contro chi?

23 Febbraio 2010

Contro chi?

Ero alla manifestazione di domenica, quando siamo andati a Piazza Palazzo. Sono contenta di esserci andata. L’emozione era tangibile e condivisa. La maggior parte delle persone, composte. Poi mi hanno chiesto: perché manifestare? Contro chi manifestare? In effetti non me lo ero chiesta prima, una riflessione è doverosa.

Ho trovato diverse risposte: testimoniare, rompere un muro di silenzio, affermare un’appartenenza (io appartengo alla mia città come lei è parte di me), rendere evidente un interesse …

La migliore però è esserci. Esserci perché nessun altro può fare niente. Solo io, solo noi possiamo fare quello che riteniamo necessario per la nostra città, per la nostra vita. E basta accettare / subire impedimenti vari.

La gestione della straordinaria situazione in cui ci troviamo è stata fino ad oggi ordinaria, in tutti i sensi. I responsabili nazionali sono ormai disvelati nei loro interessi ben poco originali, ordinari appunto. Le ragioni di scelte opinabili sono state scoperte. Il budget della nostra specifica catastrofe è stato in gran parte allocato. I responsabili locali, come d’ordinario, hanno badato alla propria immagine e a quello che si può definire, per analogia, il guadagno secondario: visibilità, rendite di posizione, sottomissione al potere, piccole discrezionalità, sono stati paralizzati da vecchi e nuovi giochi di potere.

Ora poi ci sono le elezioni e le regole sono quelle di sempre. Non mi aspetto che cambi qualcosa in rapporto alla situazione straordinaria, anzi. L’Aquila non ha mai avuto un gran peso elettorale, neanche nella Provincia. Per non parlare della Regione dalla quale mi aspetto che continui a drenare risorse dall’aquilano verso altri territori come sempre, più di sempre.

I tecnici istituzionali hanno brillato per la loro assenza. Guardiamo autobus, servizi, equità tra cittadini, tutela del patrimonio … quali dirigenti hanno perseguito gli obiettivi di assicurare il meglio in tali campi?

Quindi i soli che vivendo una situazione straordinaria possono dare una risposta adeguata siamo ciascuno di noi. Gran parte degli errori possibili sono già stati commessi, gran parte dei ritardi sono ormai consolidati. I danni che i puntellamenti avrebbero dovuto evitare mettendo in sicurezza tempestivamente gli immobili si sono realizzati. Su quest’ultimo punto, per esempio, se avessimo vigilato forse avremmo potuto evitare i ritardi e gli sprechi che nessun’altro ha evitato.

Come dicono in molti “basta lasciar fare, lasciar correre”, voglio vedere, voglio sentire, voglio sapere e voglio esserci. Non che prima così non fosse, ma, come molti credo, pensavo che il compito fosse troppo grande e che alla estromissione dei cittadini e alla sospensione delle regole operata dalla Protezione Civile e commissari vari potesse corrispondere una maggiore specifica responsabilità verso la ricostruzione. Ormai è chiaro che sbagliavo. Abbiamo avuto un gran lavoro per adattarci alla straordinaria situazione e continuare a far fronte ai compiti quotidiani, abbiamo aspettato … ma oggi non abbiamo nulla o quasi. Non più la città, non più la casa, non servizi, non chiarezza, non trasparenza, non progettualità, non pianificazione …

Io dico che dovremmo tutti i giorni andare a vedere cosa succede: cosa puntellano, cosa decidono, cosa progettano e discuterlo, se necessario bloccarlo con la nostra semplice presenza. Ma chi ha tempo? Per questo la rete aiuta, è cruciale.

Quindi contro chi? Contro chi non rende mai conto del proprio operato, contro i dirigenti che dirigono male, contro i giornalisti che non informano, contro chi la butta sempre in politica (sia chiaro è sempre politica, ma quella che interpreta le persone, le culture, i progetti, non quella che si riassume nelle elezioni e buona notte), contro chi non ha mai in mente il bene comune.

Ma soprattutto a favore di che manifestare? Per assumerci la responsabilità del futuro, nostro, dei nostri figli, della nostra città.

Forse non vinceremo mai, vale la pena provare, anche per risultati parziali. Quindi anche domenica ci sarò. E pazienza se per indignarsi serve l’occhio esterno delle troupe televisive, forse anche quello aiuta.


Questo Natale a L’Aquila

22 Dicembre 2009

 

Si sa.
Il Natale, frettolosamente, equivale all’albero e al presepe.
Due simboli pagani che ci accompagnano da quando siamo nati.
Qui, a L’Aquila, stavolta, conteremo pochi alberi: il legno serve ancora a puntellare case, volte affrescate, mura medievali, facciate di chiese e palazzi.
Il presepe, poi, lo abbiamo appena fuori di casa: case precarie, di legno, per i più fortunati, sono state poste nei giardini, all’angolo delle strade, nei campi che nessuno più coltiva, anche per la neve e per il freddo che, qui come altrove, o forse più che altrove, stanno rendendo difficile ed insensato ogni dì.
Natale come segno di rinascita.
Mai come oggi, da Aquilano, lo spero e lo voglio: rinascita non tanto e non solo di una Città martoriata eppur bellissima, ma anche e soprattutto di un modo di vivere e stare insieme all’ombra placida del Gran Sasso. Società, economia, lavoro, case vere e forti, come il nostro animo.
E’ vero, l’aquilano per carattere è un pò chiuso. Sarà colpa dell’essere da millenni circondato da montagne, sarà colpa del dover fare della parsimonia il proprio stile di vita, che è fondamentalmente rurale e pastorale (ve ne sono importanti riflessi nella gastronomia, anche), ma da qualche mese ha imparato il valore della solidarietà, dell’aiuto che si da senza chiedere.
Questo, stavolta, è il Natale a L’Aquila: sobrietà senza lacrime - le abbiamo piante tutte - e con la coscienza di chi, segnato dalla Storia che ama tristemente ripetersi, ancora una volta vuole la dignità che gli appartiene.
Stato, Istituzioni, Gesù Cristo, Babbo Natale: chiunque ascolti, sappia solo che ci sono aquilani che rappresentano la spina dorsale di una volontà concreta di continuare a costruire un domani. Non solo la propria casa, ma soprattutto la propria gente, la propria continuità.
Se questo è il Natale Aquilano anche per Voi, io vi dico Buon Natale.
 
Fabrizio Lazzaro  
 

 

grazie Iacona

14 Settembre 2009

 

Avete visto ieri sera il programma di Iacona?

Come sempre l’importanza di una denuncia simile viene sottaciuta, "silenziata" dalla cassa di risonanza dell’informazione, oramai chiaramente di regime.

Esatto, noi aquilani siamo un popolo "occupato", siamo sotto il tallone di ferro della macchina del Governo, tesa esclusivamente a far favori ai pochi, troppo pochi, graditi e complici: maghi del mattone, aquilani e non, stanno incassando cifre stratosferiche, quelle destinate a noi, a chi non ha più casa, a chi ha perso i propri beni, il lavoro, l’azienda, lo studio professionale.

Il tutto passa ovviamente sotto il silenzio dei media, se va bene, o attraverso la propaganda di regime: Porta a porta trasmette in diretta la consegna delle "prime case": quelle fatte per Onna dalla provincia di trento e dal governo tedesco, non quelle del piano Ca.se., peccato si siano dimenticati di dirlo.

E per farlo, per far fare all’amico bella figura con le disgrazie altrui, si modifica il palinsesto della TV.

E tutti zitti, quando un giornalista (merce rarissima in Italia) fa un’inchiesta, con tutte le regole, rispettando anche il contraddittorio, scendendo al nocciolo della questione. Se si analizza il problema "Abruzzo", se si scende sotto le qualunquistiche superfici di apparenza, il nodo ridiventa ovviamente politico : quanto danno hanno fatto anni di condoni, di regole non applicate, di gestione del potere atto alla rapina del territorio e non alla sua salvaguardia? E quanta responsabilità di questo ha l’attuale governo e gli appartenenti a questa maggioranza politica?

E soprattutto: attenzione che il caso Abruzzo non è un caso, e non è un problema locale.

Li abbiamo visti tutti: Tempesta, Susi, Pace …….

E chiaramente, lavoro fatto negli anni con il silenzio (!?) dell’opposizione.

Ci viene da chiedere a Franceschini e Bersani: siete sicuri che l’opposizione si faccia parlando delle escort? Siete sicuri che almeno voi non potevate fare niente per L’Aquila?

Aggiungiamo: al sacco del territorio e dei fondi per la ricostruzione, partecipa allegramente anche il nostro caro Presidente della Regione (sarà un caso che appartiene allo stesso schieramento politico?): come mai i pochi soldi del G8 spesi per la comunicazione sono finiti di nuovo, come sempre da anni, ad aziende Pescaresi (anzi, non ad aziende, ad una solita sempre presente: Carsa , grande azienda diretta dal figlio del costruttore Di Vincenzo?).

Allora.

Grazie Iacona. Almeno tu ci fai sentire di non essere dal lato sbagliato della barricata: noi onesti, quelli che gli altri chiamano fessi, quelli che sono stufi di mazzette e malgoverno, quelli che sono sfiduciati dai partiti (tutti), che sembrano tutti uguali (non lo sono, ma fanno di tutto per sembrarlo), quelli che preferiscono la verità alla menzogna, quelli che pensano che le morti si potevano e si dovevano evitare, quelli che insegnano ai figli l’onestà del lavoro (che non fa diventare ricchi), quelli che sanno distinguere fra buona amministrazione e cattiva amminsitrazione, quelli che condannano il furto, ma anche la connivenza, la collusione, o il malgoverno dell’opportunismo delle allenze, quelli che oggi non hanno casa, ma non sono fra gli amici degli amici che stanno arraffando tutto, quelli che hanno delle aziende che onestamente restano escluse dalle gare "riservate", "manovrate", "discrezionali" o peggio "concordate", professionisti esclusi dagli incarichi politici, ma anche dagli incarichi tecnici (che magari non tacerebbero davanti a case costruite male o a piani regolatori di comodo), tutte le persone che non entreranno mai nel giro della "Casta".

Grazie Iacona soprattutto per averci promesso che sarai a L’Aquila con le tue telecamere per la ricostruzione: almeno un testimone.

PROVVEDIMENTI ECONOMICI

25 Agosto 2009

 

Ritengo opportuno riprendere un discorso già avviato nei giorni scorsi relativo ad alcuni interventi urgenti per l’economia. Mi viene lo spunto dalla considerazione che nulla è stato fatto per avviare un vero rilancio dell’economia dei paesi del cratere.

Credo ci si debba muovere in queste direzioni:

1) ZONA FRANCA

Per ottenere i benefici derivanti dall’applicazione della Zona Franca, bisogna concentrarsi su due concetti fondamentali: cosa chiedere e per chi chiedere.

Partirei nell’analisi dal secondo punto: non si può insistere nell’allargamento della Zona Franca a tutta la provincia dell’Aquila perché è un territorio troppo vasto e, soprattutto, perché i danni subiti dall’economia “aquilana” non sono uguali a quelli subiti nelle altre zone della provincia. Gli operatori esterni al cratere hanno avuto ritardi nei pagamenti da parte dei clienti colpiti dal sisma; gli operatori interni al cratere non hanno, per lo più, neanche il posto dove operare: quanti negozi, studi professionali, botteghe artigiane hanno chiuso ed a fatica provano a riaprire. I politici non facciano le solite battaglie inutili tese solo a difendere il proprio bacino elettorale: il problema è molto più grande. L’economia dell’Aquila è ad un bivio: se venisse applicata la Zona Franca per il comune dell’Aquila, ci sarà un futuro, anche migliore al passato ante sisma; se ciò non accadesse L’Aquila è una città morta senza possibilità alcuna di ripartire.

Allora è importante essere determinati su quali agevolazioni chiedere per la Zona Franca: innanzitutto la totale detassazione per un periodo di cinque o dieci anni del reddito prodotto dalle imprese (artigiane, grandi, piccole, etc.), dai professionisti, dai commercianti ed in genere da tutti gli operatori economici del territorio comunale dell’Aquila. Questa richiesta non comporta un esborso diretto da parte dello Stato in quanto si tratterebbe di un minor incasso quantificabile, sulla base di quanto dichiarato dal ministro Tremonti, in circa un miliardo di Euro spalmato in un periodo di cinque anni, posto che il gettito erariale annuale del territorio interessato ammonta in un periodo normale a circa 256 milioni di Euro, e che per gli anni 2009 e 2010, tale gettito potrà si e no arrivare ad un terzo di quello “normale”.

La seconda richiesta dovrebbe essere l’azzeramento degli interessi e delle sanzioni maturate sui debiti iscritti a ruolo (siano essi erariali, contributivi o di imposte comunali, contravvenzioni etc.) e rateizzo della sorte capitale fino a 120 mesi direttamente con Equitalia Gerit S.p.A.; anche qui, nessun esborso, ma un minor incasso per lo Stato peraltro solo in apparenza, in quanto in questo modo le aziende non possono non pagare. Tale intervento peraltro consente alle aziende di poter richiedere il certificato DURC (documento unico di regolarità contributiva) richiesto per partecipare alle gare ed agli appalti pubblici e non solo.

2) FONDI DESTINATI ALLE AZIENDE

In questo caso, l’intervento congiunto di Provincia e Regione dovrebbe favorire tutto il territorio provinciale, aumentando la percentuale dei fondi da destinare alla provincia dell’Aquila e aumentando la percentuale dell’intervento agevolato, ad esempio con finanziamenti in conto capitale fino alla concorrenza dell’80% delle spese ammesse a contribuzione.

Riteniamo inoltre urgente l’attivazione dei PIT sospesi ad aprile: le Aziende beneficerebbero così di una immediata liquidità sui progetti presentati.

 

3) AUMENTO INDISCRIMINATO DEI PREZZI

Se il Sindaco, utilizzando i dati dell’osservatorio sui prezzi al consumo della Camera di Commercio, emettesse un’ordinanza in cui vengono fissati i prezzi massimi di alcuni beni di consumo e delle locazioni, ci sarebbe il presupposto per poi intervenire su chi compie azioni di “sciacallaggio” nei confronti della popolazione, altrimenti, senza questa ordinanza, si è nel campo della libera contrattazione. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe immediatamente effettuare controlli sulla regolarità dei contratti, sulla congruità del contratto sottoscritto con i redditi dichiarati, sia per il locatore che per il locatario (perché non si può sottoscrivere un contratto da 25/30 euro al metro quadrato e poi non dichiarare redditi congrui), sull’emissione di scontrini per la vendita di generi alimentari di prima necessità, arrivati ormai alle stelle.
 

Questi interventi assumono un’importanza fondamentale in considerazione che a gennaio la sospensione del pagamento degli assegni e dei titoli di credito finisce e le aziende si troverebbero, senza aver prodotto alcun reddito, a dover fronteggiare i fornitori, la fine della cassa integrazione per i loro dipendenti, il pagamento di mutui e finanziamenti e le pretese di Equitalia Gerit S.p.A.

L’applicazione, insieme e non alternativamente, di quanto esposto consentirebbe alle aziende di risollevarsi senza dover far ricorso a nuovi debiti per rilanciare la propria attività e agli Enti Pubblici locali (comuni e provincia) di recuperare i dissesti di bilancio applicando eventuali imposte locali di scopo finalizzate, ad esempio, alla copertura dei servizi attualmente offerti (trasporti, smaltimento rifiuti, etc.) che non hanno copertura nel decreto “Abruzzo”.

 

Luigi Fabiani

 

 

La notte di San Lorenzo

13 Agosto 2009

Lo sfasamento evidente che, denso, ci avvolge, ha in qualche modo reso possibile che la notte di San Lorenzo, con le sue stelle cadenti, si celebri ben tre notti dopo.

Le maree, secondo i più; le ferie degli italiani, secondo altri, si agiterebbero dietro il boicottaggio.

A me non importa, anzi, quest’anno mi viene comodo guardare il cielo in differita, per motivi alieni al “pezzo” che sto buttando giù, che quindi ometto.

Tutti col naso all’insù!

Dai!

Alla stella cadente (che cada lontana, per carità) affidiamo i nostri desideri.

I miei, stavolta, sono molto pratici e strettamente aquilani.

Per esempio:

una viabilità migliore;

una viabilità che tenga conto della attuale inesistenza del centro storico;

una viabilità che tenga conto della futura forzata inesistenza del centro storico per un certo periodo;

una viabilità che tenga conto che molti aquilani vivono sulla costa;

una viabilità che tenga conto dei mezzi da lavoro (pesanti e non);

una viabilità che realizzi la necessità di star vicini, realmente, a Roma, dove molti di noi vivono;

una ferrovia (la nostra evoca i Playmobil, se si scrive così) per Roma e non solo;

una proroga significativa allo stop ai pagamenti di rate e mutui, che a fine mese ci attendono tutti;

una Zona Franca vera, reale, che aiuti l’economia, assorbendo il punto che precede;

degli uffici centrali veri, rispettosi di chi ci lavora e degli utenti;

idem per ospedali e zone di accoglienza;

rispetto e amore per la disabilità, per i più piccoli e per i più anziani.

L’elenco è aperto.

A chi crede che divulgare il desiderio espresso alla Stella significhi renderlo vano, dico che oggi è 11 e che “esprimerò” e non “ho espresso” i desideri che ho scritto e vorrei vedere realizzati.

Per una città migliore, bella come e più di prima, vivibile, vera e allegra.

Ultimo desiderio: imparerà la Protezione Civile che “a L’Aquila” si scrive, appunto, “a L’Aquila” e non “all’Aquila” come – ahimè – compare in questi giorni, per il censimento, sulla stampa e sulla cartellonistica?

Tutti col naso all’insù!

Dai!

Fabrizio Lazzaro

DEMOCRAZIA E QUALITA’ DELLA RICOSTRUZIONE

11 Maggio 2009

IDEE PER UNA STRATEGIA DEMOCRATICA E CONDIVISA DELLA RICOSTRUZIONE

Vanno innanzitutto accertate con la massima celerità le responsabilità sui crolli “dolosi”

AZIONI PRELIMINARI

  1. Sede di coordinamento interistituzionale (oggi presso GdF poi in sede unica in un ex capannone riconvertito)

  2. Discarica di differenziazione materiali esterna all’abitato finalizzata alla raccolta del materiale lapideo di pregio, di mobili, arredi e finiture

  3. Demolizione condivisa con proprietari e Sovrintendenza di fabbricati, isolati e zone di valore estetico tradizionale

  4. Messa in sicurezza di tutti gli edifici di pregio storico architettonico

  5. Analisi puntuale del danno in tutti i centri del comune

  6. Quantificazione degli edifici invenduti e non affittati agibili e disponibili

     

AZIONI SUCCESSIVE E CONTESTUALI

  1. Ristrutturazione immediata dell’Ospedale S. Salvatore e di tutti i Plessi Universitari

  2. Requisizione Foresteria in località Lenze di Coppito per Casa Studente con attivazione immediata degli altri immobili a tal fine costruiti

  3. Individuazione aree per il commercio in adiacenza del Centro Storico (Parco del Castello ,Villa,ecc.)

  4. Predisposizione piani recupero stralcio per le poche zone meno danneggiate del C.S. principale e degli altri periferici

  5. Requisizione alloggi liberi per studi, attività direzionali e residenze

  6. Finanziamento della ristrutturazione di tutti gli alloggi a immediata agibilità con anticipazione contributo a prezzario concordato

  7. Individuazione aree per la ricostruzione di alloggi sostitutivi in aree già compromesse e interne alle previsioni del PRG vigente

-a- Lenze di Coppito

-b- Casermette (attraverso plano volumetrico intensivo concertato con il D.M.)

-c- Polveriera

-d- Aree adiacenti GdF

-e- Aree tra Bazzano e S. Gregorio

-f- Riconversione zona industriale di Sassa

-g- Aree ex SERCOM

-h- Casette COGEFAR

MODALITÀ E CONSISTENZA DEL CONTRIBUTO

Bisogna promuovere al massimo l’autoricostruzione diretta di case unifamiliari e condomini saltando tutte le intermediazioni istituzionali;

Il contributo deve coprire l’intero danno;

Nelle zone a danno esteso vanno predisposti planovolumetrici condivisi che possono essere realizzati dagli stessi Comitati di gestione (nuovi condomini);

Si deve applicare il prezzario ANCE scontato del 20 % e l’IVA va ridotta al 4 %

TRASPARENZA E PUBBLICITA’

Va istituito un Comitato per la gestione della ricostruzione composto da rappresentanti dell’Università,degli Ordini professionali,dell’ANCE, delle OOSS.delle Associazioni Ambientaliste, dei Comitati e dei cittadini

Tutte le schede di valutazione devono essere messe “in rete”

Tutte le azioni vanno immediatamente messe in rete con la relativa modulistica

Vanno proceduralizzate le modalità e i tempi di erogazione insieme alle conseguenti e coerenti erogazioni e tutto va reso accessibile

I tecnici che hanno partecipato alle rilevazioni non possono concorrere alla progettazione

Tutte le nuove localizzazioni vanno fatte sentiti C.C. e Comitato di quartiere/frazione

Antonio Perrotti 

Per comunicazioni e integrazioni

Indirizzi e riferimenti terrepubbliche.anpe@alice.it cell. 334 2724599

Pensieri

20 Aprile 2009

 

Oggi è il 18 Aprile 2009 e sono passati solo 12 giorni dal terribile terremoto che ha raso al suolo (o quasi) L’Aquila e alcuni paesi dell’aquilano.

Già si parla molto di ricostruzione, di ripartenza, di rinascita della città, io per prima ne parlo e sono felice che sia presente così tanto fervore…vorrei però fermarmi un momento per proporre una breve riflessione (personale).

Trovo che sarebbe utile e bello se, per una volta, ci comportassimo tutti da “non-italiani”!

Cosa significa? Significa affrontare un problema alla volta seguendo un ordine logico e coerente.

A mio avviso la prima cosa da fare, prima di ricostruire il centro storico, prima di ricostruire i musei, prima di riabitare le nostre case (le poche rimaste in piedi) è di capire Chi? Come? Quando? Cosa? E perché?

Chi ha costruito strutture, vecchie o nuove che siano, assolutamente inadeguate e non conformi ai parametri stabiliti dalle leggi? Come ha potuto farlo? Con l’aiuto di chi? Fare in modo che i responsabili di quest’ecatombe paghino veramente, fare in modo che si conoscano nomi e cognomi, che queste persone affrontino un processo e che vengano condannate per il loro reati, ma soprattutto che scontino le loro condanne.

Tutto questo non per un impellente bisogno di giustizialismo alla Beppe Grillo, che personalmente non amo, ma perché è eticamente giusto fare così.

Perché non ci potrà essere ricostruzione vera senza aver messo un punto a quest’orrore. Orrore, ripeto, che poteva essere evitato e quindi HA DEI COLPEVOLI. Non è mio interesse fare illazioni, non devo essere io ad indagare, non devo essere io a condannare…non sono questi i miei mestieri… ma sarà bene che, chi verrà chiamato a svolgere questi compiti, li porterà avanti nella più totale trasparenza, velocità e coerenza con la legge.

La storia dell’Aquila è molto bella, avvincente…ma non si può chiedere a uno studente o a un giovane aquilano di restare e ricostruire (quindi fare molti scarifici) se non gli viene dato in cambio, come assicurazione sulla vita, un senso civile e di giustizia integerrimo, se non gli viene dimostrato che i giovani sono veramente il futuro di una società, che vanno tutelati e non trattati come carne da macello.

Non gli si può chiedere di restare per “il glorioso passato” o “glorioso futuro”, si può chiedere loro di restare perché si vuole costruire qualcosa di nuovo, perché si vuole formare una futura classe dirigente, rinnovata, pulita…architetti e ingegneri onesti, appaltatori non corrotti, politici non consenzienti…per questo si può chiedere loro di restare.

Questi valori etici, di rispetto delle regole (di poca italianità se vogliamo) devono essere le vere fondamenta della nostra futura città. Per esserlo è necessario che vengano fuori tutti gli errori e tutti i colpevoli…e non solo per calmare il pianto di una madre che ha perso il figlio o la figlia ventenne (che è inconsolabile, peraltro) ma perché sennò tra venti, trenta, duecento anni tutto questo si ripeterà. L’Aquila ricrollerà.

La mia opinione è che da questo momento in poi dovremmo imparare a vivere come se dovessimo morire domani ma pensare, costruire e gestire la “cosa pubblica” come se non dovessimo morire mai.

Questo è il mio pensiero e il mio augurio per una vera ripartenza della mia città.

… qualcosa si muove …

18 Marzo 2009

 COMUNICATO STAMPA

Venerdi 13 marzo u.s. presso gli Uffici del Gabinetto del Sindaco, alla Sua presenza, le associazioni di categoria CNA, API, Confesercenti, Confcommercio, (anche in rappresentanza dei loro Consorzi di Garanzia), CIDEC , l’Associazione per le buone prassi, l’Osservatorio per le Azioni positive, il Consorzio di Garanzia fidi COOPERFIDI ABRUZZO, hanno affrontato la drammatica situazione delle piccole e medie imprese aquilane, artigiane e commerciali, particolarmente segnate dalla gravissima crisi economica, sotto pressione dalle azioni di riscossione di Equitalia (ex gerit) e abbandonate dal sistema creditizio locale..

Nel corso della riunione sono stati ipotizzati due livelli di azione entrambi urgenti per fronteggiare la situazione:

un livello istituzionale, per ottenere una moratoria di qualche mese nelle azioni di riscossione da parte di Equitalia e degli Istituti di Credito esattori di impegni bancari.

Il livello istituzionale ha il fine di una conciliazione del territorio, mediante incontri serrati con gli attori economici.

I punti essenziali per tale conciliazione emersi nell’incontro sono:

  • una stima certa della situazione dell’indebitamento territoriale sia nei confronti di Equitalia (quanti sono i debiti degli Aquilani? Decine di migliaia o decine di milioni? Quante le azioni coattive, le ipoteche, i fermi amministrativi?), non solo quantitativa, ma anche qualitativa (riscossioni per conto di: Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, etc.), sia nei confronti del sistema del credito;

  • una revisione delle posizioni degli Istituti di credito operanti sul territorio nei confronti del credito alle imprese e ai privati.

Tutto ciò allo scopo di supportare gli attori più deboli (le imprese, ma anche i privati cittadini e le famiglie).

Un secondo livello, che ponga in essere immediatamente le condizioni minime di accesso al credito per la più ampia base numerica possibile, accesso consentito dall’intervento di un fondo di garanzia a capitale misto (Cooperative di Garanzia, Comuni, Provincia) e da un interessamento conseguente del sistema creditizio locale.

 

E’ stato inoltre sottoposta all’attenzione del Sindaco la possibilità di un intervento diretto dell’Amministrazione Comunale dell’Aquila (e di tutti i Comuni della Provincia interessati) che consenta di abbattere di una percentuale consistente la voce “interessi di mora e di aggio” sulle quote dovute per debiti erariali rivenienti alle Tasse di spettanza comunale.

 

Azione che consentirebbe ai cittadini tutti un bel respiro di sollievo.

OSSERVATORIO PER LE AZIONI POSITIVE

L’Aquila, 17 marzo 2009

crisi amministrative e ricatti?

1 Febbraio 2009

Siamo ogni tanto ad affrontare una "crisi"  bella e buona in ogni amministrazione.  A volte rimpasto.  A volte vera e propria crisi di maggioranza. 

Sappiamo che nella gestione della cosa pubblica, non possiamo essere tutti d’accordo. Sappiamo che le maggioranze a volte sono frutto di elaborate alchimie di interessi particolari, strumentali e quanto altro. Da Cicerone ad oggi siamo diventati anche noi edotti di ars retorica e politica (nelle sue varie sfaccettature di accordi, trattative, mediazioni di interessi i più disparati).

Ma sappiamo pure che dietro ogni crisi amministrativa si nasconde ormai l’interesse particolare del consigliere tizio che deve sistemare la cognata, o a volte se stesso, oppure un nipote; e che ci sono dei consiglieri, portatori di  "voti", che rappresentano spesso una piccolissima cerchia di elettori (per esempio un paese, una realtà locale), che al di là della propria realtà non sono capaci di andare, che al di là del proprio interesse particolare, non esprimono parere politico.

E questi rappresentanti, a volte, sono "forti" all’interno dell’amministrazione locale, perchè esprimono l’interesse di una realtà aggregata, ancorchè minoritaria, contra l’interesse più ampio di una moltitudine non compatta e disgregata (la collettività).
 
Cioè ci potrebbero essere consiglieri,  che stanno lì, immutati ed immutabili, a prescindere dalle alleanza di governo, perchè espressione di una comunità (o a volte di una lobby) che ha fatto della sua rappresentatività contro tutti un dogma della fede.
E questi consiglieri, al di là degli schieramenti e dei partiti, ogni legislatura riproducono il paradigma del ricatto, lavorando eslusivamente nell’interesse specifico della comunità (o della lobby) che li elegge, quale che sia il superiore interesse comune e quale che sia l’amminsitrazione al comando.
 
Sindaco, oggi siamo in queste peste?
Allora facciamo sentire la voce dei cittadini, quelli veri, non le lobby: noi vogliamo che, quale che sia l’amministrazione al comando, porti a compimento il proprio mandato, perchè siamo consci e sicuri che questo è l’unico modo per poter rendere positivo il lavoro quinquennale di una amministrazione: solo in un paese ricattato dai partiti e dalle lobby di potere, il governo è sottoposto a schiaffo e ricatto e quindi non può operare liberamente per il raggiungimento dei propri obiettivi. L’Aquila, oggi, è una città ricattata?
 

Non v’è chi non colga nel continuo ricambio il danno maggiore della politica: non ci sono obiettivi e traguardi raggiungibili in 15 giorni: una qualsiasi scelta programmatica ha bisogno di tempo per essere messa in campo, studiata, realizzata e per poterne vedere gli effetti. E invece viviamo di aborti, dichiarazioni di intenti mai portati a termine, metropolitane ferme, …..

Non ci interessa, signori amministratori, oggi, il colore politico del governo: ci interessa che lavori sodo per un risultato. Meglio se per il risultato giusto.

Basta sgambetti e furberie: il governo sbagliato deve emergere dai propri errori.

Con rammarico, certo, rispetto alle nostre aspettative, diciamo: per favore, fate governare questa amministrazione. Vi preghiamo, non ci condannate ad un altro aborto.

Ogni tornata elettorale, ogni stop amministrativo, lo paghiamo noi cittadini.

Ogni volta che si ricomincia da capo, si azzera tutto. E si torna a spendere denaro pubblico per studi, elaborazioni, consulenze, progetti che il governo precedente aveva messo in campo, ma con altri professionisti.

Il nostro intendimento oggi è uno solo: dare pieno appoggio all’amministrazione in carica, al fine di testare una progettualità quinquennale e di portarla a termine. Magari fino al progetto "strategico" 2020. oppure almeno fino al 2010.

Noi cittadini abbiamo visto i nostri denari sperperati in progettualità che non sono durate i due anni necessari alla loro messa in campo; abbiamo visto amministrazioni che hanno fatto "piazza pulita" dei denari spesi dalla precedente gestione, al solo fine di dimostrare un efficientismo di facciata.

Basta. I nostri soldi, che così attentamente gestiamo nelle nostre famiglie, o nelle nostre aziende, vanno gestiti oculatamente, intelligentemente, e con programmazioni "almeno" quinquennali. Pechè noi vogliamo dei risultati.

E se ci sono dei "consiglieri comunali" in mala fede, professionisti della politica di rapina, sappiano che il cittadino è cambiato: ha deciso di fare tesoro delle proprie esperienze e non vuole più accettare un governo dello sperpero, nè una amminsitrazione ricattata "pro domo sua".

 

un faro nella nebbia

6 Ottobre 2008

non so quanti cittadini della nostra disgraziata provincia si siano resi conto dei segnali forti che arrivano senza intermittenza dall’amministrazione provinciale. nella nebbia amministrativa che ci circonda, nella mediocrità della sospensione di azione e giudizio del comune dell’aquila, nella nauseabonda vicenda della sanità regionale, la donna che guida la provincia continua strenuamente a fare cose. non solo a presentarle in conferenze stampa, che pure presiede numerose, ma a sostenerle con economie cercate, a volte sudate, ma comunque non sperperate. una volta mi è capitato di assistere alla presentazione delle azioni della provincia relativamente ai sistemi turistici locali, sui quali molte istituzioni e molti uomini di ferro avevano messo gli occhi e gli artigli addosso. la presidente, con il suo vezzoso puntiglio disse forte e chiaro che la provincia non era un bancomat dal quale attingere soldi per qualunque cosa. ha mantenuto la posizione. e apre il rubinetto offrendo i risultati raggiunti: l’87.3c , per esempio o i progetti integrati territoriali che ha appena presentato in tutta la regione. instancabile, lucida, fredda, agguerrita. è rimasta la sola del suo schieramento politico a dire qualcosa, a fare cose di sinistra (nonostante la sua adesione al partito democratico, che non ci piace, ma per il quale non poteva, evidentemente, agire diversamente). numerose sono state anche le azioni "negative". ci ha fatto girare la testa con la ridistribuzione delle scuole sul territorio, non sempre evidente, soffre di "over exposition", è inaccessibile quasi per tutti. ma tiene il punto. è una donna forte, è una madre che non indulge al sentimento materno, che non sbrodola lacrimevoli sentimenti populisti. ma soprattutto, è una donna che la politica la conosce e la sa fare. possiamo non amarla, ma se siamo intellettualmente onesti dobbiamo rispettarla, come abbiamo fatto per i nostri grandi e rimpianti uomini e donne politici di un passato ancora troppo recente per non lasciare nostalgie.

sarà troppo?