a me piacerebbe

1 February 2011

a me piacerebbe, il 13 febbraio, fare anche a l’aquila una bella manifestazione di donne.

le donne del terremoto.
le donne del dopo terremoto
le donne della partecipazione
le donne dei nuclei familiari "accorpati" 
le donne dei traslochi e dei recuperi
le donne dei lutti e della speranza
le donne che lavorano e si fanno in quattro
le donne dei figli sbandati senza una città
le donne dei genitori anziani stanchi e storditi
le donne che non lavorano più
le donne "scoppiate" dei matrimoni rovinati
le donne artigiane che hanno chiuso le botteghe
le donne massaie in 30 metri quadri
le donne dei banchetti delle firme per la legge per l’Aquila
le donne delle riunioni in piazza
le donne sfollate ed esiliate, o peggio con la famiglia smembrata
le donne che hanno dovuto "difendere" i propri posti di lavoro
le donne che hanno difeso le ricchezze della nostra città: le scuole, l’Università, gli Uffici Pubblici Territoriali
le donne della solidarietà e dell’ascolto
le donne che hanno dovuto imparare a spiare negli occhi dei nostri ragazzi le conseguenze del terremoto
le donne che hanno pianto per la fatica nelle tende, negli alberghi, nelle C.A.S.E.
le donne che piangono ricordando quella notte
le donne che piangono la "fortuna di essere vive"
le donne che sanno che non si può restare isolati a parlare sempre solo di sè stessi: le donne che sanno che è una lotta comune, la nostra, una lotta Italiana.
 
Una manifestazione che, nella ricorrenza delle carriole, dia un segnale di lotta comune, non solo locale.
 
Una manifestazione che ribadisca che i nostri problemi sono gli stessi di tutti gli italiani, veramente, solo amplificati dalla situazione di disagio e di perdita di punti di riferimento.
 
Una manifestazione che "superi" le mura crollate della nostra città, e ci consenta di dare la mano alle donne di tutta l’Italia.
 
Se non ora, quando?
 
Francesca

PROVIAMO A SPIEGARCI

16 May 2010

E’ già da qualche tempo che l’assemblea cittadina sta riflettendo su quello che potrebbe rivelarsi il secondo terremoto per la città dell’Aquila: il problema economico, in senso lato, includendovi gli aspetti finanziari, tributari e fiscali, dell’occupazione e del mercato.

Riflettendo sullo “status quo” e su quello che dovrebbe succedere dopo il 30 giugno, ultimo giorno di sospensione degli adempimenti fiscali, si è aperto un valido dibattito, anche con pubblicazioni sui giornali locali e sui blog, a cui ha partecipato l’intera assemblea, demandando ad un tavolo apposito lo svisceramento del problema, ma anche organi esterni all’assemblea quali Mons. Molinari, il dott. Bazzucchi, ricercatore del CRESA, il dott. Ettore Perrotti, presidente dei giovani commercialisti, Luigi Fabiani, tributarista, l’assessore Roberto Riga ed altri, a dimostrazione dell’importanza del problema e dell’impellenza di trovarvi soluzione.

In parte, l’approvazione dell’istituzione della Zona Franca Urbana da parte del CIPE, alleggerisce gli effetti del problema almeno nel suo aspetto fiscale, ma ne sospendiamo il giudizio in attesa del regolamento attuativo e della definitiva consacrazione.

Restano in piedi alcuni grossi aspetti, alcuni corollari alle tasse altri autonomi, che riguardano tutti i cittadini aquilani. L’assemblea ne ha evidenziato alcuni ritenuti più importanti per la loro portata e per l’impatto che potrebbero avere sulla città che viene da un anno ad economia ridotta, ed ha stilato la seguente

PIATTAFORMA DI RICHIESTE

1) Detassazione e decontribuzione dei redditi dei residenti nel cratere e successiva restituzione in dieci anni al 100% senza maturazione d’interessi (questa parte potrebbe essere in parte soddisfatta dall’introduzione della Zona Franca, a condizione che quest’ultima preveda una pari dignità di agevolazioni per le imprese di nuova istituzione e per quelle esistenti al 6 aprile 2009, una pari dignità per i nuovi assunti e per quelli che già lavoravano ante sisma, in uno che non crei una scorretta concorrenza interna a favore delle nuove aziende e a discapito delle già martoriate aziende pre-esistenti e che sia estesa anche ai pensionati, ai lavoratori dipendenti siano essi di aziende pubbliche che private, ai professionisti, agli artigiani, ai commercianti ed alle piccole imprese.)

2) Congelamento per cinque anni (senza maturazione d’interessi o sanzioni) delle imposte e dei contributi iscritti a ruolo (Equitalia) a qualsiasi titolo e pagamento nei successivi 10 anni al 100% delle somme iscritte antecedentemente al 6 aprile 2009 (questo aspetto, assolutamente non previsto da nessuna normativa, sarà il più impattante e doloroso per molti operatori economici dell’Aquila ed anche per tutti coloro che hanno iscritte a ruolo cartelle a vario titolo – ICI, TOSAP, TARSU, Contravvenzioni, INPS, INAIL, Imposte e tasse, Contributi ai Consorzi di Bonifica, etc. – ai quali gli agenti riscossori di Equitalia cercheranno di recuperare, a volte con strumenti coercitivi quali il fermo amministrativo o l’ipoteca sugli immobili, somme che pare assommino a decine di milioni di euro – sarebbe opportuno che qualcuno ci dicesse quanti sono.)

3) Cancellazione delle iscrizioni nelle banche dati interbancarie (CRIF, CRIC, CAI, Centrale Rischi Banca d’Italia, etc.) delle segnalazioni successive al 6 aprile 2009 e cancellazione dei protesti dal registro delle CCIAA (questo problema, sorto a seguito dell’impossibilità di poter pagare in mancanza di alcun reddito, crea un problema diretto – impossibilità di accedere al credito per riattivare l’azienda – ed uno indiretto –essere inseriti in banche dati che poi vengono conservate per anni e che vengono utilizzate nella valutazione commerciale dell’azienda, anche dopo aver regolarizzato la posizione.) 

4) Congelamento dei mutui immobiliari fino alla data di riutilizzo del bene (è oltremodo immorale pagare le rate di un mutuo immobiliare garantito da un immobile non utilizzabile e, in alcuni casi, a tutt’oggi con futuro incerto in relazione alla sua riparazione, ricostruzione o demolizione, sempre in considerazione del fatto che molti operatori non hanno un reddito per poter pagare e non dimenticando che spesso il sistema bancario ha fatto ricorso al mutuo garantito da ipoteca per “chiudere” posizioni commerciali, ovvero per acquisire una garanzia reale a fronte di debiti aziendali.)

5) Congelamento di finanziamenti, prestiti, mutui chirografari e castelletti commerciali di ogni tipo fino ad un massimo di 5 anni con possibilità di rinegoziazione proposta da entrambi i contraenti (non unilateralmente da parte delle Banche)( è corollario di quanto detto per i mutui immobiliari ma inserendo anche le società finanziarie, le società di leasing e gli operatori finanziari che a vario titolo ruotano intorno alle aziende. Questo problema, come anche il precedente, deve essere portato all’attenzione del Prefetto in quanto responsabile dell’Osservatorio anti usura e del credito, altrimenti scoppierebbe una piaga che solo in parte a L’Aquila è contenuta.)

6) Creazione di un “confidi di stato” (FINTECNA) per agevolare l’accesso al credito (è il logico ultimo passo per consentire alle aziende di poter accedere al credito ed autofinanziarsi per ripartire, con una forma di prestito garantito da soggetto esterno in una percentuale dell’80%, sulla base di un business plane e di una capacità restituiva congrua.)

7) Sospensione per 5 anni del versamento dei contributi INPS e loro accreditamento figurativo, con restituzione nei successivi 10 anni senza maturazione di interessi o sanzioni e con rilascio del DURC per chi sottoscrive il piano (questo aspetto, delicato per alcune aziende, consentirebbe di poter pianificare il versamento dei contributi che non dovessero godere delle eventuali agevolazioni previste dalla Zona Franca: si pensi al paradosso per cui le nuove assunzioni godrebbero dell’esonero del versamento dei contributi, e le aziende che, nonostante il terremoto, non hanno licenziato i propri dipendenti, si vedrebbero costrette a pagare tutto!)

8) Normativa comunale sugli affitti e le locazioni (questo aspetto è necessario in quanto gli operatori economici hanno grosse difficoltà a trovare locali con affitti “normali” per cui, pur di ripartire, stanno pagando canoni molto più alti di quanto pagassero prima ed inoltre è in aperto contrasto con lo spirito della Zona Franca, perché i nuovi investitori non hanno l’anello al naso: chi pagherebbe capannoni  o locali commerciali ad un prezzo superiore ai 10 euro/mq? Basterebbe che il Comune, sulla base dei dati rilevati dall’Osservatorio dei prezzi presso la C.C.I.A.A. dell’Aquila nel trimestre precedente il sisma, emanasse una normativa.)

9) Sospensione della riscossone da parte del Comune dei tributi locali (dando l’esempio il Comune, non solo non perderebbe il credito, ma avrebbe la certezza della riscossione in un periodo più lungo: cinque anni di congelamento e riscossione, certa, nei successivi dieci anni.)

10) Rivisitazione e modifica del correttivo territoriale degli Studi di Settore (l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di rettificare il parametro del Cluster territoriale degli Studi di Settore e quindi rendere più veritiera la situazione economica dei paesi del “cratere”, senza dover obbligare i contribuenti a strane cabale per far capire che non c’è un soldo.)

11) Censimento dei disoccupati, inoccupati e posizioni precarie o soggetti che godono di ammortizzatori sociali temporanei (è necessario sapere l’effettiva consistenza della situazione occupazionale della città dell’Aquila, oltre i dati aggregati, per capire cosa è successo ai cittadini a seguito del terremoto: chi ha smesso di lavorare come dipendente ed ha aperto un’attività, chi se ne è andato, chi è riuscito a “riciclarsi” magari nell’edilizia, etc.)

Alla luce di quanto sopra,l’assemblea ha deciso di aprire uno sportello informativo dove vengono raccolte le firme sulla piattaforma di richieste, ma dove vengono anche raccolti, nel rispetto della privacy, i dati e le problematiche, e laddove opportuno, attivate forme di tutela collettiva dei diritti. Lo sportello sarà di volta in volta nei nuovi quartieri e raccoglierà le firma anche in alcuni punti vendita che verranno comunicati.

Per martedì 25 maggio stiamo organizzando un incontro con il Prefetto, il direttore dell’INPS, dell’INAIL, dell’Agenzia delle Entrate, di Equitalia, dell’ABI, della CCIAA dell’Aquila, con il Sindaco, il Presidente della Provincia e della Regione. Speriamo anche con il ministro Tremonti.

Per giugno si sta organizzando una grossa mobilitazione a Roma per difendere i nostri diritti.

Queste richieste possono essere estese a tutto il “cratere”, al contrario della Zona Franca che prevede i suoi benefici solo al territorio del Comune dell’Aquila, sbattendo la porta in faccia ai nuclei industriali di S. Demetrio, Fossa, Poggio Picenze, Scoppito ed a tutti gli abitanti e gli operatori commerciali dei comuni limitrofi all’Aquila, che hanno subito, quanto noi, il terremoto.

Come si può vedere, non si chiede elemosina o stravolgimenti dello stato di diritto, ma una moratoria di cinque anni, necessari per ripartire autofinanziandoci e senza far perdere allo Stato, agli Enti ed alle Banche nessun credito, ma solo posticipandone la riscossione; riscossione che oggi sarebbe mortale per l’economia locale e, a conti fatti, esigua per i creditori per mancanza di materia prima: i soldi. 

Luigi Fabiani

 

report

28 March 2010

 Il 21 marzo a L’Aquila è iniziata una nuova era. I cittadini insieme a dialogare, pacatamente, con il desiderio di dire ma anche di ascoltare. Con il bisogno di condividere, di suggerire di partecipare. Con l’intento di agire e non aspettare che altri facciano per loro.

La nuova era della consapevolezza del fallimento del sistema politico amministrativo attuale, la consapevolezza del fallimento del sistema economico assistenziale clientelare.

Le proposte sono piccole, perchè è sulle piccole cose che si deve iniziare a discutere, a testaare la civiltà, la ragionevolezza, la concordia, la collaborazione.

Un nuovo modo di essere cittadini, ma soprattutto un nuovo modo di comunicare ed interagire.

Adesso non perdiamo il filo. 

La nostra città si trasformi in fucina di iniziative e di sperimentazione.

Tutti noi oggi, quelli che c’erano e quelli che avrebbero voluto esserci, e che ci saranno, siamo come bambini che devono imparare a camminare.

Fianco a fianco con civiltà. Fianco a fianco al di là delle diversità.

E giovani, anziani, uomini e donne, professori ed artigiani, commercianti e studenti.

Diversi, evviva, e senza etichette. Cioè, finalmente, tutti uguali.

Mi sono seduta al mio tavolo, conoscevo 2 persone su 10. Non mi sono chiesta chi fossero gli altri (figli di chi, amici di chi, di che partito), non era proprio l’ambiente giusto per queste presupponenti classificazioni.

Non erano neanche "famosi leader" dei comitati. Nessuno di noi lo era.

E forse nel sentirli parlare non si è neanche capito se fossero "di destra" o "di sinistra".

Eravamo dei cittadini in assoluta parità riconosciuta da tutti noi.

E così abbiamo parlato di noi, dei problemi, delle idee, delle proposte. Abbiamo fatto anche un po’di analisi, cercando i punti di condivisione, senza urla, senza atteggiamenti da tifosi, senza preconcetti. Nessuno dinoi ha pensato, neanche per un istante, di avere la verità in tasca.

Quasi guardinghi, ci scambiavamo idee, guardando di sottecchi i nostri colleghi di tavolo, timorosi di dire cazzate, timorosi di ferire o offendere.

Che bello.

Che civiltà.

Non restasse niente delle "carriole", questo sarebbe già tanto.

Ma non credo che non resterà nulla.

I progetti sono già partiti, i gruppi si sono riuniti, si riuniranno ancora. I G.A.S. sono in corso di realizzazione. Collemaggio è stata "sopralluogata".

E la piazza domani sarà di nuovo piena, e di nuovo riusciremo a parlare fra di noi.

Ho voluto contribuire a diffondere il report del s-ost, affinchè si capisca che cosa abbiamo fatto, di che abbiamo parlato, cosa pensiamo di voler fare domani.

Leggetelo.

Un report sintetico, giustamente, e per questo leggibile con poco sforzo.

Lo regalo ai cittadini di tutta italia, da parte di tutti gli aquilani, bruscamente risvegliati dal terremoto. 

Trovate il report nella home del sito www.anno1.org