possibile per la nostra città, si preveda un minimo di un anno prima di poter approvare un qualsiasi progetto di ripristino.

Le linee guida sono proposte dall’arch. Fontana e emanate dal presidente Chiodi.

Che non ci considera interlocutori, finora.

Perché un altro anno?

Mi vengono in mente solo spiegazioni pessimistiche: non ci sono i soldi? È meglio utilizzare quei pochi che ci sono per altri appalti lucrosi (macerie)? Non disturbare chi, prefigurando piani di ricostruzione favorevoli, sta acquisendo immobili in città con il meccanismo degli accordi preliminari? Trovare il sistema, in qualità di commissari, per appaltare anche la ricostruzione delle nostre case?

E allora benissimo, presidiamo le macerie, ma facciamoci sentire anche in Regione, dal Commissario delegato che può continuare a fare ordinanze: venga a dirci i tempi previsti con chiarezza, indichi un percorso trasparente e, soprattutto, ci dica quanti soldi ci sono e come li distribuisce.

Forse anche il Commissario delegato andrebbe presidiato.

 

 

 

 

 

 

* Per scempio intendo la scelta scellerata delle new towns berlusco-bertolasiane che, insieme allo sciupio dell’emergenza infinita e del G8, hanno assorbito tutte le risorse; e il contemporaneo abbandono di chi non è rientrato nel megaprogetto nonché della ricostruzione vera e propria.