e adesso?

14 December 2010

 … adesso avanti, senza fermarsi.

Non siamo di quelli che hanno visto in Fini un salvatore della Patria, nè abbiamo mai sperato che tolto di mezzo Berlusconi fosse risolto il problema.

Sapevamo, sappiamo, che la strada è lunga, perchè è la politica che va riformata, la nostra civiltà, il nostro modo di vivere.

Ma una cosa è sembrata chiara, secondo me: l’intera Nazione è in piazza, e sta dicendo la sua.

Tutti ormai siamo in piazza, e continueremo a dire la nostra.

Magari senza violenza (in realtà sarebbe necessaria), ma con la massima determinazione.

L’atteggiamento del Premier ci sembra quello di un dittatore in declino, abbandonato ed anzi avversato dai propri alleati, che le prova tutte pur di restare in sella.

Manca la violenza per poterlo definire "colpo di stato" (ma la possibilità di compravendere le persone con vil denaro, è la violenza peggiore di tutte).

Adesso aspettiamo per capire come si vorranno regolare gli alleati (vaticano, banche, mafia), che strada vorranno intraprendere.

Però i cittadini, le imrpese, la forze sociali e sindacali, gli studenti, i pensionati, loro già sanno come regolarsi.

L’importante è non perdere di vista l’obiettivo, che è ovviamente la comune necessità di cambiamento drastico nella gestione della cosa pubblica, nella gestione dell’economia, nel modo di fare le regole.

L’importante è guardare indietro la gloriosa italia che aveva il sistema legislativo migliore e più avanzato, che aveva il livello culturale più alto di tutta l’Europa. E che aveva il popolo più democratico e consapevole.

Prima della televisione.

E se non ci sembra abbastanza, l’importante è costruire una nuova società e una nuova economia che riconosca diritto di cittadinanza all’uomo e alla sua cultura, ai suoi tempi, ai suoi bisogni.

E l’importante è accettare con semplicità come compagni di strada anche quanti, nauseati dalla politica immondizia del PDL e di tutti i suoi poteri di sottogoverno e da tutti i lacchè del Principe, convergono verso il comune obiettivo da diversa formazione culturale, filosofica o politica.

Sarà ora anche di rendere giustizia a quelli che, infangati dalla propaganda di regime qualunquista del "tanto sono tutti uguali", non hanno mai rubato, imbrogliato, colluso, ma anche non hanno fatto carriere facili o ottenuto facili posti di lavoro.

Con il "tanto sono tutti uguali" ci hanno fatto credere che non ci fosse una sinistra, che fosse inutile una sinistra, che il pensiero di sinistra fosse un fallimento.

Quello che oggi sta succedendo, in realtà, diventa comprensibile adottando una visione socialista e di critica al capitalismo.

Da domani, da oggi, siamo tutti in piazza con i giovani che vogliono RIPRENDERSI IL FUTURO.

NON C’è PIù TEMPO!!!!!!!!!!!

 (che speranza c’è che il Presidente della Repubblica prenda atto della votazione di oggi e dei cori ignobili che ne sono seguiti?)

 

report

28 March 2010

 Il 21 marzo a L’Aquila è iniziata una nuova era. I cittadini insieme a dialogare, pacatamente, con il desiderio di dire ma anche di ascoltare. Con il bisogno di condividere, di suggerire di partecipare. Con l’intento di agire e non aspettare che altri facciano per loro.

La nuova era della consapevolezza del fallimento del sistema politico amministrativo attuale, la consapevolezza del fallimento del sistema economico assistenziale clientelare.

Le proposte sono piccole, perchè è sulle piccole cose che si deve iniziare a discutere, a testaare la civiltà, la ragionevolezza, la concordia, la collaborazione.

Un nuovo modo di essere cittadini, ma soprattutto un nuovo modo di comunicare ed interagire.

Adesso non perdiamo il filo. 

La nostra città si trasformi in fucina di iniziative e di sperimentazione.

Tutti noi oggi, quelli che c’erano e quelli che avrebbero voluto esserci, e che ci saranno, siamo come bambini che devono imparare a camminare.

Fianco a fianco con civiltà. Fianco a fianco al di là delle diversità.

E giovani, anziani, uomini e donne, professori ed artigiani, commercianti e studenti.

Diversi, evviva, e senza etichette. Cioè, finalmente, tutti uguali.

Mi sono seduta al mio tavolo, conoscevo 2 persone su 10. Non mi sono chiesta chi fossero gli altri (figli di chi, amici di chi, di che partito), non era proprio l’ambiente giusto per queste presupponenti classificazioni.

Non erano neanche "famosi leader" dei comitati. Nessuno di noi lo era.

E forse nel sentirli parlare non si è neanche capito se fossero "di destra" o "di sinistra".

Eravamo dei cittadini in assoluta parità riconosciuta da tutti noi.

E così abbiamo parlato di noi, dei problemi, delle idee, delle proposte. Abbiamo fatto anche un po’di analisi, cercando i punti di condivisione, senza urla, senza atteggiamenti da tifosi, senza preconcetti. Nessuno dinoi ha pensato, neanche per un istante, di avere la verità in tasca.

Quasi guardinghi, ci scambiavamo idee, guardando di sottecchi i nostri colleghi di tavolo, timorosi di dire cazzate, timorosi di ferire o offendere.

Che bello.

Che civiltà.

Non restasse niente delle "carriole", questo sarebbe già tanto.

Ma non credo che non resterà nulla.

I progetti sono già partiti, i gruppi si sono riuniti, si riuniranno ancora. I G.A.S. sono in corso di realizzazione. Collemaggio è stata "sopralluogata".

E la piazza domani sarà di nuovo piena, e di nuovo riusciremo a parlare fra di noi.

Ho voluto contribuire a diffondere il report del s-ost, affinchè si capisca che cosa abbiamo fatto, di che abbiamo parlato, cosa pensiamo di voler fare domani.

Leggetelo.

Un report sintetico, giustamente, e per questo leggibile con poco sforzo.

Lo regalo ai cittadini di tutta italia, da parte di tutti gli aquilani, bruscamente risvegliati dal terremoto. 

Trovate il report nella home del sito www.anno1.org