La notte di San Lorenzo

13 August 2009

Lo sfasamento evidente che, denso, ci avvolge, ha in qualche modo reso possibile che la notte di San Lorenzo, con le sue stelle cadenti, si celebri ben tre notti dopo.

Le maree, secondo i più; le ferie degli italiani, secondo altri, si agiterebbero dietro il boicottaggio.

A me non importa, anzi, quest’anno mi viene comodo guardare il cielo in differita, per motivi alieni al “pezzo” che sto buttando giù, che quindi ometto.

Tutti col naso all’insù!

Dai!

Alla stella cadente (che cada lontana, per carità) affidiamo i nostri desideri.

I miei, stavolta, sono molto pratici e strettamente aquilani.

Per esempio:

una viabilità migliore;

una viabilità che tenga conto della attuale inesistenza del centro storico;

una viabilità che tenga conto della futura forzata inesistenza del centro storico per un certo periodo;

una viabilità che tenga conto che molti aquilani vivono sulla costa;

una viabilità che tenga conto dei mezzi da lavoro (pesanti e non);

una viabilità che realizzi la necessità di star vicini, realmente, a Roma, dove molti di noi vivono;

una ferrovia (la nostra evoca i Playmobil, se si scrive così) per Roma e non solo;

una proroga significativa allo stop ai pagamenti di rate e mutui, che a fine mese ci attendono tutti;

una Zona Franca vera, reale, che aiuti l’economia, assorbendo il punto che precede;

degli uffici centrali veri, rispettosi di chi ci lavora e degli utenti;

idem per ospedali e zone di accoglienza;

rispetto e amore per la disabilità, per i più piccoli e per i più anziani.

L’elenco è aperto.

A chi crede che divulgare il desiderio espresso alla Stella significhi renderlo vano, dico che oggi è 11 e che “esprimerò” e non “ho espresso” i desideri che ho scritto e vorrei vedere realizzati.

Per una città migliore, bella come e più di prima, vivibile, vera e allegra.

Ultimo desiderio: imparerà la Protezione Civile che “a L’Aquila” si scrive, appunto, “a L’Aquila” e non “all’Aquila” come – ahimè – compare in questi giorni, per il censimento, sulla stampa e sulla cartellonistica?

Tutti col naso all’insù!

Dai!

Fabrizio Lazzaro