La città futura
14 Febbraio 2008Questo è un momento difficile per tutti, in Italia e altrove. Comunque, c’è chi va meglio e chi sta peggio. Secondo noi, all’Aquila le cose stanno andando meno bene che altrove, meno bene di come, nonostante le difficoltà generali, potrebbero muoversi. Il problema principale non è quello delle cose di tutti i giorni. Disoccupazione, carovita, disservizi, malfunzionamenti, sprechi, diseguaglianze: queste sono cose che pesano tanto. Sono cose, però, che condividiamo con innumerevoli altre realtà e che non dipendono solo dalle volontà locali. Molte di queste cose resteranno a lungo irrisolte, sopra tutto perché poco si può fare, dopo le rovinose dissennatezze di precedenti stagioni politiche. Insomma, dobbiamo farcene una ragione: per ora, per cavarsela giorno dopo giorno, occorre che ognuno seguiti a arrangiarsi per proprio conto! Ma, attenzione: se è quasi del tutto impossibile governare il presente, nessuno può impedirci di progettare il futuro. Il problema del futuro! È questo il problema dei problemi: se non sappiamo dove stiamo andando e perché ci stiamo andando, che senso ha lo sbattersi quotidiano per noi stessi e per i nostri figli? La nostra comunità, ormai da troppo tempo, ha perduto coscienza della propria identità e della propria funzione, da troppo tempo rincorre e subisce scelte che la danneggiano, non la fanno prosperare e l’avviliscono. Ciò accade perché non ci siamo fatta un’idea di quale "potrà" essere il nostro futuro, perché non ci siamo dato un progetto per fissare quale "dovrà" essere il nostro futuro. Cosí come stanno le cose, siamo semplicemente "senza" futuro. Siamo ridotti a una comunità senza idee e senza scopo, che ha abbandonato se stessa e il territorio nelle mani di banchieri, affaristi e speculatori senz’ombra di scrupoli. Facciamo qualcosa, prima che questa condizione comatosa ci avvii verso il nostro irreparabile suicidio comunitario! Lanciare segnali d’allarme e poi restare a guardare la casa che brucia è una stupidaggine che non ci interessa. Perciò, abbiamo voluto aprire questo laboratorio telematico: per tentare di risvegliare le nostre coscienze addormentate, per avviare un ampio confronto di idee, per sviluppare una riflessione collettiva, per far nascere argomenti e impulsi capaci di trasformare L’AQUILA CITTÀ FUTURA da testata di un effimero salotto telematico a titolo di un progetto concreto e serio, non velleitario, per l’avvenire dell’intero territorio comunale.

un articolo molto ben scritto ,ma la cosa brutta è che siamo veramente in questa situazione qui a L’Aquila.Finchè va così ci arrangiamo come possiamo e, io credo di parlare a nome di molti aquilani,dobbiamo prendere provvedienti.La verità vera è che tutti parliamo e nessuno mette in atto questi problemi comuni di tutti i giorni.
Salve a tutti, sopratutto alla redazione. Mi sono imbattuto in questo blog semplicemente perchè da cittadino aquilano cercavo qualche spazio sul web dove “incontrare” altri aquilani. Per questo motivo non posso far altro che complimentarmi per l’idea avuta di mettere a disposizione questo spazio!
Complimenti anche per l’articolo…anche se purtroppo lascia trasparire la reale situazione aquilana. E dico purtroppo per riflettere le mie emozioni ogni volta che leggo queste “verità”, che la città è chiusa, che ha un tasso di crescita pari (sotto?) a zero e che non offre quasi alcuna possibilità non solo ai giovani, ma a chiunque cerchi qualsiasi cosa!
Ogni volta che mi trovo a parlare dello sviluppo dell’Aquila e del circondario faccio sempre questa domanda al mio interlocutore: “Ricordi qual’è stata l’ultima azienda medio/grande ad aprire all’Aquila ed a offrire un buon numero di posti di lavoro? Io no…e ho 25 anni…”