arrivati al traguardo con un doppio risultato

12 May 2011

 www.anno1.org


La legge di iniziativa popolare per la ricostruzione dell’Aquila e la messa in sicurezza dei territori ha già raggiunto uno storico traguardo: il suo testo sarà discusso in Parlamento, e non era mai accaduto prima. 

A pochi giorni dalla scadenza dei sei mesi di campagna di raccolta firme a L’Aquila e in Italia il Comitato Promotore ha raggiunto la cifra di oltre 40.000 firme regolarmente certificate. Altre migliaia stanno continuando ad arrivare e, in questa settimana, si cercherà di certificarle tutte. 

Intanto, il testo integrale, così come sottoscritto da decine di migliaia di cittadine e cittadini, è già all’esame della Commissione Ambiente e Territorio della Camera dei Deputati ed è stato già sottoscritto da 220 deputati di diversi partiti politici. 

Questo risultato storico è stato raggiunto grazie alla straordinaria mobilitazione di tanti singoli cittadini, associazioni, comitati, forze sociali e culturali dell’Aquila, del cratere e dell’Italia intera che in questi mesi hanno lavorato con mille difficoltà senza sosta, senza il decisivo apporto delle grandi organizzazioni partitiche e sindacali nazionali. 

Sappiamo che questa legge è una necessità fondamentale e non più rimandabile per immaginare un futuro nel nostro territorio, ma siamo anche consapevoli dell’importanza per tutto il territorio nazionale

Se abbiamo raggiunto questo storico traguardo lo dobbiamo a tutte e tutti coloro i quali ci hanno fortemente creduto da subito; anche contro un fortissimo scetticismo, anche a L’Aquila. Molti non si sono neanche avvicinati ai banchetti della raccolta firma perché pensavano fosse una legge “di parte” beh, avevano ragione, era, è e sarà di parte: dalla parte dell’Aquila e dei comuni colpiti dal territorio, dalla parte di tutti i territori colpiti da catastrofi naturali, a partire da quelli della costa teramana e marchigiana, ed i comuni alluvionati del Veneto.

 

In Commissione Ambiente e Territorio della Camera sono attualemente in esame tre testi di legge: quello integrale della proposta di legge di iniziativa popolare ed altri due presentati, rispettivamente dall’Udc e dai Radicali Italiani che comunque si ricollegano al nostro testo-base. 

Da metà marzo in avanti sono stati ascoltati nelle audizioni alla Camera i rappresentanti degli Enti locali (Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell’Aquila e comuni del cratere), i rappresentanti della regione Umbria e della regione Marche, la Protezione Civile, il Comitato promotore, gli ordini professionali dei tecnici impegnati nella ricostruzione, associazioni di categoria e tutti hanno concordato sulla necessità di una legge organica per la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni colpiti dal terremoto che dia una linea guida per tutte le catastrofi naturali che dovessero verificarsi sul territori. 

Tra i punti chiave del testo, si ricordano norme certe al posto di quelle fissate con le ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri o della Struttura Commisariale, fondi certi attraverso un flusso costante nel tempo anche con l’istituzione di una tassa di scopo, poteri reali agli enti locali anziché a commissari, misure per il rilancio economico e sociale del territorio. Tra le misure di interesse nazionale, l’istituzione del “Fondo permanente catastrofi”, cui attingere in caso di spese per fronteggiare emergenze ambientali, e misure di prevenzione ed educazione ambientale.

Ora il testo dovrà affrontare l’esame del Parlamento e la nostra battaglia si sposterà nella sede deputata a farla questa legge, che chiediamo a gran voce da oltre un anno. I deputati che già ne hanno sottoscritto il testo rappresentano quasi diciotto milioni di elettori, in tutta Italia. Questo è un dato, oggettivo, di assoluta rilevanza.



Oggi chiediamo un incontro urgente  con il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini per consegnare le decine di migliaia di firme che rappresentano la volontà di tanti cittadini italiani e di un intero territorio.

Domenica 15 maggio saremo di nuovo in Piazza Duomo per leggere e discutere del nostro testo di legge e per iniziare insieme un percorso nuovo, non meno importante di quello appena concluso. Perché, ad esempio, dal prossimo novembre inizierà il pagamento dei sospesi 2011 in un’unica soluzione, ultimo rimasuglio di piccole microscopiche facilitazioni concesse ai terremotati dell’aquila, che stanno già pagando tutto. La soluzione è già inserita organicamente nella nostra proposta di legge. 

Anche per questo deve diventare legge più velocemente possibile.



Un ringraziamento particolare va ai tanti volontari che a L’Aquila come in ogni parte d’Italia hanno dato vita in questi mesi a questa straordinaria esperienza di partecipazione civica. 
Comitato Promotore 
Legge di solidarietà nazionale per i territori colpiti da disastri naturali
 

 
www.anno1.org
Spazi Aperti per una Agenda Aquilana

donna, imprenditore e madre : no, niente commissario

9 March 2011

 Siamo sicuri che L’Aquila si possa permettere le dimissioni del Sindaco? Siamo sicuri che il nostro futuro si possa basare su un nuovo Commissario?

Caro Sindaco, non te ne devi andare.

Semmai devi cominciare a pretendere, pretendere aiuto, attenzione, sostegno.

Pretendere di poter governare questa nostra martoriata città, senza dover mediare qualsiasi decisione con i gruppi di pressione.

Pretendere che se ne vadano, che si dimettano, quei consiglieri che remano contro, che hanno sempre remato contro.

Tutti i poteri minuscoli, le faccendine sporche, le lobbyne, le risibili conventicole di una città pettegola, che non ha la dignità di dire basta: basta a chi continua a creare problemi, basta ai funzionari incapaci e inspiegabilmente inamovibili, basta ai costruttori padroni della città, basta ai giochi sporchi di chi non sa o non vuole giocare onestamente.

Le donne, in questa giornata di lotta per i diritti, di lotta per il futuro, scendono in piazza a L’Aquila per chiederti di non confermare le tue dimissionie per dire definitivamente BASTA!!!

Basta alle cene "elettorali" che già si stanno facendo da un po’.

Basta alla inspiegabile impossibilità di chiudere un solo progetto, una sola azione.

Basta a chi manovra nell’ombra contro la decisione di unificare le municipalizzate, di qualunque partito sia.

Basta a chi appoggia e ha sempre appoggiato i maghi delle O.P.C.M. che passo dopo passo hanno delegittimato i poteri locali, che non ascoltano le nostre richeste, che non risolvono i nostri problemi.

E basta con l’abitudine degli aquilani di stare a guardare solo per criticare.

La città ha bisogno di pulizia, di onestà, di chiarezza.

La città ha bisogno della stabilità per risollevarsi, ha bisogno che vengano disvelate le manovre politiche, partitiche o anche lobbystiche.

La città deve riprendere ad andare verso il domani.

E tutto questo non saarà possibile con quello che ci riserva il regime commissariale.

Tutto questo non sarà possibile se te ne vai.

A L’Aquila, come dicono in molti, è iniziato un percorso importante. Molti cittadini si sono resi finalmente partecipi della vita pubblica, hanno manifestato la ferma volontà di non arrendersi, di non andarsene dalla città.

In molti si sono riavvicinati alla politica, alla ponderata attenzione per la vita sociale e politica della città.

Ma sono ancora pochi.

Il percorso appena iniziato rischia di morire.

La seconda fase del percorso oggi, più silenziosa, più riservata, si svolge nei gruppi, è fatta di riunioni e considerazioni, analisi e anche elaboraizoni di programmi politici.

Questa porterà alla nuova clase politica. Ma non domani. 

Domani vincerebbero "quegli altri", semplicemente quelli che non governavano, che non hanno colpa di niente.

 

 

DECRETO MILLEBALLE

30 December 2010

 

 

2. Il termine del  20  dicembre  2010,  previsto  dal  decreto  del

Ministro dell’economia e delle finanze  in  data  1°  dicembre  2010,

pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  293

del 16 dicembre 2010, relativo al versamento dei tributi, nonche’ dei

contributi  previdenziali  ed   assistenziali   e   dei   premi   per

l’assicurazione obbligatoria  contro  gli  infortuni  e  le  malattie

professionali,  sospesi  in   relazione   agli   eccezionali   eventi

alluvionali verificatisi nel Veneto, e’ differito alla  data  del  30

giugno 2011. Alle minori entrate derivanti  dal  periodo  precedente,

pari a 93 milioni di euro per  l’anno  2010,  si  provvede  ai  sensi

dell’articolo 3.

 

3. E’ sospesa la riscossione delle rate, in scadenza tra il mese di

gennaio 2011 ed il mese di giugno 2011,  previste  dall’articolo  39,

commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.

78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n.

122. La ripresa della riscossione delle rate non versate ai sensi del

presente  comma  e’  disciplinata  con  decreto  del  Presidente  del

Consiglio  dei  ministri  in  modo   da   non   determinare   effetti

peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.

 

Ho stralciato il testo dei commi 2 e 3 dell’articolo 2 del Decreto Legge 29 dicembre 2010 n. 225 (Decreto “Milleproroghe”) per evidenziare quanto sia falso e puerile il gioco dei nostri rappresentanti politici, in primis il Governatore Chiodi ed il suo fido scudiero De Matteis.

Davvero credono che gli aquilani abbiano l’anello al naso?

Invece di offendere la dignità delle istituzioni, Consiglio Comunale e Consiglio Regionale, affermando che

”con la risoluzione (approvata all’unanimità sia dall’uno che dall’altro) che impegna il presidente Chiodi a spingere con il Governo per una soluzione strutturale alla questione della restituzione delle tasse sospese … possono costruirci una barchetta di carta”  (De Matteis, Abruzzoweb 29.12.2010), per cui sia Benedetti che Pagano dovrebbero richiedere le pubbliche scuse, perché non giustificano agli occhi degli aquilani la diversità di trattamento tra il terremoto dell’Aquila e l’alluvione del Veneto?

Infatti, anche uno sprovveduto leggendo gli articoli nota immediatamente la differenza: ai Veneti è stata data copertura finanziaria con l’articolo 3, mentre per il terremoto dell’Aquila è previsto che, salvo “conigli dal cilindro” o salvo variazioni di peso politico tra Tremonti e Letta, quello che non pagheremo nei primi sei mesi LO DOVREMO PAGARE NEI SECONDI SEI MESI.

Perché il nostro rinvio non deve “determinare effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica”.

Allora: quanto peso ha il Governatore Commissario Chiodi (e Sancho Panza) nella trattativa con il Governo? ZERO.

Poi si assiste allo spettacolo non proprio edificante dell’approvazione del Bilancio Regionale (se tu dai un assessorato a me, anche a giugno, io ti approvo un bilancio pre-fallimentare), poi si cerca di mettere a credere ai cittadini che l’unica strada è quella dell’aumento dei carburanti, dei ticket sanitari, dei tagli degli ospedali, etc.

No, mi dispiace.

L’unica soluzione sono le immediate dimissioni del Governatore Chiodi e dell’intera giunta regionale, tra cui il vice presidente De Matteis perché per di più aquilano. 

Dov’è quel De Matteis che, non più tardi di agosto/settembre 2009, tuonava in difesa dell’Aquila in un comizio alla Villa Comunale? 

Succube, supino, prono. Praticamente stampella di un Governatore “Fantasma” neanche capace di ribellarsi ai suoi superiori per la brutta figura che gli stanno facendo fare nel confronto con Zaia.

Ecco, gli aquilani sono stati presi in giro un’altra volta ed una parte di essi è già con il cappello in mano a ringraziare dell’elemosina concessa dal sovrano.

Questo comportamento asservito al potere è quello che mi fa indignare: barattare per piccoli giochi di poltrone un diritto con l’elemosina, tradire le aspettative di un popolo per restare in sella qualche giorno in più.

Tra sei mesi dovremo fare un’altra manifestazione, un’altra battaglia e un Chiodi o un De Matteis di turno verranno a dirci che non serve, che siamo “ingrati” (che termine offensivo e umiliante!). 

Io non ci sto.

 

Luigi Fabiani

 

e adesso?

14 December 2010

 … adesso avanti, senza fermarsi.

Non siamo di quelli che hanno visto in Fini un salvatore della Patria, nè abbiamo mai sperato che tolto di mezzo Berlusconi fosse risolto il problema.

Sapevamo, sappiamo, che la strada è lunga, perchè è la politica che va riformata, la nostra civiltà, il nostro modo di vivere.

Ma una cosa è sembrata chiara, secondo me: l’intera Nazione è in piazza, e sta dicendo la sua.

Tutti ormai siamo in piazza, e continueremo a dire la nostra.

Magari senza violenza (in realtà sarebbe necessaria), ma con la massima determinazione.

L’atteggiamento del Premier ci sembra quello di un dittatore in declino, abbandonato ed anzi avversato dai propri alleati, che le prova tutte pur di restare in sella.

Manca la violenza per poterlo definire "colpo di stato" (ma la possibilità di compravendere le persone con vil denaro, è la violenza peggiore di tutte).

Adesso aspettiamo per capire come si vorranno regolare gli alleati (vaticano, banche, mafia), che strada vorranno intraprendere.

Però i cittadini, le imrpese, la forze sociali e sindacali, gli studenti, i pensionati, loro già sanno come regolarsi.

L’importante è non perdere di vista l’obiettivo, che è ovviamente la comune necessità di cambiamento drastico nella gestione della cosa pubblica, nella gestione dell’economia, nel modo di fare le regole.

L’importante è guardare indietro la gloriosa italia che aveva il sistema legislativo migliore e più avanzato, che aveva il livello culturale più alto di tutta l’Europa. E che aveva il popolo più democratico e consapevole.

Prima della televisione.

E se non ci sembra abbastanza, l’importante è costruire una nuova società e una nuova economia che riconosca diritto di cittadinanza all’uomo e alla sua cultura, ai suoi tempi, ai suoi bisogni.

E l’importante è accettare con semplicità come compagni di strada anche quanti, nauseati dalla politica immondizia del PDL e di tutti i suoi poteri di sottogoverno e da tutti i lacchè del Principe, convergono verso il comune obiettivo da diversa formazione culturale, filosofica o politica.

Sarà ora anche di rendere giustizia a quelli che, infangati dalla propaganda di regime qualunquista del "tanto sono tutti uguali", non hanno mai rubato, imbrogliato, colluso, ma anche non hanno fatto carriere facili o ottenuto facili posti di lavoro.

Con il "tanto sono tutti uguali" ci hanno fatto credere che non ci fosse una sinistra, che fosse inutile una sinistra, che il pensiero di sinistra fosse un fallimento.

Quello che oggi sta succedendo, in realtà, diventa comprensibile adottando una visione socialista e di critica al capitalismo.

Da domani, da oggi, siamo tutti in piazza con i giovani che vogliono RIPRENDERSI IL FUTURO.

NON C’è PIù TEMPO!!!!!!!!!!!

 (che speranza c’è che il Presidente della Repubblica prenda atto della votazione di oggi e dei cori ignobili che ne sono seguiti?)

 

LA GUERRA DEI GASDOTTI E LE RIVELAZIONI DI WIKILEAKS : COME E PERCHE’ IL TERRITORIO AQUILANO E’ COINVOLTO

10 December 2010

 Agli  organi di informazione

 

Che i gasdotti  fossero nel  mirino di gruppi terroristici si sapeva.  Attentati a questi impianti, nelle zone “calde” del pianeta, sono infatti avvenuti anche di recente. Ma che la questione potesse riguardarci così da vicino finora non eravamo riusciti ad immaginarlo. WikiLeaks ha rivelato che gli Stati Uniti tenevano, e tengono, sotto controllo, in quanto possibili obiettivi di attentati terroristici, due impianti : la multinazionale farmaceutica Glaxo, a Parma, e il gasdotto “Transmed” di 2000 km,  che parte dall’Algeria e arriva al terminale di Minerbio (Bo). 

 A proposito come si fa a tenere “sotto controllo” un tubo di 2000 km? Un intero esercito non basterebbe! 

Perché ci riguarda?

 Perchè il “Transmed” corre lungo la dorsale tirrenica, ma, ad un certo punto, si biforca e da Campochiaro (CB) arriva a Sulmona  (Case Pente) e  da qui prosegue per Oricola. Ed è proprio sul Campochiaro-Sulmona, già realizzato, che la Snam intende innestare il grande gasdotto “Rete Adriatica” che dalla Puglia dovrebbe raggiungere Minerbio, passando attraverso le aree più altamente sismiche della dorsale appenninica, compresa l’Aquila ed i Comuni del cratere!

Eravamo - e siamo - a rischio di attacco terroristico ma non lo sapevamo! Non bastava il rischio terremoto, ci  mancava anche il terrorismo, così ora siamo al completo come elenco dei grandi rischi ai quali ci espone e ci esporrà il mega gasdotto Snam! 

 

L’ASSE GAZPROM-ENI SULLA NOSTRA PELLE

 

Ma WikiLeaks ha portato alla ribalta mondiale anche la “guerra del gas” che è in corso tra le multinazionali del settore per dominare il mercato europeo. Una guerra senza esclusione di colpi e che , di nuovo , ci coinvolge direttamente. Infatti il grande metanodotto “South Stream” (con partecipazione dell’Eni al 40%), che è la risposta della Russia al “Nabucco” ( sostenuto e finanziato dall’Unione Europea),  arriverà in Puglia ed esattamente ad Otranto. Quindi ad un tiro di schioppo da Brindisi, da dove dovrebbe partire il “nostro” gasdotto.

E’ molto verosimile che il gas russo sarà pompato nel Brindisi-Minerbio di 687 km che, secondo i piani Eni- Snam, dovrebbe passare sotto i nostri piedi. Nel “nostro” gasdotto, con centrale di compressione a Sulmona,   oltre al gas russo del “South Stream”  dovrebbe fluire, quindi, anche il gas egiziano della British Gas, quello algerino del “Transmed” e quello libico del “Green Stream”.A cosa servirà tutto questo gas? Servirà alla Snam per diventare la “hub” del gas in Europa. Cioè un grande snodo, con sede proprio a Minerbio, per l’accumulo e la rivendita del gas ai Paesi del centro Europa.Altro che “pubblica utilità”! Se si considerano i gasdotti e i rigassificatori (ben 11) in progettazione, nei prossimi anni si riverserà sul nostro Paese una enorme quantità di gas, più del doppio del fabbisogno dell’Italia.

L’affare lo faranno le multinazionali (Gazprom, Eni,  British Gas, per citare solo le più grandi) che si spartiranno fiumi di denaro, e a farne le spese saremo noi : con la distruzione del territorio e della nostra economia locale, con rischi molto elevati per la nostra salute e per la nostra  incolumità.

A questo ci sta portando questo folle progetto della Snam, fortemente voluto dal Governo nazionale e dall’Eni,  avallato dal Governatore Chiodi e da  certi  politici che  dovrebbero difenderci e che, invece,  con la loro inerzia o il loro doppio gioco, sono complici di chi vuole distruggere il nostro territorio.

Sulmona,  10/12/2010                                                                    Comitati cittadini per l’ambiente

 

Info : Mario 333.9698792 – Antonio 340.7066402 –Giovanna 328.4776001 



Per prima cosa l’intolleranza.

30 September 2010

Per prima cosa l’intolleranza.

Poi la violenza (verbale).

Poi il maschilismo (soprattutto quello delle donne).

Poi la banalità, la stupidità, il luogo comune.

Poi la politica da bar.

Poi le magliette, le squadre.

Poi la pigrizia, l’incapacità a mettersi sotto, a studiare, a fare sacrifici, senza doverli per forza rivendicare.

Poi l’autoreferenzialità.

Poi la presunzione.

Poi l’individualismo, l’incapacità di fare squadra, la negazione del pensiero plurale.

Poi la logica del "io lo so fare" (!!!!!) acritico.

Poi la miopia dell’IO, l’incapacità alla strategia, alla tattica, per mancanza totale di fiducia negli altri (o per eccesso di fiducia solo in se stessi).

Poi il parlare a vanvera, il vomitare parole, la necessità di esternazione a tutti i costi.

Secondo me questi sono alcuni dei nostri nemici.

Non solo dei nostri, se pensiamo a come è ridotto il nostro Paese, ma sicuramente anche dei nostri.

Superare tutto questo tappeto di handicapp (di becera presunzione) è SOLO una questione culturale.

Vincere o no dipenderà da quanto sapremo cambiare, crescere, studiare e praticare la tolleranza, l’intelligenza, la cultura.

Dipenderà da quanto NOI (è plurale, ricordate) lo vorremo veramente fare.

 

 

VIGILARE E CONTROLLARE - SIT-IN AL CONSIGLIO REGIONALE

20 September 2010

 Secondo me.

secondo me bisogna esserci, in tanti.

secondo me bisogna andare a dire che CICCHETTI non lo vogliamo.

che non vogliamo LUI.

per ragioni sostanziali e politiche, per ragioni tattiche e strategiche.

Ragioni sostanziali e politiche:

la funzione di controllo sociale dei cittadini è inalienabile, è essenziale, è irrinunciabile. Non possiamo far passare tutto, non possiamo accettare tutto e tutti. Ci sono politiche sbagliate, ci sono errori di valutazione, ci sono incapacità colpevoli, ci sono anche volontà consapevolmente sbagliate o peggio. Ma questo non è un errore, non è una politica sbagliata. Nel caso del nuovo Vice commissario, che ha interessi personali in una ampia zona di territorio cittadino, si configura un vero e proprio conflitto di interessi: non si possono affidare funzioni di controllo a chi ha interessi da difendere.

E la logica del conflitto di interessi che si sta riproducendo sul nostro territorio non è casuale, nè accettabile. E questo è legato al nome e cognome del nuovo Vice Commissario.

E c’è un solo modo per svolgere il compito di controllo: raccogliere informazioni e diffonderle il più possibile a tutti. Puntare con precisione l’obiettivo che si vuole raggiungere, attivando il controllo sociale.

E oggi l’obiettivo è duplice: far capire che i cittadini stanno all’erta; non accettare la nomina di un Vice commissario discutibile per il suo noto passato e con interessi personali sul territorio.

Continuare a presentarsi con generiche lamentazioni che mettono nel calderone diverse istanze, dirette contro tutti e contro tutto, lanciare messaggi che scadono nel qualunquismo (tutti sono colpevoli, pro quota: si, certo. La stessa logica che ha portato il Paese a legittimare i furti e le truffe dei nostri governanti) selve solo ad assolvere tutti (tanto non ce la possiamo fare).

Noi sappiamo che una lotta ha possibilità di riuscita se affronta i problemi uno la volta e li persegue fino in fondo, fino alla vittoria (hasta la ………….).

Sappiamo che chiunque ci venga a proporre una generica forca per tutti fa il gioco dei malfattori, fa il gioco della politica che non ha mai un responsabile per niente.

Non c’entra niente Cialente, con il Vice Commissario Cicchetti.

Non facciamo confusione e disinformazione: non ci giova.

Diciamo noi per primi le cose come stanno, la verità.

Ragioni tattiche e strategiche:

Se oggi noi riusciamo in qualsiasi modo a far tornare indietro il Governo rispetto al nome di Antonio Cicchetti, possiamo dire che siamo partecipi del nostro futuro. (ricordate la scorsa estate gli sms contro la nomina di Pierluigi Tancredi? A proposito: i maligni dicono che si sia dimesso dal comune per prestare la propria preziosa opera alla corte del nuovo Vice Commissario …….. mah!).

E’ il Governo che ha nominato Cicchetti, è Chiodi che lo ha proposto: è loro la responsabilità di questa nomina ed è contro di loro che dobbiamo manifestare.

Vorrei ricordare che l’Assemblea ha più volte tentato di portare la lotta contro il Commissario Chiodi.

Vorrei ricordare che ogni volta che abbiamo provato ad organizzare una manifestazione in Regione, qualcuno ha voluto riportare il discorso anche contro il Sindaco. E lì si è fermato tutto. Perchè i cittadini non sono del tutto d’accordo a mettere sullo stesso piano il Commissario e il Vice Commissario. 

Secondo me il Commissario Chiodi va preso di petto con le nostre rimostranze: ci deve spiegazioni che non ha mai voluto darci, ci deve incontri, informazioni che ci nega, partecipazione, cose che invece in qualche modo il Comune, il Sindaco ci ha dato.

E se non siamo stati capaci di andare avanti con le nostre proposte, con le nostre richieste, è perchè per fare bene il nostro lavoro dovremmo (dovremo) passare ore, giorni ad informarci sulle cose, dovremmo (dovremo) smetterla con i dice che, con l’accontentarci di informazioni parziali, quando addirittura non sono sbagliate. Dovremmo (dovremo) come più volte detto da tutti in assemblea essere più autorevoli e precisi con le nostre informazioni ed essere propositivi.

I cittadini martedi vadano a gridare forte al Governo e al Commissario Chiodi che Cicchetti non lo mandano giù. E che non mandano giù i saggi ed esperti e non so cos’altro che vengono ancora nominati per risolvere quello che basterebbe un testo di legge a risolvere.

Andiamo a farci sentire: è importante vincere questa battaglia. Ed è facile: basta farlo in tanti.

 

 

LETTERA APERTA

22 August 2010

 Parlamentari eletti in Abruzzo, Presidente Chiodi, Consiglieri Regionali, Presidente Del Corvo, Consiglieri Provinciali, Sindaco Cialente, Consiglieri Comunali, Sindaci dei Comuni del “cratere”, consiglieri comunali.

Vi chiedo una risposta sincera, trasparente e non politica:

perché i cittadini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, elettori delle assise che componete, Vostri concittadini devono subire queste umiliazioni continue? Perché non si può riconoscere e difendere la loro dignità?

I cittadini dei comuni colpiti dal tremendo evento sismico del 6 aprile stanno subendo un’ingiustizia quotidiana solo perché nessuno di Voi ha la forza e la determinazione di dire a chi ci governa che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini colpiti da eventi calamitosi in precedenza.

Spiegatemi perché l’INPS si può permettere di far uscire una circolare che sospende la riscossione dei contributi, con due mesi di ritardo, mettendo in difficoltà le aziende che hanno dovuto versare i contributi, a luglio ed agosto, pur in mancanza di disponibilità finanziaria.

Spiegatemi perché l’Agenzia delle Entrate non accoglie l’istanza più volte proposta di rivedere le scadenze fiscali in modo da consentire alle famiglie, alle imprese ed ai professionisti di poter tornare alla normalità in maniera lineare.

Spiegatemi perché non ci è stato concesso un maggior differimento dei termini per la restituzione delle tasse sospese a seguito del sisma ed una loro riduzione, come è stato fatto in qualsiasi posto d’Italia in conseguenza di altri eventi calamitosi.

Spiegatemi perché il sistema bancario ed Equitalia possono azzerare quel poco di economia esistente, che con tanti sacrifici si sta rimettendo in piedi.

Spiegatemi perché noi dobbiamo seguitare a chiedere, quasi fosse un’elemosina, quello che per gli altri è stato da subito un diritto.

Spiegatemi quante altre manifestazioni devono essere organizzate, con o senza l’intervento della polizia, per veder riconosciuti i nostri diritti.

Domandatevi se state adempiendo al vostro mandato elettorale: voi siete i nostri rappresentanti, non i rappresentanti dello Stato. Voi dovete difendere i vostri elettori, non il Governo. Noi stiamo chiedendo cose normali e legali, non cose eccezionali e illegali.

Perché non volete schierarvi dalla parte della giustizia, del diritto, dei cittadini?

Perché non vi battete a difesa dei vostri cittadini – elettori per garantire un futuro a persone, comunità territori che hanno l’unica colpa di essere nati in una zona sismica ad alto rischio, che peraltro le stesse Istituzioni che rappresentate non hanno saputo, o voluto, tutelare quando si trattava di costruire in maniera intelligente?

Io credo che dobbiate farvi un’analisi di coscienza: siete sicuri che quello che state facendo sia sufficiente? Siete sicuri che sia quello che i cittadini si aspettino da voi? Siete sicuri che non si possa fare qualcosa di più e di più utile e sentito dai cittadini? State risolvendo i problemi quotidiani di chi cerca di rialzare la testa?

Oppure siete talmente pieni di voi, da pensare che i cittadini si sbagliano nelle loro richieste?

Perché se così fosse, vuol dire che la “politica” che voi rappresentate è autoreferenziale e non ha nessun punto di contatto con la realtà quotidiana di chi vive, lavora, studia, dei pensionati, delle aziende, di quelli a cui domani andrete a chiedere ancora una volta il consenso.

E questa volta, che faccia vi metterete per incontrare quelli a cui avete voltato le spalle, a cui avete levato la dignità, non foss’altro che per la vostra incapacità a difendere i loro diritti?

Resto in attesa di risposte, oneste, sincere, trasparenti e non politiche.

Luigi Fabiani

 

 

I Mutui del dopo terremoto all’Aquila

2 July 2010

Il Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, sbandiera la sospensione del pagamento delle rate di mutuo e dei finanziamenti alle imprese inserite nei comuni del cratere, ovvero, un accordo con l’Ufficio del Commissario e l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), che di fatto proroga, con alcune importanti novità (a detta del commissario), la sospensione già fissata dal comitato esecutivo dell’associazione alla fine del 2009 e in scadenza il 30 giugno 2010.
La tabella di seguito mette a confronto l’attuale provvedimento del Commissario alla ricostruzione, con quello adottato dal Ministro Tremonti nel 2009 e con le recenti misure adottate dal Monte dei Paschi di Siena:

PROVVEDIMENTO CHIODI E ABI A FAVORE DEI TERREMOTATI

Termina la logica dell’ dell’automatismo: le facilitazioni non si applicavano più ex lege ai finanziamenti in essere, ma su richiesta dei contraenti e, quindi, su approvazione dell’istituto.

PER LE FAMIGLIE

  • Sospensione del pagamento delle rate di mutuo per almeno sei mesi e per una volta sola, al verificarsi di specifici eventi, salvo il caso in cui la banca aderisca offrendo la sola sospensione della quota capitale.
  • La sospensione è operativa entro 45 giorni lavorativi dall’accoglimento della richiesta del cliente. Non sono ricomprese nella sospensione eventuali rate scadute e pagate al momento del verificarsi dell’evento al momento della sospensione.
  • La sospensione non determina l’applicazione di interessi di mora (se il debitore prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile non può essere soggetto all’applicazione della mora, come recitato dal c.c.); la sospensione non comporta l’applicazione di alcuna commissione o spesa istruttoria e avviene senza richieste di garanzie aggiuntive.
  • La presentazione della richiesta di sospensione va sottoscritta da tutti i cointestatari del mutuo ovvero gli eredi.
  • Gli eventi che determinano l’avvio della sospensione e che si verificano con riferimento almeno ad uno dei cointestatari: cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale; cessazione del rapporto di lavoro di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata; morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza; sospensione del lavoro o riduzione dell’orario di lavoro. Queste requisiti di ammissibilità devono verificarsi dal primo gennaio 2009 al 31 dicembre 2010. La sospensione si applicherà ai mutui di importo non superiore a 150 mila euro, il cui intestatario abbia un reddito imponibile inferiore a 40 mila euro annui.

PER LE IMPRESE
Sospensione dei debiti per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo; sospensione per 12 mesi dei canoni di operazione leasing immobiliare e mobiliare; allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigenze di cassa.

PROVVEDIMENTO TREMONTI E ABI 2009
A FAVORE DI TUTTI GLI ITALIANI

  • Sospensione del pagamento delle rate di mutuo per 12 mesi per le famiglie maggiormente colpite dalla brutta crisi.

Il beneficiario del provvedimento era il “sottoscrittore del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, o un componente del nucleo familiare convivente, che avesse usufruito dalla data del provvedimento e fino alla fine del 2011 di interventi per il sostegno al reddito per la sospensione del lavoro ovvero avesse subito la perdita della prima occupazione da lavoro dipendente”.
Tra i beneficiari, oltre a chi fosse rimasto senza lavoro, erano inclusi anche i collaboratori coordinati e continuativi a favore dei quali il Decreto anti-crisi all’articolo 19 aveva previsto l’assegnazione di una somma una tantum. Mentre per i lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione, riorganizzazione o chiusura delle aziende per i quali era previsto l’utilizzo della Cassa Integrazione Straordinaria o in deroga, le banche si impegnavano a favorire accordi che avrebbero permesso alla clientela di accedere all’anticipo delle quote di cassa integrazione straordinaria.
La sospensione, comunque, poteva essere richiesta per tutti i mutui ipotecari stipulati da privati. Inoltre per poter beneficiare dell’intervento era necessario che il mutuo fosse in corso di ammortamento, con un massimo di tre rate scadute non pagate e che fosse già superato un periodo di 24 mesi di regolare ammortamento”.

MISURE ADOTTATE DALLA BANCA MPS A FAVORE DEI TERREMOTATI

PER LE FAMIGLIE E PER LE IMPRESE SENZA DISTINZIONE DI REDDITO

  • Mutui ipotecari (immobili categoria E - o in zona Rossa)
  • senza rate insolute: su richiesta del cliente dietro la sola presentazione del documento che attesti la classificazione sospensione di tutte le rate del mutuo fino al 30/04/2014 (5 anni esattamente dalla data del sisma) senza aggravio di interessi;
  • Con rate insolute, prima del sisma, rinegoziazione del mutuo con nascita di un nuovo mutuo con un periodo di preammortamento fino al 30/04/2014;
  • Mutui su immobili non categoria E e non zona rossa a richiesta del cliente: senza rate insolute, sospensiva fino a mesi 24; con rate insolute,sospensiva fino ad un massimo di n. 12 rate retroattive.

Per coloro che non inoltreranno richiesta di sospensiva i mutui ripartiranno mantenendo inalterato l’importo della rata e della durata, secondo un ammortamento particolare che permetterà di smaltire l’arretrato in cinque anni, senza aggravi di interessi.

Il recente accordo è assolutamente inadeguato ed offensivo.
Complimenti al Monte dei Paschi di Siena per la lodevole iniziativa.
Gli abitanti del cratere auspicano nel buon senso degli istituti bancari che hanno già autonomamente ricercato soluzioni adeguate, prima di questo offensivo e ridicolo provvedimento ottenuto grazie all’intervento politico.

Vabbè ….. è la democrazia

24 June 2010

Vabbè, non è facile. Vabbè si può fare meglio. Vabbè non si approfondiscono i discorsi. Vabbè ma il problema è un altro ……… 

Si, vabbè, è tutto vero. Avete/abbiamo ragione tutti.

Ha ragione chi si fa le assemblee, ha ragione chi non se le fa, ha ragione chi non se le fa più, ha ragione chi non se le è mai fatte, ha ragione chi va in assemblea a fare lezioni, ha ragione chi va in assemblea a lamentarsi, ha ragione chi sospetta e ha paura di tutti e per questo aggredisce tutti.

Ognuno ha una sua piccola ragione, ognuno ha una piccola parte di verità in tasca.

Ed è proprio vero, non è che voglio farmi tutti amici: è proprio così.

Benvenuti nel mondo reale, a scuola di democrazia.

Si perchè tutto questo e tanto altro se viene fuori, se viene "comunicato", condiviso, "partecipato" rappresenta nè più nè meno che il cammino comune verso una "nuova" democrazia.

L’importante, il trucco, è mettersi in gioco.

E quindi, non ha ragione chi ha un secondo fine, non ha ragione chi si maschera, non ha ragione chi non condivide, non partecipa.

L’unico problema è che bisogna andare avanti, veloci, e avere il coraggio di approfondire sempre di più, analizzare le differenze, discuterle, e cominciare a dare a queste differenze onestamente e consapevolmente dignità di esistenza. 

Anche secondo me le differenze dei punti di partenza, delle appartenenze ma anche delle provenienze, vanno esplicitate, proprio per poter arricchire i discorsi, proprio per fidarci conoscendoci.

Solo se non abbiamo paura delle differenze, siamo veramente tutti uguali, e quindi non ci sono strumentalizzazioni o imposizioni.

Se non abbiamo paura delle differenze possiamo insieme costruire il laboratorio l’aquila, nel quale la parola politica ha il suo originario significato, e nel quale persone diverse per cultura e tradizione, per scelta ed appartenenza insieme costruiscono un percorso per raggiungere obiettivi condivisi per il bene della intera comunità.

Se abbiamo il coraggio di parlare seriamente di tutti i problemi, condividendo l’onestà dei punti di partenza e il rispetto delle competenze, cominciando anche a condividere il linguaggio, la democrazia può decollare.

Il linguaggio comune deve essere un obiettivo: un linguaggio che ci consenta di superare le sordità dei pensieri preconcetti, le sordità dei sospetti, le sordità della sfiducia, le sordità delle manipolazioni, le sordità della mancanza di abitudine al dialogo costruttivo.

Così com’è organizzata oggi l’asseblea è ogni volta una bomba innescata: troppi argomenti sempre e troppo poco tempo, la fretta di concludere, la necessità di decidere, il linguaggio non comune, la rivendicazione di alcune "supremazie", il rischio di presenze sempre diverse "a rotazione", va a finire che si fanno 4 passi indietro ogni 2 che si fanno in avanti.

Questo discorso risponde alla fatidica domanda sulla quale ci arrovellavamo, senza saper dare risposta, un mese fa: gli approfondimenti devono essere fatti, veloci, snelli, concordando linguaggi e contenuti, ai tavoli di lavoro (tasse, macerie, comunicazione, ricostruzione, pettino, ecc. ecc.).

Il lavoro dei tavoli deve essere condiviso, riportato in assemblea, discusso più ampiamente, mantenendo la fiducia in chi ha lavorato, analizzato, prodotto e "studiato" il problema.

Chiunque abbia sentore di non essere d’accordo, o di avere altri elementi da produrre, deve partecipare alle riunioni dei tavoli.

Chiunque voglia essere informato sui discorsi, le proposte, e farne a sua volta, o approfondire o contestarne qualcuna deve partecipare alle riunioni dei tavoli.

E’ troppo facile, oltre che inutile, presentarsi solo in assemblea, e dire no (o anche dire si).

E’ troppo scorretto nei confronti di chi quei discorsi li ha approfonditi, costruiti, anche spendendo di professionalità e competenza.

E’ troppo scorretto nei confronti di tutti, perchè si continua a bloccare un movimento che sarebbe già molto più avanti.

E lo si fa con il criterio di una facile tuttologia, che nega il percorso della democrazia che abbiamo comunemente deciso: studiare i problemi, assumere competenze, proporre soluzioni possibili, giuste e democratiche, coinvolgendo nel cammino quanta più gente possibile.

Il modo per venirne fuori c’è. Alcuni piccoli passi:

1) lavoriamo per il linguaggio comune, anche con workshop, come aveva già indicato 2 mesi fa il tavolo comunicazione (comunicazione interna);

2) aumentiamo l’attività dei tavoli, e in assemblea riportiamo le elaborazioni dei tavoli: almeno un tavolo ogni assemblea;

3) incrementiamo la presenza ai tavoli, e l’attività degli stessi;

4) rendiamo un po’ più solida la struttura dell’assemblea/tavoli con i referenti, la comunicazione delle riunioni, una organizzazione di una parte almeno degli odg delle assemblee (lasciando sempre una parte disponibile per la discussione delle vicende calde), la produzione di materiali informativi che vengano distribuiti o messi a disposizione dai gruppi di lavoro ai partecipanti alle assemblee, per non dover sempre cominciare da zero tutti i discorsi tutte le volte, preparando periodicamente dei report che diventino strumenti di lavoro per le fasi successive.

5) sollecitiamo la presenza di persone competenti ad ognuna delle riunioni che facciamo, per cercare di evitare di scambiare le opinioni soggettive per realtà e i "dice che" per oro colato.

Ricordo che buona parte di questo discorso è stato già fatto nel tavolo comunicazione, ma non si è mai riusciti a riportarlo nelle assemblee e a discuterlo, a causa di altre urgenze. Io lo riprenderei, altrimenti dopo la manifestazione del 6 luglio si rischia di dover ricominciare da capo (soprattutto perchè ho sentito parlare di pausa estiva (!!!!))

E per quello che riguarda la partecipazione, che comunque di fatto è già praticata, almeno nell’ultimo mese, con gli amministratori comunali, e che va perfezionata al più presto con il documento che ancora dovremo discutere, ricordiamoci che un po’ di tempo speso per ognuno di noi ci vuole, altrimenti i principi restano vuote chiacchiere.