report
28 March 2010Il 21 marzo a L’Aquila è iniziata una nuova era. I cittadini insieme a dialogare, pacatamente, con il desiderio di dire ma anche di ascoltare. Con il bisogno di condividere, di suggerire di partecipare. Con l’intento di agire e non aspettare che altri facciano per loro.
La nuova era della consapevolezza del fallimento del sistema politico amministrativo attuale, la consapevolezza del fallimento del sistema economico assistenziale clientelare.
Le proposte sono piccole, perchè è sulle piccole cose che si deve iniziare a discutere, a testaare la civiltà, la ragionevolezza, la concordia, la collaborazione.
Un nuovo modo di essere cittadini, ma soprattutto un nuovo modo di comunicare ed interagire.
Adesso non perdiamo il filo.
La nostra città si trasformi in fucina di iniziative e di sperimentazione.
Tutti noi oggi, quelli che c’erano e quelli che avrebbero voluto esserci, e che ci saranno, siamo come bambini che devono imparare a camminare.
Fianco a fianco con civiltà. Fianco a fianco al di là delle diversità.
E giovani, anziani, uomini e donne, professori ed artigiani, commercianti e studenti.
Diversi, evviva, e senza etichette. Cioè, finalmente, tutti uguali.
Mi sono seduta al mio tavolo, conoscevo 2 persone su 10. Non mi sono chiesta chi fossero gli altri (figli di chi, amici di chi, di che partito), non era proprio l’ambiente giusto per queste presupponenti classificazioni.
Non erano neanche "famosi leader" dei comitati. Nessuno di noi lo era.
E forse nel sentirli parlare non si è neanche capito se fossero "di destra" o "di sinistra".
Eravamo dei cittadini in assoluta parità riconosciuta da tutti noi.
E così abbiamo parlato di noi, dei problemi, delle idee, delle proposte. Abbiamo fatto anche un po’di analisi, cercando i punti di condivisione, senza urla, senza atteggiamenti da tifosi, senza preconcetti. Nessuno dinoi ha pensato, neanche per un istante, di avere la verità in tasca.
Quasi guardinghi, ci scambiavamo idee, guardando di sottecchi i nostri colleghi di tavolo, timorosi di dire cazzate, timorosi di ferire o offendere.
Che bello.
Che civiltà.
Non restasse niente delle "carriole", questo sarebbe già tanto.
Ma non credo che non resterà nulla.
I progetti sono già partiti, i gruppi si sono riuniti, si riuniranno ancora. I G.A.S. sono in corso di realizzazione. Collemaggio è stata "sopralluogata".
E la piazza domani sarà di nuovo piena, e di nuovo riusciremo a parlare fra di noi.
Ho voluto contribuire a diffondere il report del s-ost, affinchè si capisca che cosa abbiamo fatto, di che abbiamo parlato, cosa pensiamo di voler fare domani.
Leggetelo.
Un report sintetico, giustamente, e per questo leggibile con poco sforzo.
Lo regalo ai cittadini di tutta italia, da parte di tutti gli aquilani, bruscamente risvegliati dal terremoto.
Trovate il report nella home del sito www.anno1.org
