PROVVEDIMENTI ECONOMICI

25 August 2009

 

Ritengo opportuno riprendere un discorso già avviato nei giorni scorsi relativo ad alcuni interventi urgenti per l’economia. Mi viene lo spunto dalla considerazione che nulla è stato fatto per avviare un vero rilancio dell’economia dei paesi del cratere.

Credo ci si debba muovere in queste direzioni:

1) ZONA FRANCA

Per ottenere i benefici derivanti dall’applicazione della Zona Franca, bisogna concentrarsi su due concetti fondamentali: cosa chiedere e per chi chiedere.

Partirei nell’analisi dal secondo punto: non si può insistere nell’allargamento della Zona Franca a tutta la provincia dell’Aquila perché è un territorio troppo vasto e, soprattutto, perché i danni subiti dall’economia “aquilana” non sono uguali a quelli subiti nelle altre zone della provincia. Gli operatori esterni al cratere hanno avuto ritardi nei pagamenti da parte dei clienti colpiti dal sisma; gli operatori interni al cratere non hanno, per lo più, neanche il posto dove operare: quanti negozi, studi professionali, botteghe artigiane hanno chiuso ed a fatica provano a riaprire. I politici non facciano le solite battaglie inutili tese solo a difendere il proprio bacino elettorale: il problema è molto più grande. L’economia dell’Aquila è ad un bivio: se venisse applicata la Zona Franca per il comune dell’Aquila, ci sarà un futuro, anche migliore al passato ante sisma; se ciò non accadesse L’Aquila è una città morta senza possibilità alcuna di ripartire.

Allora è importante essere determinati su quali agevolazioni chiedere per la Zona Franca: innanzitutto la totale detassazione per un periodo di cinque o dieci anni del reddito prodotto dalle imprese (artigiane, grandi, piccole, etc.), dai professionisti, dai commercianti ed in genere da tutti gli operatori economici del territorio comunale dell’Aquila. Questa richiesta non comporta un esborso diretto da parte dello Stato in quanto si tratterebbe di un minor incasso quantificabile, sulla base di quanto dichiarato dal ministro Tremonti, in circa un miliardo di Euro spalmato in un periodo di cinque anni, posto che il gettito erariale annuale del territorio interessato ammonta in un periodo normale a circa 256 milioni di Euro, e che per gli anni 2009 e 2010, tale gettito potrà si e no arrivare ad un terzo di quello “normale”.

La seconda richiesta dovrebbe essere l’azzeramento degli interessi e delle sanzioni maturate sui debiti iscritti a ruolo (siano essi erariali, contributivi o di imposte comunali, contravvenzioni etc.) e rateizzo della sorte capitale fino a 120 mesi direttamente con Equitalia Gerit S.p.A.; anche qui, nessun esborso, ma un minor incasso per lo Stato peraltro solo in apparenza, in quanto in questo modo le aziende non possono non pagare. Tale intervento peraltro consente alle aziende di poter richiedere il certificato DURC (documento unico di regolarità contributiva) richiesto per partecipare alle gare ed agli appalti pubblici e non solo.

2) FONDI DESTINATI ALLE AZIENDE

In questo caso, l’intervento congiunto di Provincia e Regione dovrebbe favorire tutto il territorio provinciale, aumentando la percentuale dei fondi da destinare alla provincia dell’Aquila e aumentando la percentuale dell’intervento agevolato, ad esempio con finanziamenti in conto capitale fino alla concorrenza dell’80% delle spese ammesse a contribuzione.

Riteniamo inoltre urgente l’attivazione dei PIT sospesi ad aprile: le Aziende beneficerebbero così di una immediata liquidità sui progetti presentati.

 

3) AUMENTO INDISCRIMINATO DEI PREZZI

Se il Sindaco, utilizzando i dati dell’osservatorio sui prezzi al consumo della Camera di Commercio, emettesse un’ordinanza in cui vengono fissati i prezzi massimi di alcuni beni di consumo e delle locazioni, ci sarebbe il presupposto per poi intervenire su chi compie azioni di “sciacallaggio” nei confronti della popolazione, altrimenti, senza questa ordinanza, si è nel campo della libera contrattazione. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe immediatamente effettuare controlli sulla regolarità dei contratti, sulla congruità del contratto sottoscritto con i redditi dichiarati, sia per il locatore che per il locatario (perché non si può sottoscrivere un contratto da 25/30 euro al metro quadrato e poi non dichiarare redditi congrui), sull’emissione di scontrini per la vendita di generi alimentari di prima necessità, arrivati ormai alle stelle.
 

Questi interventi assumono un’importanza fondamentale in considerazione che a gennaio la sospensione del pagamento degli assegni e dei titoli di credito finisce e le aziende si troverebbero, senza aver prodotto alcun reddito, a dover fronteggiare i fornitori, la fine della cassa integrazione per i loro dipendenti, il pagamento di mutui e finanziamenti e le pretese di Equitalia Gerit S.p.A.

L’applicazione, insieme e non alternativamente, di quanto esposto consentirebbe alle aziende di risollevarsi senza dover far ricorso a nuovi debiti per rilanciare la propria attività e agli Enti Pubblici locali (comuni e provincia) di recuperare i dissesti di bilancio applicando eventuali imposte locali di scopo finalizzate, ad esempio, alla copertura dei servizi attualmente offerti (trasporti, smaltimento rifiuti, etc.) che non hanno copertura nel decreto “Abruzzo”.

 

Luigi Fabiani

 

 

… qualcosa si muove …

18 March 2009

 COMUNICATO STAMPA

Venerdi 13 marzo u.s. presso gli Uffici del Gabinetto del Sindaco, alla Sua presenza, le associazioni di categoria CNA, API, Confesercenti, Confcommercio, (anche in rappresentanza dei loro Consorzi di Garanzia), CIDEC , l’Associazione per le buone prassi, l’Osservatorio per le Azioni positive, il Consorzio di Garanzia fidi COOPERFIDI ABRUZZO, hanno affrontato la drammatica situazione delle piccole e medie imprese aquilane, artigiane e commerciali, particolarmente segnate dalla gravissima crisi economica, sotto pressione dalle azioni di riscossione di Equitalia (ex gerit) e abbandonate dal sistema creditizio locale..

Nel corso della riunione sono stati ipotizzati due livelli di azione entrambi urgenti per fronteggiare la situazione:

un livello istituzionale, per ottenere una moratoria di qualche mese nelle azioni di riscossione da parte di Equitalia e degli Istituti di Credito esattori di impegni bancari.

Il livello istituzionale ha il fine di una conciliazione del territorio, mediante incontri serrati con gli attori economici.

I punti essenziali per tale conciliazione emersi nell’incontro sono:

  • una stima certa della situazione dell’indebitamento territoriale sia nei confronti di Equitalia (quanti sono i debiti degli Aquilani? Decine di migliaia o decine di milioni? Quante le azioni coattive, le ipoteche, i fermi amministrativi?), non solo quantitativa, ma anche qualitativa (riscossioni per conto di: Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, etc.), sia nei confronti del sistema del credito;

  • una revisione delle posizioni degli Istituti di credito operanti sul territorio nei confronti del credito alle imprese e ai privati.

Tutto ciò allo scopo di supportare gli attori più deboli (le imprese, ma anche i privati cittadini e le famiglie).

Un secondo livello, che ponga in essere immediatamente le condizioni minime di accesso al credito per la più ampia base numerica possibile, accesso consentito dall’intervento di un fondo di garanzia a capitale misto (Cooperative di Garanzia, Comuni, Provincia) e da un interessamento conseguente del sistema creditizio locale.

 

E’ stato inoltre sottoposta all’attenzione del Sindaco la possibilità di un intervento diretto dell’Amministrazione Comunale dell’Aquila (e di tutti i Comuni della Provincia interessati) che consenta di abbattere di una percentuale consistente la voce “interessi di mora e di aggio” sulle quote dovute per debiti erariali rivenienti alle Tasse di spettanza comunale.

 

Azione che consentirebbe ai cittadini tutti un bel respiro di sollievo.

OSSERVATORIO PER LE AZIONI POSITIVE

L’Aquila, 17 marzo 2009