Per prima cosa l’intolleranza.
30 September 2010Per prima cosa l’intolleranza.
Poi la violenza (verbale).
Poi il maschilismo (soprattutto quello delle donne).
Poi la banalità, la stupidità, il luogo comune.
Poi la politica da bar.
Poi le magliette, le squadre.
Poi la pigrizia, l’incapacità a mettersi sotto, a studiare, a fare sacrifici, senza doverli per forza rivendicare.
Poi l’autoreferenzialità.
Poi la presunzione.
Poi l’individualismo, l’incapacità di fare squadra, la negazione del pensiero plurale.
Poi la logica del "io lo so fare" (!!!!!) acritico.
Poi la miopia dell’IO, l’incapacità alla strategia, alla tattica, per mancanza totale di fiducia negli altri (o per eccesso di fiducia solo in se stessi).
Poi il parlare a vanvera, il vomitare parole, la necessità di esternazione a tutti i costi.
Secondo me questi sono alcuni dei nostri nemici.
Non solo dei nostri, se pensiamo a come è ridotto il nostro Paese, ma sicuramente anche dei nostri.
Superare tutto questo tappeto di handicapp (di becera presunzione) è SOLO una questione culturale.
Vincere o no dipenderà da quanto sapremo cambiare, crescere, studiare e praticare la tolleranza, l’intelligenza, la cultura.
Dipenderà da quanto NOI (è plurale, ricordate) lo vorremo veramente fare.
