Manifestazione 7 luglio a Roma

2 July 2010

Adesione C.C.I.A.A. dell’Aquila

L’Aquila, 1 luglio 2010

Con riferimento alla mail del 1° luglio 2010, in calce indicata, si esprime formale adesione da parte delle Camera di Commercio dell’Aquila alla manifestazione prevista per il 7 luglio p.v. a Roma, ribadendo con forza tutti i contenuti dei vari documenti elaborati e sottoscritti dal Comitato per le Attività Produttive, con particolare riferimento all’ultimo documento diffuso a seguito della riunione del Comitato del 9 giugno 2010.

Giorgio Rainaldi - Presidente della Camera di Commercio dell’Aquila


ACCADEMIA DELL’IMMAGINE

L’Accademia dell’Immagine conferma la propria adesione alla manifestazione

SOS – Ricostruzione prevista per il 7 luglio a Roma.

Questo nell’augurio di dare un contributo - insieme ai cittadini, enti ed istituzioni - per l’ottenimento di adeguate misure economiche per il nostro territorio e di sostegno all’occupazione, che scongiurino il concreto rischio di un definitivo declino per la Città dell’Aquila.
L’Aquila, 1 luglio 2010


CISAL

La CISAL - Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori - d’Abruzzo continua a stare al vostro fianco in una lotta più che giusta contro le assurdità di un governo che, dopo la corretta gestione dell’emergenza, sta facendo lo struzzo nascondendosi dietro le varie crisi dell’economia nazionale e globale per non affrontare seriamente la fase di ricostruzione dell’economia aquilana.

Il Segretario RegionaleVincenzo Lucente


Adesione Senatori Italia dei Valori

Confermata adesione per l’iniziativa del 7 luglio p.v. dei senatori Idv abruzzesi:

  • sen. Elio Lannutti
  • sen. Giuliana Carlino
  • sen. Alfonso Mascitelli


24 GIUGNO: agitazione permanente delle forze produttive a sostegno della ripresa nelle aree del sisma delle micro, piccole e medie imprese

7 LUGLIO: mobilitazione generale a Roma

Le Organizzazioni:

  • Comitato Piccola Industria di Confindustria L’Aquila
  • ANCE L’Aquila
  • Apindustria-Confapi L’Aquila
  • Confcommercio L’Aquila
  • Confesercenti L’Aquila
  • Confartigianato L’Aquila
  • CNA L’Aquila
  • Casa Artigiani
  • Coldiretti L’Aquila
  • CIA L’Aquila
  • CIDEC L’Aquila
  • Cooperfidi Abruzzo
  • U.N.C.I.L’Aquila

VISTI

  • gli scarsi provvedimenti emessi a favore della ripresa economica, soprattutto delle micro e piccole imprese del cratere, in sofferenza già da prima per le contingenti condizioni di crisi generale
  • le mancate risposte da parte degli Organi di Governo Locale e Nazionale agli interventi fin’ora sollecitati dalle organizzazioni datoriali, sindacali, e di categoria
  • l’imminente scadenza della ripresa del pagamento delle tasse e degli oneri tributari con innegabile indebolimento del potenziale di rilancio delle attività
  • l’incertezza che incombe sul sistema produttivo per mancanza di una programmazione adeguata con interventi certi a sostegno dell’imprenditorialità

CONSIDERATO CHE

  • la crisi che investe L’Aquila e i Comuni del cratere a seguito del sisma del 6 aprile è destinata, senza misure correttive, ad assumere proporzioni sempre più gravi
  • i dati tracciano un andamento in netta regressione in termini occupazionali e di sviluppo del territori, martoriato e colpito nella sua anima vitale (vedi dati CRESA 1° trimestre 2010 o dati A.B.I.)
  • che la rinascita passa necessariamente attraverso lo sviluppo economico e sociale a cui le piccole imprese vogliono partecipare, concorrendo con il proprio impegno e sviluppo

TUTTO CIÒ PREMESSO

Le Organizzazioni firmatarie intendono assumere posizioni di fermezza, insieme a tutte le associazioni di categoria, aderendo allo

STATO DI AGITAZIONE PERMANENTE

proclamato dalla Città il 24 GIUGNO
con seduta straordinaria del Consiglio Comunale a P.za Navona, Roma, condividendone le motivazioni.
invitano tutti gli imprenditori ad aderire il 7 LUGLIO alla mobilitazione delle forze locali che si recheranno a Roma a manifestare
per dare sostegno alla causa della Rinascita dell’Aquila.

L’impegno è quello di farsi portavoce soprattutto dei problemi delle micro, piccole e medie imprese, chiedendo al Governo Centrale e Locale le seguenti misure:

  1. salvaguardia delle attività produttive dei comuni del cratere con azioni di coinvolgimento nelle attivita’ di ricostruzione generale delle aree colpite;
  2. no tasse ma tempi certi per la restituzione in linea con gli esempi dei terremoti passati;
  3. vera zona franca e no alle forme discriminanti che vedono escludere dai benefici le imprese attive al 6 aprile 2009;
  4. favorire gli insediamenti delle nuove imprese inserendo la premialita’ per accordi di partnership con le imprese locali;
  5. un netto miglioramento del funzionamento della burocrazia che, ormai, pervade la gestione di tutti gli enti locali che sono completamente scollegati tra di loro e non riescono a dare risposte certe in tempi certi alle imprese ed ai cittadini.

L’Aquila, 1 luglio 2010

Info: Modesto Lolli Presidente Comitato Piccola Industria Confindustria L’Aquila
Cell. 348/3815322


L’Aquila, Manifestazione del 16 Giugno 2010

18 June 2010

Conferenza stampa indetta dalla Assemblea Cittadina dopo la manifestazione del 16 giugno.

I nostri ringraziamenti agli intervenuti, e a quanti hanno contribuito, seguendo con attenzione e costanza il nostro percorso, nei momenti migliori e nei momenti di stanchezza del movimento, a costruire una attenzione della città e delle istituzioni sulle nostre azioni, e in definitiva a convogliare tutte le forze sociali nella più grande manifestazione che la nostra città ricordi.

Il mio compito è di lanciare 2 messaggi: uno ai cittadini, uno alle istituzioni e ai vertici delle associazioni sindacali e datoriali e di tutti i soggetti economici del territorio.

La manifestazione del 16 giugno è stata ideata e organizzata dall’assemblea cittadina e dai comitati che, come tutti sapete, nell’ambito di un percorso lungo e difficile, di crescita democratica dei cittadini e di rivendicazione della partecipazione alle scelte che vengono effettuate sul nostro territorio, continuamente si sono riuniti e hanno strutturato e qualificato questa partecipazione con i tavoli di lavoro, nei quali le competenze  di ognuno vengono indirizzate sui temi di spettanza, ottimizzando le intelligenze e costruendo proposte democratiche si, ma anche competenti e qualificate.

Ed è stata proprio la nostra proposta, la piattaforma che abbiamo formulato il 1 giugno e sottoposto alle istituzioni, il motore che ha portato alla manifestazione.

Con essa abbiamo dimostrato che la città, unita, ce la può fare.

Abbiamo dimostrato che i cittadini sanno e possono contare, elaborare proposte risolutive, abbiamo dimostrato che a L’Aquila la città è pronta per una azione comune fra cittadini ed istituzioni, ma di più:  abbiamo potuto finalmente dimostrare che senza i cittadini, le istituzioni hanno le armi spuntate.

Senza i cittadini, senza la loro elaborazione e consapevolezza, senza la discussione dei problemi e la condivisione degli stessi, non si va da nessuna parte.

E da nessuna parte infatti siamo andati per 14 mesi.

Le adesioni alla manifestazione hanno stupito persino noi, che pure abbiamo  lavorato molto per la massima unitarietà.

Certo il tema era abbastanza coinvolgente, e per di più urgente.

Certo pensare che la controparte è il governo, lontano da noi, ha reso più facile la coesione.

Ma i cittadini, convinti e decisi, hanno portato uno dopo l’altro gli amministratori, i sindacati, le associazioni di categoria, a scendere  in Piazza, ad avere il coraggi di contarsi.

I due messaggi: uno alla città, ai cittadini, agli imprenditori, ai professionisti, ai lavoratori, a quanti hanno avuto il coraggio di scendere in campo,di mettersi in gioco: abbiamo fatto la cosa più bella e più grande che potevamo fare, siamo stati bravi, ci siamo contati davvero.

Ma questo è stato solo un inizio. Adesso sappiamo che possiamo e dobbiamo andare avanti. Venite in piazza, partecipate alle assemblee, come abbiamo fatto negli ultimi 10 giorni. Costruiamo insieme altre azioni che ancor più spingano, stimolino, costringano chi deve ad affrontare, finalmente, e risolvere uno dopo l’altro tutti i nostri problemi, tutti i problemi di una città terremotata.

L’altro alle Istituzioni, ai vertici di tutte le forze economiche e sociali, civile e religiose del territorio: 20.000 cittadini sono la vostra sola forza, l’assemblea cittadina e i comitati e tutti devono essere resi partecipi, attraverso gli strumenti della informazione, della trasparenza e della sussidiarietà, previsti dalla legge italiana e presenti anche nello statuto comunali, partecipi delle discussioni, dei progetti, delle proposte e delle scelte che siete chiamati a fare. I cittadini sono coinvolti e quindi devono partecipare.

I tavoli delle attività produttive della CCIAA, dei comuni, della provincia devono continuamente relazionarsi e confrontarsi qui, in piazza duomo, con la gente dell’Aquila, con i professionisti, i lavoratori, i professori e gli studiosi che generosamente rinunciano al proprio tempo e investono anche i propri soldi per “dare una mano”, sapendo che solo tutti insieme ce la possiamo fare.

E’ un laboratorio politico, quello che oggi stiamo vivendo: è una svolta storica nella vita di una città prima assonnata e poi terremotata.

I cittadini dentro le stanza del comando, gli amministratori fuori dai palazzi.

Solo sostenendo questo progetto, potremo dire di aver fatto tutto quello che dovevamo per noi e per i nostri figli.
La politica dei partiti, delle risse, dei tifosi con le magliette, dei contrasti obbligatori è una politica che mortifica il territorio e mette in serio pericolo la sopravvivenza stessa della città.

Noi stiamo proponendo un modo diverso di lavorare, che porterà inevitabilmente ad un modo diverso di votare:  il cittadino che sul campo, consapevolmente, confronta gli impegni  e i fatti, sulla base dei quali giudicare i nostri politici.

Un modo che parta dai problemi e dalla soluzione degli stessi, e che non si basi invece sull’appartenenza  a questo o quel partito, a questa o quell’Associazione datoriale,  di chi ha l’onere e il privilegio di compiere scelte che decidono i destini delle persone.

Questa è l’assemblea cittadina, nella quale i comitati, le associazioni, e anche i singoli cittadini e imprenditori non organizzati, si confrontano parlando dei problemi, mantenendo ognuno i propri ideali, le proprie ideologie, ma disposti a verificare e condividere le soluzioni.

Un percorso comune di soggetti differenti.

L’Assemblea cittadina conferma l’impegno e la continuità dell’attenzione ai problemi della città dell’Aquila, riavviando le iniziative di sostegno ai cittadini come lo sportello di assistenza ai cittadini, l’assistenza per le problematiche fiscali, tributarie e contributive, laddove necessario ed applicabile provvederemo ad avviare class-action a tutela dei diritti.

Ma non ci fermiamo qui perché abbiamo intenzione di perseguire anche gli obiettivi grandi per la città:

La legge regionale di “L’Aquila capoluogo”

La ricognizione delle risorse in modo tale che non vengano dispersi in rivoli insufficientemente utili, ma gestiti secondo una progettualità economico – finanziaria che soggiaccia alla progettualità vocazionale della città

La pressione forte dell’intera città per raggiungere l’obiettivo della Tassa di Scopo o la rimodulazione dell’utilizzo dell’accisa sui carburanti finalizzandola alla ricostruzione fisica ed economica della città, unico flusso costante di entrate per la ricostruzione

Il sostegno al sistema delle cooperative per garantire occupazione ai disoccupati aquilani, che sicuramente possono trovare un ruolo nella ricostruzione soprattutto sociale della città

Non ci fermeremo davanti alle promesse o ai comunicati come non ci siamo fermati mercoledì 16 giugno.

Il peso di migliaia di email inviate ai siti della RAI1 e RAI2, bloccandone l’operatività, è più forte della volontà di censura, peraltro inutile perché denota la loro debolezza di motivazioni.

A chi ci chiede quali saranno i prossimi passi rispondiamo che saranno i cittadini in assemblea a decidere fino a che punto portare la difesa dei nostri diritti: se serve andremo a Roma, sia presso la RAI che in Parlamento, se serve pagheremo le nostre tasse in mano al Sindaco per dargli gli strumenti per la ricostruzione, se serve, con la forza di decine di migliaia di persone oggi, e domani anche di più, si può fare tutto.

VEDIAMOCI TUTTI INSIEME DOMENICA 20 GIUGNO ALLE 11.00 IN PIAZZA DUOMO

conferenza stampa

17 June 2010

 

 

 

 

Dopo la manifestazione del 16 giugno che ha visto scendere in piazza a L’Aquila ventimila aquilani per chiedere al governo la sospensione del pagamento delle tasse e lo sblocco dei fondi per la ricostruzione, l’Assemblea Cittadina, il presidio permanente e i Comitati Promotori invitano la S.V. alla

 

CONFERENZA STAMPA

 

Indetta alle ore 10.30 del 18 giugno 2010 presso il tendone del Presidio di Piazza Duomo per illustrare il documento programmatico cittadino relativo ai temi portati in piazza.

 

L’AQUILA DOPO IL 16 GIUGNO 2010”

 

 

 

tasse

10 June 2010

 da Vola quindicinale dell’Arcidiocesi dell’Aquila n. 11\2010

 

Mentre si avvicina la fatidica data del 30 giugno, e si torna a vedere, concreto, all’orizzonte, il rischio di dover ricominciare a pagare le tasse normalmente occorre fare una riflessione. E’ sicuramente giusto pensare ad una proroga della sospensione delle tasse e dei mutui ma forse questa volta è giusto fare delle distinzioni. Ad esempio, un lavoratore a tempo indeterminato, dunque con lo stipendio assicurato, che ha la fortuna di avere ancora una casa propria, magari classificata B e in procinto di poterla riabitare, potrebbe anche ricominciare a pagare le tasse. Se penso a tante imprese, invece, soprattutto quelle più piccole, a cui non manca il lavoro (in particolare quelle edili) ma che vengono pagate con molto ritardo perché i soldi per la ricostruzione arrivano con lentezza, è giusto che siano beneficiarie della sospensione delle tasse dovute. Oppure, pensando alle attività commerciali che ancora non riaprono o a chi ha perso il lavoro a causa del terremoto, come si fa a far pagare loro le tasse? Dunque il Governo, nonostante la crisi che stiamo vivendo, non potrà non fare la sua parte rinnovando la sospensione della tasse soprattutto per le categorie più deboli. Certamente anche un rinnovo della sospensione per tutti avrebbe dei vantaggi perché potrebbe essere di aiuto all’economia anche se c’è bisogno di molta chiarezza. Sembra, infatti, che i depositi bancari di una parte di aquilani siano aumentati. Se si vuole far sì, però, che questi soldi vengano spesi dagli aquilani per aiutare l’economia a rialzarsi, allora è altrettanto importante che, oltre la sospensione, il Governo ci dica con chiarezza quanto e quando dovremo restituire le tasse non pagate. Diversamente quei depositi faranno molto comodo solamente alle banche ma non all’economia locale. 

don Claudio Tracanna

 

 

 

 

PROVIAMO A SPIEGARCI

16 May 2010

E’ già da qualche tempo che l’assemblea cittadina sta riflettendo su quello che potrebbe rivelarsi il secondo terremoto per la città dell’Aquila: il problema economico, in senso lato, includendovi gli aspetti finanziari, tributari e fiscali, dell’occupazione e del mercato.

Riflettendo sullo “status quo” e su quello che dovrebbe succedere dopo il 30 giugno, ultimo giorno di sospensione degli adempimenti fiscali, si è aperto un valido dibattito, anche con pubblicazioni sui giornali locali e sui blog, a cui ha partecipato l’intera assemblea, demandando ad un tavolo apposito lo svisceramento del problema, ma anche organi esterni all’assemblea quali Mons. Molinari, il dott. Bazzucchi, ricercatore del CRESA, il dott. Ettore Perrotti, presidente dei giovani commercialisti, Luigi Fabiani, tributarista, l’assessore Roberto Riga ed altri, a dimostrazione dell’importanza del problema e dell’impellenza di trovarvi soluzione.

In parte, l’approvazione dell’istituzione della Zona Franca Urbana da parte del CIPE, alleggerisce gli effetti del problema almeno nel suo aspetto fiscale, ma ne sospendiamo il giudizio in attesa del regolamento attuativo e della definitiva consacrazione.

Restano in piedi alcuni grossi aspetti, alcuni corollari alle tasse altri autonomi, che riguardano tutti i cittadini aquilani. L’assemblea ne ha evidenziato alcuni ritenuti più importanti per la loro portata e per l’impatto che potrebbero avere sulla città che viene da un anno ad economia ridotta, ed ha stilato la seguente

PIATTAFORMA DI RICHIESTE

1) Detassazione e decontribuzione dei redditi dei residenti nel cratere e successiva restituzione in dieci anni al 100% senza maturazione d’interessi (questa parte potrebbe essere in parte soddisfatta dall’introduzione della Zona Franca, a condizione che quest’ultima preveda una pari dignità di agevolazioni per le imprese di nuova istituzione e per quelle esistenti al 6 aprile 2009, una pari dignità per i nuovi assunti e per quelli che già lavoravano ante sisma, in uno che non crei una scorretta concorrenza interna a favore delle nuove aziende e a discapito delle già martoriate aziende pre-esistenti e che sia estesa anche ai pensionati, ai lavoratori dipendenti siano essi di aziende pubbliche che private, ai professionisti, agli artigiani, ai commercianti ed alle piccole imprese.)

2) Congelamento per cinque anni (senza maturazione d’interessi o sanzioni) delle imposte e dei contributi iscritti a ruolo (Equitalia) a qualsiasi titolo e pagamento nei successivi 10 anni al 100% delle somme iscritte antecedentemente al 6 aprile 2009 (questo aspetto, assolutamente non previsto da nessuna normativa, sarà il più impattante e doloroso per molti operatori economici dell’Aquila ed anche per tutti coloro che hanno iscritte a ruolo cartelle a vario titolo – ICI, TOSAP, TARSU, Contravvenzioni, INPS, INAIL, Imposte e tasse, Contributi ai Consorzi di Bonifica, etc. – ai quali gli agenti riscossori di Equitalia cercheranno di recuperare, a volte con strumenti coercitivi quali il fermo amministrativo o l’ipoteca sugli immobili, somme che pare assommino a decine di milioni di euro – sarebbe opportuno che qualcuno ci dicesse quanti sono.)

3) Cancellazione delle iscrizioni nelle banche dati interbancarie (CRIF, CRIC, CAI, Centrale Rischi Banca d’Italia, etc.) delle segnalazioni successive al 6 aprile 2009 e cancellazione dei protesti dal registro delle CCIAA (questo problema, sorto a seguito dell’impossibilità di poter pagare in mancanza di alcun reddito, crea un problema diretto – impossibilità di accedere al credito per riattivare l’azienda – ed uno indiretto –essere inseriti in banche dati che poi vengono conservate per anni e che vengono utilizzate nella valutazione commerciale dell’azienda, anche dopo aver regolarizzato la posizione.) 

4) Congelamento dei mutui immobiliari fino alla data di riutilizzo del bene (è oltremodo immorale pagare le rate di un mutuo immobiliare garantito da un immobile non utilizzabile e, in alcuni casi, a tutt’oggi con futuro incerto in relazione alla sua riparazione, ricostruzione o demolizione, sempre in considerazione del fatto che molti operatori non hanno un reddito per poter pagare e non dimenticando che spesso il sistema bancario ha fatto ricorso al mutuo garantito da ipoteca per “chiudere” posizioni commerciali, ovvero per acquisire una garanzia reale a fronte di debiti aziendali.)

5) Congelamento di finanziamenti, prestiti, mutui chirografari e castelletti commerciali di ogni tipo fino ad un massimo di 5 anni con possibilità di rinegoziazione proposta da entrambi i contraenti (non unilateralmente da parte delle Banche)( è corollario di quanto detto per i mutui immobiliari ma inserendo anche le società finanziarie, le società di leasing e gli operatori finanziari che a vario titolo ruotano intorno alle aziende. Questo problema, come anche il precedente, deve essere portato all’attenzione del Prefetto in quanto responsabile dell’Osservatorio anti usura e del credito, altrimenti scoppierebbe una piaga che solo in parte a L’Aquila è contenuta.)

6) Creazione di un “confidi di stato” (FINTECNA) per agevolare l’accesso al credito (è il logico ultimo passo per consentire alle aziende di poter accedere al credito ed autofinanziarsi per ripartire, con una forma di prestito garantito da soggetto esterno in una percentuale dell’80%, sulla base di un business plane e di una capacità restituiva congrua.)

7) Sospensione per 5 anni del versamento dei contributi INPS e loro accreditamento figurativo, con restituzione nei successivi 10 anni senza maturazione di interessi o sanzioni e con rilascio del DURC per chi sottoscrive il piano (questo aspetto, delicato per alcune aziende, consentirebbe di poter pianificare il versamento dei contributi che non dovessero godere delle eventuali agevolazioni previste dalla Zona Franca: si pensi al paradosso per cui le nuove assunzioni godrebbero dell’esonero del versamento dei contributi, e le aziende che, nonostante il terremoto, non hanno licenziato i propri dipendenti, si vedrebbero costrette a pagare tutto!)

8) Normativa comunale sugli affitti e le locazioni (questo aspetto è necessario in quanto gli operatori economici hanno grosse difficoltà a trovare locali con affitti “normali” per cui, pur di ripartire, stanno pagando canoni molto più alti di quanto pagassero prima ed inoltre è in aperto contrasto con lo spirito della Zona Franca, perché i nuovi investitori non hanno l’anello al naso: chi pagherebbe capannoni  o locali commerciali ad un prezzo superiore ai 10 euro/mq? Basterebbe che il Comune, sulla base dei dati rilevati dall’Osservatorio dei prezzi presso la C.C.I.A.A. dell’Aquila nel trimestre precedente il sisma, emanasse una normativa.)

9) Sospensione della riscossone da parte del Comune dei tributi locali (dando l’esempio il Comune, non solo non perderebbe il credito, ma avrebbe la certezza della riscossione in un periodo più lungo: cinque anni di congelamento e riscossione, certa, nei successivi dieci anni.)

10) Rivisitazione e modifica del correttivo territoriale degli Studi di Settore (l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di rettificare il parametro del Cluster territoriale degli Studi di Settore e quindi rendere più veritiera la situazione economica dei paesi del “cratere”, senza dover obbligare i contribuenti a strane cabale per far capire che non c’è un soldo.)

11) Censimento dei disoccupati, inoccupati e posizioni precarie o soggetti che godono di ammortizzatori sociali temporanei (è necessario sapere l’effettiva consistenza della situazione occupazionale della città dell’Aquila, oltre i dati aggregati, per capire cosa è successo ai cittadini a seguito del terremoto: chi ha smesso di lavorare come dipendente ed ha aperto un’attività, chi se ne è andato, chi è riuscito a “riciclarsi” magari nell’edilizia, etc.)

Alla luce di quanto sopra,l’assemblea ha deciso di aprire uno sportello informativo dove vengono raccolte le firme sulla piattaforma di richieste, ma dove vengono anche raccolti, nel rispetto della privacy, i dati e le problematiche, e laddove opportuno, attivate forme di tutela collettiva dei diritti. Lo sportello sarà di volta in volta nei nuovi quartieri e raccoglierà le firma anche in alcuni punti vendita che verranno comunicati.

Per martedì 25 maggio stiamo organizzando un incontro con il Prefetto, il direttore dell’INPS, dell’INAIL, dell’Agenzia delle Entrate, di Equitalia, dell’ABI, della CCIAA dell’Aquila, con il Sindaco, il Presidente della Provincia e della Regione. Speriamo anche con il ministro Tremonti.

Per giugno si sta organizzando una grossa mobilitazione a Roma per difendere i nostri diritti.

Queste richieste possono essere estese a tutto il “cratere”, al contrario della Zona Franca che prevede i suoi benefici solo al territorio del Comune dell’Aquila, sbattendo la porta in faccia ai nuclei industriali di S. Demetrio, Fossa, Poggio Picenze, Scoppito ed a tutti gli abitanti e gli operatori commerciali dei comuni limitrofi all’Aquila, che hanno subito, quanto noi, il terremoto.

Come si può vedere, non si chiede elemosina o stravolgimenti dello stato di diritto, ma una moratoria di cinque anni, necessari per ripartire autofinanziandoci e senza far perdere allo Stato, agli Enti ed alle Banche nessun credito, ma solo posticipandone la riscossione; riscossione che oggi sarebbe mortale per l’economia locale e, a conti fatti, esigua per i creditori per mancanza di materia prima: i soldi. 

Luigi Fabiani

 

Dalla nostra parte

11 April 2010

Carissimo Sindaco, (caro Massimo , come dicono alcuni; Chals babbo, per gli amici di tuo figlio)

come tutti, hai la piena consapevolezza che ci è capitato proprio un guaio. Più dei problemi, sono le ossa rotte che ci dolgono, la meraviglia, il non farcene ancora capaci. Come tutti hai apprezzato la valenza psicologica dello spettacolo Animammersa, che ci tira fuori il dolore, lo stupore, in un pianto liberatorio.

Fra tutti, tu però sei il Sindaco.

Come tutti, il giorno stesso del dolore, contemporaneamente al dolore, hai avuto immediata la reazione della vita: che fare. La spinta a fare, il bisogno di fare. Per noi, per gli altri, per i nostri figli, per i nostri genitori, per i più deboli. La nostra è la generazione che DEVE affrontare il problema. E come tutti, immagino, hai avuto forte la spinta dell’ottimismo: possiamo fare, ricostruire com’era, dov’era ma migliore, più grande. Mettere in campo le forze migliori della nostra collettività.

Fra tutti, tu però sei il Sindaco.

Sono passati 12 mesi. Hai provato la fatica del governare in una città disgregata, hai conosciuto il milione di piccoli e grandi problemi che questo nostro terremoto ha creato, inimmaginabili finchè non si incontrano, hai dovuto decidere e risolvere questioni anche di poco conto, hai dovuto lottare quotidianamente, come tutti, nel privato per “sopravvivere” e nel tuo lavoro per “difendere” i diritti negati alla tua comunità. Come tutti hai dovuto assistere impotente a quanto ci hanno fatto.

Sappiamo che è così: la gestione delle emergenze l’abbiamo conosciuta e l’abbiamo dovuta imparare in fretta. A tutti è venuto spontaneo il paragone con la guerra, con il dopoguerra.

Fra tutti, tu però sei il Sindaco.

E’ la nostra generazione, Sindaco, che porta sulle spalle il peso del futuro, per i nostri figli, attoniti e confusi, e per i nostri genitori, quelli che hanno costruitole case che ci sono state tolte, quelli che hanno pagato il prezzo più alto alla distruzione del sisma. A proposito, Sindaco, sarà bene aggiungere nelle prossime commemorazioni del 6 aprile, fra i nomi delle vittime (quasi) tutte giovani dei crolli, i nomi dei tanti (quanti sono, ce lo volete dire?) anziani morti di crepacuore lontani dalle loro case, vittime del sisma prima e della deportazione poi.

E questa nostra generazione, ci è sembrato, ha risposto immediatamente “presente”.

Se scorriamo le tante pagine dei blog, dei periodici , dei giornali, scritte dopo il 6 aprile, vediamo sempre presenti i professionisti, gli imprenditori, i lavoratori, i genitori, i professori, i medici.

Tutti attenti agli avvenimenti, tutti alla ricerca di uno spazio per poter dare il proprio contributo fattivo e progettuale alla ripresa, alla ricostruzione. E al loro fianco i giovani. Tanti. Quelli che, “grazie” al terremoto forse non saranno dei “bamboccioni”.

Tutti noi, tutti i cittadini, finora siamo stati tenuti lontano da tutto, come pure voi. Siamo stati nutriti, parcheggiati, divisi negli affetti, spostati, ci hanno dato una casa (non a tutti, chi sa se qualcuno riesce a capirlo: le case alloggiano 17.000 cittadini su oltre 60.000), ma nessuno ci ha ascoltati, nessuno ha soddisfatto i nostri bisogni, nessuno ha lavorato per il futuro della nostra comunità: il lavoro, il progetto sociale, le attese di chi aveva scelto di restare a L’Aquila (o di venirci) anche per la ricchezza sociale e per il livello di sostenibilità della vita.

Ci hai rimproverato, perchè solo adesso, che la Protezione Civile se ne è andata, solo adesso scendiamo in piazza a protestare.

Ma invece la lettura giusta del nostro essere presenti è positiva.

Noi Sindaco rivendichiamo il diritto di essere cittadini partecipi: partecipi delle scelte (ora che finalmente la protezione civile se ne è andata), partecipi delle decisioni, partecipi della ricostruzione della nostra Città.

Perchè solo con la nostra partecipazione tu potrai lavorare per la Città libero dalle pastoie della “politica” dei partiti, quella che finora ti ha impedito di fare scelte veloci, coraggiose e giuste. E libero dalle imposizionidei comitati d’affari.

Lo sappiamo, sai, cosa succede nel palazzo: lo sappiamo quante trattative estenuanti ti tocca fare per estorcere dalla tua maggioranza e dall’opposizione un qualsiasi atto che ci faccia fare un passo avanti.

Lo sappiamo quanta difficoltà per mandare avanti una macchina che non ne vuole sapere di camminare, pastoie burocratiche, lungaggini procedurali, impreparazione dei preposti alle funzioni, personale decimato anche dalle deportazioni. E su tutto questo la novità della situazione, che nessuno sa affrontare.

Noi però siamo dalla tua parte: cioè dalla nostra parte. Abbiamo dei progetti, delle soluzioni e le vogliamo confrontare. Abbiamo delle competenze e le vogliamo spendere. Abbiamo la voglia di investire anche in proprio, per la comune rinascita.

Stiamo portando avanti, a l’Aquila, grazie alla eccezionalità della situazione, un laboratorio politico di partecipazione.

Tutti noi dobbiamo contare su quello che si chiama “capitale sociale” , la partecipazione dei cittadini, la “condivisione della lealtà civile” (che non è obbligatoriamente condivisione delle scelte). E’ l’unico strumento a nostra disposizione per ricostruire la nostra città senza imbrogli, senza ruberie, senza truffe, inganni, sgambetti, corruzioni, senza imposizioni dall’alto. E’ l’unico strumento per ricostruire la nostra città e con essa la comunità civile che la componeva, e per ricostruirla migliore e più pulita, rimuovendo insieme alle macerie tutte le brutture della “politica” ladrona che per anni ci hanno oppresso e immobilizzato, che ci hanno portato anche ai colpevoli crolli delle case col trucco (bell’esempio, uno per tutti, le case acquistate recentemente dall’Ater!!!).

Noi puntiamo su di te perchè noi crediamo nelle istituzioni democratiche, le vogliamo difendere dalle picconate del malcostume, delle riforme inutili, delle bugie di chi ha ridotto alla fame l’economia e ci vuole ancora  imbonire con frottole e menzogne. Ma soprattutto vogliamo vigilare affinchè la nostra città resti nostra, bella, vivibile. Abbiamo investito tutta la nostra vita su di essa: qui abbiamo costruito le nostre famiglie, le nostre occupazioni, i nostri sogni.

Non abbiamo altro da perdere: possiamo solo ripartire.

Abbiamo avuto 12 mesi per ritrovare l’orientamento, per elaborare il lutto collettivo e personale, per digerire l’indigeribile, per capire che cosa ci era successo, per sistemare le nostre famiglie e per ricominciare ad organizzare la nostra vita “politica” (da polis, ovviamente). Non abbiamo mai smesso di tenere alto il livello di attenzione su quello che facevate, chi aveva il potere di fare, chi aveva il potere di impedire. Abbiamo ragionato, scritto, elaborato, prodotto.

Abbiamo delle “piattaforme” da cui partire. E abbiamo tutte le competenze necessarie a portarle avanti.

Siamo decisi a controllare da vicino chi si occupa dei nostri affari, vogliamo sapere come se ne occupa, vogliamo partecipare alle scelte e alle decisioni.

Noi siamo pronti, Sindaco. E vogliamo percorrere il tragitto con i nostri rappresentanti. Sei tu che devi scegliere i tuoi compagni di viaggio.

report

28 March 2010

 Il 21 marzo a L’Aquila è iniziata una nuova era. I cittadini insieme a dialogare, pacatamente, con il desiderio di dire ma anche di ascoltare. Con il bisogno di condividere, di suggerire di partecipare. Con l’intento di agire e non aspettare che altri facciano per loro.

La nuova era della consapevolezza del fallimento del sistema politico amministrativo attuale, la consapevolezza del fallimento del sistema economico assistenziale clientelare.

Le proposte sono piccole, perchè è sulle piccole cose che si deve iniziare a discutere, a testaare la civiltà, la ragionevolezza, la concordia, la collaborazione.

Un nuovo modo di essere cittadini, ma soprattutto un nuovo modo di comunicare ed interagire.

Adesso non perdiamo il filo. 

La nostra città si trasformi in fucina di iniziative e di sperimentazione.

Tutti noi oggi, quelli che c’erano e quelli che avrebbero voluto esserci, e che ci saranno, siamo come bambini che devono imparare a camminare.

Fianco a fianco con civiltà. Fianco a fianco al di là delle diversità.

E giovani, anziani, uomini e donne, professori ed artigiani, commercianti e studenti.

Diversi, evviva, e senza etichette. Cioè, finalmente, tutti uguali.

Mi sono seduta al mio tavolo, conoscevo 2 persone su 10. Non mi sono chiesta chi fossero gli altri (figli di chi, amici di chi, di che partito), non era proprio l’ambiente giusto per queste presupponenti classificazioni.

Non erano neanche "famosi leader" dei comitati. Nessuno di noi lo era.

E forse nel sentirli parlare non si è neanche capito se fossero "di destra" o "di sinistra".

Eravamo dei cittadini in assoluta parità riconosciuta da tutti noi.

E così abbiamo parlato di noi, dei problemi, delle idee, delle proposte. Abbiamo fatto anche un po’di analisi, cercando i punti di condivisione, senza urla, senza atteggiamenti da tifosi, senza preconcetti. Nessuno dinoi ha pensato, neanche per un istante, di avere la verità in tasca.

Quasi guardinghi, ci scambiavamo idee, guardando di sottecchi i nostri colleghi di tavolo, timorosi di dire cazzate, timorosi di ferire o offendere.

Che bello.

Che civiltà.

Non restasse niente delle "carriole", questo sarebbe già tanto.

Ma non credo che non resterà nulla.

I progetti sono già partiti, i gruppi si sono riuniti, si riuniranno ancora. I G.A.S. sono in corso di realizzazione. Collemaggio è stata "sopralluogata".

E la piazza domani sarà di nuovo piena, e di nuovo riusciremo a parlare fra di noi.

Ho voluto contribuire a diffondere il report del s-ost, affinchè si capisca che cosa abbiamo fatto, di che abbiamo parlato, cosa pensiamo di voler fare domani.

Leggetelo.

Un report sintetico, giustamente, e per questo leggibile con poco sforzo.

Lo regalo ai cittadini di tutta italia, da parte di tutti gli aquilani, bruscamente risvegliati dal terremoto. 

Trovate il report nella home del sito www.anno1.org

 

contro chi?

23 February 2010

Contro chi?

Ero alla manifestazione di domenica, quando siamo andati a Piazza Palazzo. Sono contenta di esserci andata. L’emozione era tangibile e condivisa. La maggior parte delle persone, composte. Poi mi hanno chiesto: perché manifestare? Contro chi manifestare? In effetti non me lo ero chiesta prima, una riflessione è doverosa.

Ho trovato diverse risposte: testimoniare, rompere un muro di silenzio, affermare un’appartenenza (io appartengo alla mia città come lei è parte di me), rendere evidente un interesse …

La migliore però è esserci. Esserci perché nessun altro può fare niente. Solo io, solo noi possiamo fare quello che riteniamo necessario per la nostra città, per la nostra vita. E basta accettare / subire impedimenti vari.

La gestione della straordinaria situazione in cui ci troviamo è stata fino ad oggi ordinaria, in tutti i sensi. I responsabili nazionali sono ormai disvelati nei loro interessi ben poco originali, ordinari appunto. Le ragioni di scelte opinabili sono state scoperte. Il budget della nostra specifica catastrofe è stato in gran parte allocato. I responsabili locali, come d’ordinario, hanno badato alla propria immagine e a quello che si può definire, per analogia, il guadagno secondario: visibilità, rendite di posizione, sottomissione al potere, piccole discrezionalità, sono stati paralizzati da vecchi e nuovi giochi di potere.

Ora poi ci sono le elezioni e le regole sono quelle di sempre. Non mi aspetto che cambi qualcosa in rapporto alla situazione straordinaria, anzi. L’Aquila non ha mai avuto un gran peso elettorale, neanche nella Provincia. Per non parlare della Regione dalla quale mi aspetto che continui a drenare risorse dall’aquilano verso altri territori come sempre, più di sempre.

I tecnici istituzionali hanno brillato per la loro assenza. Guardiamo autobus, servizi, equità tra cittadini, tutela del patrimonio … quali dirigenti hanno perseguito gli obiettivi di assicurare il meglio in tali campi?

Quindi i soli che vivendo una situazione straordinaria possono dare una risposta adeguata siamo ciascuno di noi. Gran parte degli errori possibili sono già stati commessi, gran parte dei ritardi sono ormai consolidati. I danni che i puntellamenti avrebbero dovuto evitare mettendo in sicurezza tempestivamente gli immobili si sono realizzati. Su quest’ultimo punto, per esempio, se avessimo vigilato forse avremmo potuto evitare i ritardi e gli sprechi che nessun’altro ha evitato.

Come dicono in molti “basta lasciar fare, lasciar correre”, voglio vedere, voglio sentire, voglio sapere e voglio esserci. Non che prima così non fosse, ma, come molti credo, pensavo che il compito fosse troppo grande e che alla estromissione dei cittadini e alla sospensione delle regole operata dalla Protezione Civile e commissari vari potesse corrispondere una maggiore specifica responsabilità verso la ricostruzione. Ormai è chiaro che sbagliavo. Abbiamo avuto un gran lavoro per adattarci alla straordinaria situazione e continuare a far fronte ai compiti quotidiani, abbiamo aspettato … ma oggi non abbiamo nulla o quasi. Non più la città, non più la casa, non servizi, non chiarezza, non trasparenza, non progettualità, non pianificazione …

Io dico che dovremmo tutti i giorni andare a vedere cosa succede: cosa puntellano, cosa decidono, cosa progettano e discuterlo, se necessario bloccarlo con la nostra semplice presenza. Ma chi ha tempo? Per questo la rete aiuta, è cruciale.

Quindi contro chi? Contro chi non rende mai conto del proprio operato, contro i dirigenti che dirigono male, contro i giornalisti che non informano, contro chi la butta sempre in politica (sia chiaro è sempre politica, ma quella che interpreta le persone, le culture, i progetti, non quella che si riassume nelle elezioni e buona notte), contro chi non ha mai in mente il bene comune.

Ma soprattutto a favore di che manifestare? Per assumerci la responsabilità del futuro, nostro, dei nostri figli, della nostra città.

Forse non vinceremo mai, vale la pena provare, anche per risultati parziali. Quindi anche domenica ci sarò. E pazienza se per indignarsi serve l’occhio esterno delle troupe televisive, forse anche quello aiuta.


Questo Natale a L’Aquila

22 December 2009

 

Si sa.
Il Natale, frettolosamente, equivale all’albero e al presepe.
Due simboli pagani che ci accompagnano da quando siamo nati.
Qui, a L’Aquila, stavolta, conteremo pochi alberi: il legno serve ancora a puntellare case, volte affrescate, mura medievali, facciate di chiese e palazzi.
Il presepe, poi, lo abbiamo appena fuori di casa: case precarie, di legno, per i più fortunati, sono state poste nei giardini, all’angolo delle strade, nei campi che nessuno più coltiva, anche per la neve e per il freddo che, qui come altrove, o forse più che altrove, stanno rendendo difficile ed insensato ogni dì.
Natale come segno di rinascita.
Mai come oggi, da Aquilano, lo spero e lo voglio: rinascita non tanto e non solo di una Città martoriata eppur bellissima, ma anche e soprattutto di un modo di vivere e stare insieme all’ombra placida del Gran Sasso. Società, economia, lavoro, case vere e forti, come il nostro animo.
E’ vero, l’aquilano per carattere è un pò chiuso. Sarà colpa dell’essere da millenni circondato da montagne, sarà colpa del dover fare della parsimonia il proprio stile di vita, che è fondamentalmente rurale e pastorale (ve ne sono importanti riflessi nella gastronomia, anche), ma da qualche mese ha imparato il valore della solidarietà, dell’aiuto che si da senza chiedere.
Questo, stavolta, è il Natale a L’Aquila: sobrietà senza lacrime - le abbiamo piante tutte - e con la coscienza di chi, segnato dalla Storia che ama tristemente ripetersi, ancora una volta vuole la dignità che gli appartiene.
Stato, Istituzioni, Gesù Cristo, Babbo Natale: chiunque ascolti, sappia solo che ci sono aquilani che rappresentano la spina dorsale di una volontà concreta di continuare a costruire un domani. Non solo la propria casa, ma soprattutto la propria gente, la propria continuità.
Se questo è il Natale Aquilano anche per Voi, io vi dico Buon Natale.
 
Fabrizio Lazzaro  
 

 

grazie Iacona

14 September 2009

 

Avete visto ieri sera il programma di Iacona?

Come sempre l’importanza di una denuncia simile viene sottaciuta, "silenziata" dalla cassa di risonanza dell’informazione, oramai chiaramente di regime.

Esatto, noi aquilani siamo un popolo "occupato", siamo sotto il tallone di ferro della macchina del Governo, tesa esclusivamente a far favori ai pochi, troppo pochi, graditi e complici: maghi del mattone, aquilani e non, stanno incassando cifre stratosferiche, quelle destinate a noi, a chi non ha più casa, a chi ha perso i propri beni, il lavoro, l’azienda, lo studio professionale.

Il tutto passa ovviamente sotto il silenzio dei media, se va bene, o attraverso la propaganda di regime: Porta a porta trasmette in diretta la consegna delle "prime case": quelle fatte per Onna dalla provincia di trento e dal governo tedesco, non quelle del piano Ca.se., peccato si siano dimenticati di dirlo.

E per farlo, per far fare all’amico bella figura con le disgrazie altrui, si modifica il palinsesto della TV.

E tutti zitti, quando un giornalista (merce rarissima in Italia) fa un’inchiesta, con tutte le regole, rispettando anche il contraddittorio, scendendo al nocciolo della questione. Se si analizza il problema "Abruzzo", se si scende sotto le qualunquistiche superfici di apparenza, il nodo ridiventa ovviamente politico : quanto danno hanno fatto anni di condoni, di regole non applicate, di gestione del potere atto alla rapina del territorio e non alla sua salvaguardia? E quanta responsabilità di questo ha l’attuale governo e gli appartenenti a questa maggioranza politica?

E soprattutto: attenzione che il caso Abruzzo non è un caso, e non è un problema locale.

Li abbiamo visti tutti: Tempesta, Susi, Pace …….

E chiaramente, lavoro fatto negli anni con il silenzio (!?) dell’opposizione.

Ci viene da chiedere a Franceschini e Bersani: siete sicuri che l’opposizione si faccia parlando delle escort? Siete sicuri che almeno voi non potevate fare niente per L’Aquila?

Aggiungiamo: al sacco del territorio e dei fondi per la ricostruzione, partecipa allegramente anche il nostro caro Presidente della Regione (sarà un caso che appartiene allo stesso schieramento politico?): come mai i pochi soldi del G8 spesi per la comunicazione sono finiti di nuovo, come sempre da anni, ad aziende Pescaresi (anzi, non ad aziende, ad una solita sempre presente: Carsa , grande azienda diretta dal figlio del costruttore Di Vincenzo?).

Allora.

Grazie Iacona. Almeno tu ci fai sentire di non essere dal lato sbagliato della barricata: noi onesti, quelli che gli altri chiamano fessi, quelli che sono stufi di mazzette e malgoverno, quelli che sono sfiduciati dai partiti (tutti), che sembrano tutti uguali (non lo sono, ma fanno di tutto per sembrarlo), quelli che preferiscono la verità alla menzogna, quelli che pensano che le morti si potevano e si dovevano evitare, quelli che insegnano ai figli l’onestà del lavoro (che non fa diventare ricchi), quelli che sanno distinguere fra buona amministrazione e cattiva amminsitrazione, quelli che condannano il furto, ma anche la connivenza, la collusione, o il malgoverno dell’opportunismo delle allenze, quelli che oggi non hanno casa, ma non sono fra gli amici degli amici che stanno arraffando tutto, quelli che hanno delle aziende che onestamente restano escluse dalle gare "riservate", "manovrate", "discrezionali" o peggio "concordate", professionisti esclusi dagli incarichi politici, ma anche dagli incarichi tecnici (che magari non tacerebbero davanti a case costruite male o a piani regolatori di comodo), tutte le persone che non entreranno mai nel giro della "Casta".

Grazie Iacona soprattutto per averci promesso che sarai a L’Aquila con le tue telecamere per la ricostruzione: almeno un testimone.