Questo Natale a L’Aquila

22 December 2009

 

Si sa.
Il Natale, frettolosamente, equivale all’albero e al presepe.
Due simboli pagani che ci accompagnano da quando siamo nati.
Qui, a L’Aquila, stavolta, conteremo pochi alberi: il legno serve ancora a puntellare case, volte affrescate, mura medievali, facciate di chiese e palazzi.
Il presepe, poi, lo abbiamo appena fuori di casa: case precarie, di legno, per i più fortunati, sono state poste nei giardini, all’angolo delle strade, nei campi che nessuno più coltiva, anche per la neve e per il freddo che, qui come altrove, o forse più che altrove, stanno rendendo difficile ed insensato ogni dì.
Natale come segno di rinascita.
Mai come oggi, da Aquilano, lo spero e lo voglio: rinascita non tanto e non solo di una Città martoriata eppur bellissima, ma anche e soprattutto di un modo di vivere e stare insieme all’ombra placida del Gran Sasso. Società, economia, lavoro, case vere e forti, come il nostro animo.
E’ vero, l’aquilano per carattere è un pò chiuso. Sarà colpa dell’essere da millenni circondato da montagne, sarà colpa del dover fare della parsimonia il proprio stile di vita, che è fondamentalmente rurale e pastorale (ve ne sono importanti riflessi nella gastronomia, anche), ma da qualche mese ha imparato il valore della solidarietà, dell’aiuto che si da senza chiedere.
Questo, stavolta, è il Natale a L’Aquila: sobrietà senza lacrime - le abbiamo piante tutte - e con la coscienza di chi, segnato dalla Storia che ama tristemente ripetersi, ancora una volta vuole la dignità che gli appartiene.
Stato, Istituzioni, Gesù Cristo, Babbo Natale: chiunque ascolti, sappia solo che ci sono aquilani che rappresentano la spina dorsale di una volontà concreta di continuare a costruire un domani. Non solo la propria casa, ma soprattutto la propria gente, la propria continuità.
Se questo è il Natale Aquilano anche per Voi, io vi dico Buon Natale.
 
Fabrizio Lazzaro  
 

 

Don Chisciotte o Sancho Panza

9 September 2008

"… In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre, dove regna il "capitale", oggi più spietatamente, riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero? Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro? Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà? Il "potere" è l’immondizia della storia degli umani e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte: siamo i "Grandi della Mancha", Sancho Panza e Don Chisciotte!" (Don Chisciotte di F. Guccini) Il realismo di Sancho Panza o l’ideologia di Don Chisciotte? In ogni caso, vuoi per inseguire un sogno, vuoi per mangiare….. Dove sono i mulini? Luigi