L’Aquila che vuole essere ma non è …
12 April 2010
(foto: Valeriano Salve)
Ho letto il post di Francesca che offre degli spunti interessanti ma da un punto di vista molto diverso, non solo per la mia formazione professionale ma anche per le mie visioni politiche …
Penso che sia fuori discussione che tutti noi che non abbiamo abbandonato l’Aquila dopo il 6 Aprile la rivogliamo al più presto per godere dei Lei - riavere il senso di appartenenza e frequentare (almeno alcuni) di quei luoghi testimoni delle nostre stravaganze di gioventù, i posti dove io personalmente amavo passeggiare anche da solo, osservare le persone ed impregnarmi della città.
Riaverla richiede tanto lavoro ed una guida politica che sappia (e voglia) rompere con il passato. Ma questo è più facile a dirsi che a farsi.
Perché io non penso che un consiglio comunale sotto le tende, o gli strilli di contestatori siano il segno della democrazia - non oggi.
La forza che a noi serve può venire dalla visibilità che i nostri leader possono e devono avere nella rete che oggi raccoglie solo i lamenti inutili di molti a cui nulla va bene.
Il problema è che loro (i politici) non ne capiscono nulla e sembrano poco interessati a cambiare il come si fanno le cose.
Intendiamoci, qui gli interessi in gioco sono giganteschi, ma noi come Aquilani possiamo fare la voce grossa se qualcuno ci rappresenta veramente.
Faccio un esempio:
Vai su Google e fai una ricerca per:
- Massimo Cialente
- Stefania Pezzopane
- Sante J. Achille
Ecco cosa viene fuori:
Massimo Cialente: 64.100 risultati

Stefania Pezzopane: 297.000 risultati

Sante J. Achille: 459.000 risultati

Questi numeri sono soggetti a continue fluttuazioni per motivi che esulano dalla nostra discussione - qui quello che è importante capire (secondo me) è che chi ci rappresenta (e ci ha rappresentato) non sono nessuno nella rete - hanno quella che ho definito in aula con i ragazzi del corso dove insegno all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila una impronta digitale nulla.
Scorrendo i risultati delle ricerche precedenti si vede come nessuno dei due (Cialente/Pezzopane) hanno un sito personalizzato - la sig.ra Stefania ha il sito della campagna elettorale - il Sindaco probabilmente ne attiverà uno quando il suo mandato sta per scadere dove verranno pubblicate le solite s”£?^)§e sulle cose fatte e quel che si vuol fare …
Una presenza Politica stabile e curata ricca di contenuti è indispensabile per l’Aquila
Se non sei in rete oggi non esisti - l’aquila oggi non c’è perché nessuno che la rappresenta è presente. punto.
Il blog di un sindaco, spinto dalla forza di migliaia di cittadini con il loro “effetto megafono” può portare alla ribalta nazionale fatti, avvenimenti, ed informazioni che altrimenti rimangono lettera morta nelle tende o tra le mura di una sede provvisoria.
Il territorio esprime la sua volontà di partecipare e di ricostruire, ma va fatto creando una discontinuità con il passato così come il terremoto ha interrotto le nostre vite.
Ma questo viene ad un prezzo, ha un costo elevato e significa mettersi in gioco - la politica locale se la sente di mettersi in gioco e guidare attivamente gli Aquilani?
I mezzi ed il know how è qui, all’Aquila basta andarlo a cercare, fuori dalla corte dove bivaccano i soliti soggetti pronti a fare i propri interessi all’ombra della disinformazione e dell’ignoranza.

Secondo me hai ragione su tutto. Ma bisogna fare una precisazione.
Fin da maggio 2009, inizialmente convinti anche noi della necessità di fare squadra (anche tu sei intervenuto su questo, ti ricordi?), ci siamo presentati a palazzo per convincere il sindaco e tanti altri a creare una immediata e efficiente presenza fra la gente, fisica e in rete, gratis, a pagamento, come voleva, anche perchè noi vedevamo quello che oggi gli altri (finalmente?)vedono: così non si può andare avanti, l’aquila sarebbe (è) rimasta sola.
E non solo noi: molti comitati di cittadini hanno offerto professionalità e lavoro materiale oltre che competenze per ragionare insieme ed insieme ricostruire, nel cambiamento che tutti auspicavamo.
La risposta è stata sempre la stessa. Bello, si hai ragione, ma …… Ma loro nel palazzo, loro mai al nostro fianco, loro tra l’altro soli, ma soli per scelta.
Il percorso dalla proposta alla protesta lo ha deciso chi ci ha governato.
Credimi, adesso è indispensabile scendere in piazza e pretendere i consigli comunali sotto la tenda: siamo di fronte all’incapacità più totale della nostra classe politica, siamo in balia delle cupole di affari. Dobbiamo strillare forte, porre in essere tutte le azioni possibili per vigilare, stimolare e pretendere che la nostra città non perda questa ultima occasione.
E tra l’altro in piazza non si fa solo caciara: stiamo tutti lavorando, e ti aspettiamo, perchè anche tu puoi fare molto. Vai a vedere www.anno1.org lì c’è quello che stanno facendo i cittadini. Ma anche loro si devono dotare di comunicazione forte: la facciamo noi?